Il partito degli onesti

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Al popolo, anche al Popolo della Libertà, gli slogan non bastano più.art. del Sen. Paolo Danieli

 

Il partito degli onesti: ecco che cosa Angelino Alfano vuole fare del Pdl, di cui è stato nominato segretario. Un bel progetto. Un segno di rottura con il recente passato che finalmente ripropone la linea programmatica del buon governo, comune a tutte le destre, per troppo tempo lasciata in disparte. E visto che in tempi di bipolarismo non esiste un partito dei disonesti cui contrapporsi, è evidente che il richiamo è un implicito riconoscimento che esiste  una questione morale che attraversa tutti gli schieramenti.

La “Lettera Politica” ha scritto spesso della necessità di affrontarla e dell’errore clamoroso del centrodestra di averla lasciata in appalto alla sinistra. Il contenzioso Berlusconi-magistrati non c’entra, né ci deve entrare. Una cosa sono le vicende giudiziarie del premier e la pressione accusatoria cui è sottoposto che a volte può avere i connotati del fumus persecutionis ed un’altra sono i comportamenti disonesti o comunque poco trasparenti di parecchi politici. Perché la questione morale non è solo questione legale, ma investe tutti i comportamenti  inopportuni per un uomo pubblico, come il clientelismo, il nepotismo, i favoritismi ed il cumulo di incarichi o di cariche, tutti, ovviamente, reribuiti. Troppi episodi avvenuti dal 1994 ad oggi hanno dimostrato come fosse stato sbagliato pensare che la corruzione fosse un fenomeno circoscritto alla Prima Repubblica . Dalla Prima siamo passati alla Seconda Repubblica, sono cambiati i partiti e gli uomini, ma i vizi sono rimasti gli stessi. Politici di tutti i colori, di destra e di sinistra, sono stati scoperti con le mani nel sacco. Quanti gatti colti col sorcio in bocca! Quanti assessori o consiglieri con la tangente in tasca! Quanti che piazzano qua e là parenti, amici e amici degli amici! Risulta allora evidente che manca, nella selezione della classe politica, un filtro per fermare i disonesti e metterli nelle condizioni di non nuocere impedendo loro di accedere a l’occasione che, come dice il proverbio, fa l’uomo ladro. C’è poca attenzione alle doti morali. Ma così non può continuare perché quando la pietanza è abbondante, nessuno ci fa caso se qualcuno ne ha un po’ di più. Ma quando i soldi scarseggiano è difficile accettare che qualcuno se ne approfitti del ruolo che ha per arricchirsi. Ed oggi siamo in tempi di vacche magre. Bene ha fatto quindi Alfano a lanciare il partito degli onesti . Ma attenzione: al popolo, anche quello della libertà, gli slogan non bastano più. Se all’enunciazione non dovessero seguire i fatti il tutto si tradurrebbe in una perdita di credibilità difficilmente sostenibile.

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