Il popolo è sovrano. Più o meno.

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Il popolo è sovrano, questa è l’essenza della democrazia la quale, per quanto imperfetta, notoriamente è giudicata come preferibile ad ogni altro sistema di governo benché il  voto di un galantuomo valga quanto quello di un truffatore, di un delinquente qualsiasi… e il voto di una persona colta, o comunque di un cittadino informato, conti quanto quello espresso da un analfabeta politico. Chi vota, per chiunque voti, in democrazia ha ragione. Ma, a rosicchiare, erodere e, in sostanza, rendere beffarda e ridicola l’espressione “popolo sovrano” è la scelta dei candidati per i quali  votare, una selezione operata non certo dai cittadini ma, a piacere e insindacabilmente, fatta cadere dall’alto, dai capi partito che propongono al popolo elettore chi può tornare maggiormente utile non alla nazione ma al partito… Così, assistiamo a candidature di personalità  sulla cresta dell’onda, oppure di  amici e fedelissimi, fino al nepotismo più sfacciato, peraltro  sempre di moda.

La situazione più frequente è che e poi, oltre a non aver potuto fare una prima selezione dei  candidati, il popolo si  ritrova anche capolista un tizio o una tizia che magari  nemmeno  conosce o, se gli  sono  noti, può non nutrire assolutamente fiducia verso i candidati   prescelti; candidati  che, assai sovente, a dire il  vero, sono usati a loro  volta come degli specchietti per le allodole, vengono utilizzati per via della fama conquistata e indipendentemente dal loro  valore intrinseco, macchine “tiravoti”, da coccolare e blandire insomma … e da “mollare” prontamente  al momento in cui  si rivelassero  non più utili… vedi Soumahoro, tanto per non fare nomi. E, sempre per non fare nomi, sta girando in queste ore, fra la soddisfazione di alcuni e l’incredulità di altri, la notizia della candidatura di Ilaria Salis, cittadina italiana, insegnante, arrestata in Ungheria per l’aggressione che avrebbe compiuto nel febbraio del 2023 durante la manifestazione “Giorno dell’onore”, in cui a  Budapest si ritrovano gruppi di estrema destra da tutta Europa.

La Salis, è divenuta un “caso”  dopo che sono stati diffusi alcuni video del suo ingresso nell’aula di tribunale dove si sta svolgendo il processo, immagini di cui lei  ha acconsentito la ripresa: collegata alla guardia carceraria con una catena, controllata a vista da due agenti in tuta mimetica e passamontagna…Benché sia apparsa sorridente e in buona forma, la visione ha sconvolto l’opinione pubblica italiana abituata al nostro sistema giudiziario che ha principi di civiltà giuridica  più indulgente. L’accorata protesta del padre, il seguito notevole che la vicenda ha avuto, la mancata concessione degli arresti  domiciliari, hanno fatto un’eroina della Salis, rendendola candidata ideale per  Avs, Alleanza Verdi e Sinistra che, con  nota di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, conferma di  candidare Ilaria Salis,  “detenuta in Ungheria, in condizioni che violano gravemente i diritti delle persone, nelle proprie liste alle prossime elezioni europee”.

Sarà naturalmente capolista, per non rischiare la mancata elezione… e poi si apriranno scenari assai complessi e interessanti che esulano dal tema di questo articolo.
Di sicuro, in questa vicenda, una volta di più, si evince che il potere è nelle mani dei singoli partiti e non certo del popolo elettore.

Per chi facesse un azzardato parallelo con la vicenda di Enzo Tortora, (cui molti penseranno, con una stretta al cuore, per l’indegna “passerella, ammanettato) va detto che Tortora, personaggio decisamente di ben altra levatura rispetto alla Salis,  finito in carcere  per le accuse calunniose  di un  camorrista, era detenuto in Italia e, dopo  essere stato eletto nelle file del partito  Radicale al Parlamento  Europeo nel luglio 1984, decise di dimettersi il  13 dicembre dell’anno successivo, rinunciando all’immunità parlamentare proseguendo la sua battaglia per il riconoscimento della sua innocenza. il 29 dicembre 1985 fu messo agli arresti domiciliari; il 15 settembre 1986 Enzo Tortora fu assolto con formula piena dalla Corte d’Appello di Napoli.

