Il PDL: Un partito nato morto

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""Che succederà domani? Difficile dirlo, mentre è più facile dire che comunque da tutto ciò ne deriverà danno solo per una parte, sostanziosa: il popolo italiano... il popolo che di certo non beneficerà per nulla di questo caos istituzionale imminente."" art. di Giacomo Bianchi


Ho appena finito di assistere al programma “L’Ultima parola” [1] condotta dal giornalista Paragone dove si è assistito in diretta alla morte, peraltro annunciata già da tempo immemore, del Partito della Libertà.

Chissà com’è, ma non mi ha suscitato nessun sentimento, né di stupore né di rabbia, ma solo un non sentimento, visto che consideravo il PdL un enorme calderone in cui si sono messe a cucinare diverse pietanze che nulla hanno a che fare fra loro.

Ormai è un “tutti contro tutti”: Bocchino contro Lupi, Urso contro Santanchè (a proposito finalmente, dopo la mia domanda alla fine dell’articolo di ieri, ho avuto risposta: la Santanchè c’è, è viva e sembra contenta di prendere schiaffi in faccia ad ogni piè sospinto: il trattamento a Lei riservato da Bocchino e Urso è diretta testimonianza che, quando dicevo che non doveva accettare il posto di Sottosegretario di un Ministero inesistente, corrispondeva a pura verità), Valdichiana contro Santanchè e Lupi, rinfacciamenti di varia natura, addirittura si è arrivati all’arroganza con affermazioni del tipo “Stai zitto tu che sei da poco in politica” come se chi c’è da anni, anzi decenni, abbia una sorta di immunità ed abbia diritto a infangare tutto e tutti.

Si dice che il PdL sia soggiogato dalla Lega. Sarà come dicono i più esperti di me in fatto di politica politicante, ma ho come il vago sospetto che se AN avesse cavalcato quei valori, quei concetti e quegli ideali propri dell’ MSI, oggi la Lega avrebbe meno della metà dei voti che invece possiede.

Infatti la Lega ha fatto propri quei concetti di chiara derivazione missina e, in edizione riveduta e corretta, li ha fatti diventare il personale DNA, cavalcando il sentimento popolare della sicurezza, della lotta all’immigrazione, della recrudescenza delle misure antidroga e via discorrendo.

Furba la Lega quindi ad accaparrarsi quella ideologia politica propria dei missini nel momento in cui Fini e la sua coda di lanzichenecchi pensava alla conquista del potere, conquista non riuscita perché Berlusconi, che è più furbo e più scaltro di Fini, non gliel’ha permesso.

D’altra parte, come ogni buon industriale di successo, Berlusconi ama circondarsi di persone definite “yesman”: mal sopporta intorno a se gente che gli mette i bastoni fra le ruote o non è allineato con il suo pensiero (politico o markettaro che sia), come tutti i capitani d’azienda.

Quindi il conflitto fra Berlusconi e Fini non poteva e non può essere evitato. Sono così, come i bambini che combattono per lo stesso gioco, solo che a differenza dei bambini i quali la smettono dopo cinque minuti e pensano ad altro, loro a smetterla non ci pensano proprio. Anzi ogni momento che passa non ci pensano due volte a rincarare le dosi del contrasto acerrimo e lacerante che in queste ore si sta evidenziando all’interno del PdL e dei suoi feudatari.

Che succederà domani?

Difficile dirlo, mentre è più facile dire che comunque da tutto ciò né deriverà il danno solo per una parte, sostanziosa: il popolo italiano. Infatti mentre loro potranno o rimanere nella stessa dimora come separati in casa, oppure scindersi e fare due gruppi parlamentari, chi rimarrà nei guai sarà sempre il popolo che di certo non beneficerà per nulla di questo caos istituzionale imminente.

Se poi per malaugurata ipotesi si dovesse andare ad elezioni, beh la frittata sarebbe fatta perché ho paura che di tutto questo trambusto la sinistra ne possa beneficiare ben oltre i suoi “meriti”.

Stiamo alla finestra e aspettiamo, come sempre perché si sa “Domani è un altro giorno!”

                          

                             Giacomo Bianchi

                                   Socio Fondatore



[1] Trasmissione  RAI del 16.4.2010. Chi non l’avesse vista può “gustarne” una piccola parte all’indirizzo

http://www.youtube.com/watch?v=WCPn5X7uVWQ&feature=player_embedded#! (NdR)

 

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