Il Pd sceglie Modena, la destra Terzigno

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La differenza (che l’opposizione non vede) tra due modi di governare il ciclo complesso di smaltimento dei rifiuti

 

«Prima fotografia, Modena. E’ di questi giorni la notizia che la nostra città scala di 20 posizioni la classifica di Legambiente sull’ecosistema urbano. Contemporaneamente la Provincia pubblica i dati del primo semestre 2010 in cui si certifica una nuova crescita della raccolta differenziata (51,2%), che vede il Comune di Modena al terzo posto tra le città con oltre 150 mila abitanti. Negli stessi giorni il sindaco Pighi e l’assessore Arletti annunciano il pensionamento delle discariche; confermano e rilanciano l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata in città per il 2014; l’obiettivo primario dell’autosufficienza in materia di smaltimento dei rifiuti.

Seconda fotografia, Terzigno. Aperture dei telegiornali, prime pagine dei giornali: rifiuti che bruciano, scene di guerriglia urbana, delinquenti che appiccano incendi cavalcando la protesta, forze di polizia in tenuta antisommossa, scontri di piazza. E’ di nuovo il Paese che ripiomba nell’incubo di Napoli che Berlusconi millantava di aver risolto.

Mettiamo queste due fotografie a confronto. A Terzigno manca la capacità di governare il problema e di gestire un ciclo complesso quale quello dei rifiuti; mancano impianti e un piano di gestione adeguata; manca un patto civico tra amministrati e amministratori per prevenire l’emergenza e affrontare in modo serio quello che i cittadini modenesi ritengono sia scontato: un sistema moderno di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

In questo confronto tra due realtà, non sono sorpreso dal ritorno di fiamma dei comitati anti-inceneritore. Alcuni cittadini modenesi guardano con preoccupazione al superamento delle prime due linee dell’inceneritore e alla ristrutturazione della terza linea, più moderna e sostenibile. Legittimo, comprensibile: cercheremo di dimostrare che incenerire meno rifiuti domestici e più rifiuti speciali (quelli delle aziende) non è un passo indietro ma una scelta coerente con il piano che l’amministrazione si è data; che in ogni caso non sarà incenerito un solo grammo di rifiuto in più. Perché è di questo che stiamo parlando.

Ciò che lascia di sale è invece l’irresponsabilità di chi cavalca queste paure, alimentando disinformazione. Se poi a farlo è un centrodestra che si è dimostrato totalmente incapace di risolvere l’emergenza rifiuti in Campania, allora c’è davvero da chiedersi che città abbiano in mente questi signori. La destra e i cosiddetti ambientalisti (grillini e affini) dicono no a discariche e inceneritori: Terzigno sarebbe il risultato scontato se mai fossero loro ad amministrare Modena. Ecco un’altra differenza sostanziale tra destra e sinistra: il Pd sceglie Modena, la destra preferisce Terzigno».

 

Dichiarazione del  segretario provinciale Pd

 

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