Il nostro piangere fa male al re

Condividi su i tuoi canali:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print
Condividi su whatsapp
Deve essere una sofferenza insopportabile per coloro i quali ci governano, apprendere del nostro malcontento, delle nostre lacrime anche se, sinceramente, è difficile anche per i più ottimisti e coraggiosi, rimanere “sempre allegri” come nella canzone immortalata da Jannacci. Qualunque decisione prendano,  qualsiasi danno ce ne derivi, diretto o indiretto, non solo dobbiamo accettare tutto…dobbiamo  anche esserne contenti.  

Come singoli e come nazione, stiamo attraversando un periodo che non ha paragoni possibili se non nei più neri  anni  della guerra in cui, oltre al pericolo  di perdere la vita per i bombardamenti, per gli altri fatti bellici, incombevano  il razionamento dei beni primari  e le difficoltà, talvolta insormontabili, presenti  in tutte le attività umane, dal lavoro, alla cura della salute, all’istruzione. Siamo  capaci di  sorridere di tutto, anche delle nostre sventure,  siamo  capaci  di fare battute su tutto, alcune  forse saranno giudicate sciocchine, altre sono davvero spassose… Buttarla in ridere, come in fondo è nella natura degli Italiani, non migliorerà la situazione, tuttavia.

Leggere “Ad ogni missione,  una ritorsione” in  una vignetta a commento della spedizione di Draghi, Macron e Scholz alla volta d Kiev  per incontrare  Zelensky … fa sorridere ma cessa di  essere una battuta divertente quando all’indomani della  predetta spedizione, il taglio della fornitura di gas russo balza al 50%  in meno, mettendo in forse anche lo stoccaggio previsto per i mesi dell’autunno inverno prossimi. La verità è che ogni  giorno, in qualsiasi campo,  ci sono  conseguenze  pesanti, insostenibili e, talvolta definitive, come la chiusura di  fabbriche ed esercizi, impossibilitati a proseguire l’attività per i  costi non più sostenibili.
Sorvolando il territorio  dell’ovvio, non si  può che condannare la guerra che, da qualunque parte la si guardi, è una sconfitta per l’Umanità intera,anche per chi non la combatte direttamente, anche per chi, forse con troppa leggerezza, anziché cercare strenuamente la via del negoziato,  prosegue ad alimentare l’arsenale  di una delle parti rifornendola di armi… Aumenti stratosferici  dell’energia, del gas, delle materie prime… e, in pratica di tutte le merci,  sono  ormai diventati effettivi e, soprattutto, non rivedibili. Per quanto improbabile sia,  nemmeno  un accordo  a breve, con la cessazione delle ostilità,  porterà  i prezzi ai livelli pre-guerra. Fra le altre cose, molti prezzi lievitati improvvisamente hanno una giustificazione, altri, francamente, appaiono ingiustificati.
Qualche sospetto, noi consumatori, povero  ultimo anello  della catena produttiva, magari possiamo  avercelo… ma dobbiamo  tacerlo  anche a noi  stessi. Che i pellets, rimanenze di magazzino degli ordini del 2021, siano balzati fino a costare 8,50 al sacco … o che la pasta, proclamata come prodotta da grano italiano, sia rincarata sensibilmente per il mancato  arrivo  del grano ucraino  e così per moltissimi altre merci  sicuramente non influenzate dagli eventi degli ultimi mesi fa pensare che, accanto ad aumenti purtroppo  direttamente  dipendenti  dalla situazione, probabilmente ce ne siano  anche altri non proprio  giustificati,  come dire,  “se tutti alzano i prezzi, lo faccio anch’io”.
La speculazione, la disinvolta attitudine a guadagnare sulla pelle del prossimo, evidentemente è un’altra nostra caratteristica tipica, al pari dell’umorismo. Irresistibili le “frasi di Osho”  con Macron che come “presente” in visita a Zelensky suggerisce  di portare “un Cannonau…”  
 o quella “Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?”
Ah no, questa non è una battuta ma parte di un discorso, ovviamente serio, fatto dal Presidente del  Consiglio per farci accettare tutte le scelte, tutte le decisioni… e tutte le conseguenze di  esse, rimanendo anche allegri. Si dispiacerebbe troppo, altrimenti.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Il nostro piangere fa male al re

A.D.Z.

Giorgia Meloni  è un pericolo per la  democrazia perché fa un comizio ai simpatizzanti  di Vox Spagna

Massimo Nardi

Intanto gli oligarchi russi sono costretti a cambiare menù: non mangiano più il culatello di Parma e altre leccornie, mentre personalmente sono convinto che queste sanzioni facciano più male a noi che ai russi.  Ne vale la pena?

La scomparsa del Luogotenente Lorenzo Mosto      

Alberto Venturi

Profondo cordoglio e grande commozione  per la tragica scomparsa del comandante della Caserma di Fiorano che ha perso la vita domenica 19 giugno, in un incidente stradale.

Cavallette e non solo  

Antonio Tallillo

Il clima torrido e la siccità hanno  favorito uno  sgradito ritorno: Milioni di cavallette hanno invaso le campagne della parte centrale della Sardegna,  con i coltivatori ormai esasperati, già messi a dura prova dal rincaro dei prezzi dei mangimi e degli altri prodotti indispensabili per la produzione agricola..

Ecco cosa taglia la gente   Ugo Volpi

Ci stiamo abituando a camminare sulla fune, senza  rete di protezione. Ecco, per non cadere, a cosa rinunceranno le famiglie italiane? Sicuramente alle spese sanitarie. Il rapporto Cerved aveva già evidenziato che le famiglie più povere hanno difficoltà a sostenere i costi delle prestazioni. Con conseguenze pesanti per la salute, l’assistenza agli anziani, la cura dei  bambini, l’istruzione.

^^^^^^^^^^^^^^^^^

Buona settimana e buona lettura del n. 804 – 497

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Al Dio sconosciuto

In questi  giorni, per la  prima volta credo  nella vita di tutti,  sentiamo veramente  il problema della siccità… Per quanto sia endemico, sembrava solo un

Gli italiani non votano…

Ci sono frasi che rimangono nella memoria delle persone e nella storia di un popolo. Una di queste, pare sia state detta da Vittorio Emanuele

Il salario minimo?  Davvero?

Il salario minimo verrà applicato anche agli schiavi che lavorano per tre euro l’ora, al sud e al nord, o per loro nulla cambia in

‘I dolori del giovane Giggino”

Normalmente un movimento qualunquista dura tre o quattro anni. Il M5S , che è il prototipo del qualunquismo populistico per eccellenza, è durato oltre 12