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Una risposta

  1. Il candidato usa e getta

    In una nazione civile e veramente democratica il popolo dovrebbe essere sovrano non solo all’atto delle elezioni ma anche da quando inizia il procedimento elettorale preparatorio e soprattutto sin dalla scelta dei candidati alle elezioni politiche od amministrative.
    La scelta dei candidati non dovrebbe essere di esclusiva competenza delle segreterie politiche ma dovrebbe essere condivisa almeno dagli iscritti od elettori di questo o quel partito , magari con lo strumento delle primarie che dovrebbe riguardare non solo i leader ma tutti i candidati.
    Invece succede ,specie nelle sinistre, che i candidati vengano calati dall’alto con l’obiettivo non di scegliere le persone più competenti ma solo quelle che sono in grado di catalizzare consensi e catturare voti.
    Questa non è democrazia ma presa in giro dei cittadini che corrono il rischio di non essere degnamente rappresentati nelle istituzioni nazionali od europee e nei consessi amministrativi locali.
    Ricordo che nelle settimane scorse è salita agli onori della cronaca Ilaria Salis , di 39 anni, un’insegnante di scuola elementare monzese e attivista antifascista.
    La maestrina l’11 febbraio dell’anno scorso venne arrestata mentre si trovava a bordo di un taxi insieme a due altri cittadini tedeschi. Lei ed un altro sono stati accusati di violenza e lesioni, la terza persona è stata arrestata perché deve rispondere di aver pianificato gli attacchi.
    I magistrati contestano all’italiana sia il reato di lesioni personali che quello di appartenere all’organizzazione antifascista Hammerbande, che ha come obiettivo quello di “colpire” a martellate presunti neonazisti.
    Per l’accusa Salis avrebbe partecipato a due atti di violenza : uno contro un uomo – scambiato per un estremista di destra a causa del suo abbigliamento militare e un altro contro un musicista di estrema destra , le cui foto con il volto tumefatto fecero poi il giro del web.
    Lo scorso 29 gennaio è iniziato il processo.
    I media hanno diffuso a più riprese le immagini di Salis con le manette e le catene a piedi e polsi suscitando giuste polemiche . Da rilevare che l’altro imputato tedesco si è dichiarato colpevole, ottenendo una condanna a 3 anni di reclusione. Al contrario, la Salis continua a professare la sua innocenza rinunciando al patteggiamento.
    Ritengo che sia disumano e deprecabile il trattamento riservato alla Salis , che è imputata in attesa di giudizio e non colpevole acclarata.
    Ammesso e non concesso che sia innocente la Salis deve però spiegare : cosa ci faceva in Ungheria in quel periodo? perché non era al lavoro a scuola ?
    Non voglio anticipare l’esito del giudizio anche se vi sono forti sospetti di colpevolezza ma mi chiedo quali meriti abbia per essere proposta come candidata alle europee a rappresentare l’Italia ?.
    Non mi sembra che il suo sia un modello comportamentale esemplare per giustificare tale oscena proposta.
    Il PD, rendendosi conto dell’assurdità della proposta, ha abbandonato l’idea di candidare la sedicente eroina monzese probabilmente per la levata di scudi di tutta la nomenclatura interna del PD.
    L’idea però è stata ripresa sciaguratamente da Avs, Alleanza Verdi e Sinistra che hanno deciso di candidare la Salis nelle proprie liste perché reputata eroina in quanto detenuta in Ungheria, in condizioni che violano gravemente i diritti delle persone.
    Ove eletta corriamo il rischio di trovarci di fronte ad un altro caso Soumahoro.
    Il caso Tortora è tutt’altra cosa.
    Tortora era un signore autentico che è stato vittima di un clamoroso errore giudiziario.
    E’ stato talmente signore che per difendersi ha preferito dimettersi da onorevole e rinunciare all’immunità parlamentare.
    E fu assolto con formula piena prima di essere ucciso dal cancro.

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