Il “pericolo fascista”

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Non si sentiva il bisogno di un’altra legge da aggiungere a quelle già vigenti contro il fascismo. A meno che non venga considerato fascista quel grande schieramento populista e identitario che si va componendo anche in Italia e si preparino a fronteggiarlo con bavagli e manette. Ma in questo caso il pericolo per la democrazia sono loro.

 


Berlusconi nel ’94 è stato un figo. Pensa, dopo quattro anni che era caduto il comunismo s’è inventato di usarlo come collante della sua maggioranza. Il muro di Berlino era crollato nel 1989, ma lui, abilissimo comunicatore, ha cominciato ad agitare il fantasma del comunismo. Sapeva bene, o forse era solo intuizione, che il primo atto della politica è la definizione del nemico. E lui come nemico s’era inventato il comunismo che non c’era più, ma esercitava ancora un certo effetto sulla gente perché era stato un pericolo per cinquant’anni.

Questa operazione gli ha permesso di governare, con qualche interruzione, per 17 anni.

Ora Renzi, che di Berlusconi è la brutta copia, ha pensato, non sapendo più che pesci pigliare dopo la batosta del referendum e con il Pd in caduta libera, di fare qualcosa di simile. Lo scopo è tenere insieme i cocci del suo partito e recuperare i voti in fuga. Ecco allora che di punto in bianco tutti i suoi uomini, Fiano in testa, aiutato dalla Boldrini dall’alto del suo scranno, resuscitano il pericolo fascista. “ Se è andata bene al Berlusca – avrà pensato Renzi- perché non dovrebbe andar bene anche a me?”

Da qui la proposta di legge demenziale di perseguire tutto ciò che possa in qualche modo e soggettivamente essere ricondotto al fascismo: un braccio teso, un simbolo, un discorso.

In Italia esiste già la dodicesima disposizione “transitoria” ( ma permanente dopo 70 anni!) della Costituzione, declinata dalla Legge Scelba e aggravata dalla Legge Mancino. Leggi anacronistiche, inutili e anti-democratiche, dato che in una vera democrazia ognuno dovrebbe essere libero di manifestare qualsiasi idea.

Nessuno oggi percepisce il fascismo come un pericolo e si sentiva il bisogno di un’altra legge che va ad aggiungersi a quelle già vigenti. A meno che Fiano e compagni non considerino fascista quel grande schieramento populista e identitario che si va componendo anche in Italia e si preparino a fronteggiarlo con bavagli e manette. Ma in questo caso il pericolo per la democrazia sono loro.

 

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