Il nuovo viene dall’Est

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Il progetto di riqualificazione presentato ieri alla polisportiva Modena Est è sicuramente da approfondire e da valutare senza preconcetti. L’obbiettivo di consumo zero di suolo sembra rispettato ma bisogna capire quali sono i veri aspetti innovativi rispetto ad una semplice operazione edilizia che trasforma l’uso del suolo da artigianale a residenziale. Quando ero consigliere comunale di quelle operazioni fatte da privati ne abbiamo discusso e il comune incamerava l’incremento di valore dell’area nella misura del 50%. E’ previsto dalle normative edilizie vigenti. Nell’operazione  presentata ieri sera ho sentito dalle parole di Giacobazzi, assessore all’urbanistica, che non sarebbe così. Bisogna capire se si considera la riqualificazione dell’area con i criteri di bio-edilizia, ma di cui ne godranno dei privati, un bene comune per la città e quindi una permuta. Per chiarire questo ed altri aspetti, la soluzione migliore è che le regole che si vorrebbero applicare ad un simile intervento vengano inserite nel percorso del PSC e si discutano nella prevista Conferenza di Pianificazione. E’ quindi tempo che il documento preliminare, atto previsto dalla legge regionale 20 per l’elaborazione del PSC, venga presentato alla città. Propongo anche che quel progetto venga presentato alla città e alle associazioni che si occupano della tutela dell’ambiente e del sociale per evitare che la diffidenza sugli interventi in campo urbanistico, causata da anni di pane e mattone senza criterio, ne pregiudichi l’esito senza entrare nel merito.

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