Il mio sogno nel cassetto oltre ai bambini che fanno ohhhh………

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Abbiamo incontrato Povia, il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo reduce da uno spettacolo tenuto a Fiorano Modenese. Ci siamo sforzati di saperne di più dimenticandoci del cantante.

Oltre ad avere scoperto che è alimentarmente intollerante nei confronti dei farinacei e della carne di maiale….è risultato che:

 

Mentre si fa la barba, lontano dalle luci della ribalta, chi è Povia?

 

E’ un ragazzo semplice che, come tanti, dei giorni si alza che gli girano, mentre  altre mattine vede il sole entrare dalla finestra. Povia è un uomo innamorato della propria compagna e della propria figlia di tredici mesi. Sento in modo acuto sentimenti di religiosità interiore, ma non sono praticante: non sono sposato con regolare matrimonio e mia figlia non è battezzata. Sono tuttavia convinto intimamente, anche se molti preti non lo sanno, che  Gesà Cristo era una gran brava persona!

 

Nel nostro  mondo della canzone notiamo a volte un connubio felice con il territorio di appartenenza, quasi fossimo in presenza di aree magiche con terreni particolarmente produttivi: I liguri Tenco, Bindi, De Andrè, Gino Paoli,Villaggio e Lauzi ne sono stati una importante testimonianza. E’ ancora così o la globalizzazione sta cambiando anche questo?

 

Penso che nell’arte ci siano ancora delle correnti. Basti pensare alla scuola romana, con i suoi protagonisti che vanno da Antonello Venditti fino ad Alex Britti. Così come esiste una scuola milanese;  voi avete una prestigiosa scuola emiliana e per completare il panorama, non dimentichiamo la scuola napoletana

Povia invece non proviene da nessuna scuola. Da Milano sono scappato, sono andato a Roma e sono scappato. Ora vivo a Firenze. Il mio territorio non c’è ed è troppo vario per lasciarmi un impronta.

 

Questa sera c’era una piazza stracolma di gente, famiglie e bambini compresi, venuti appositamente per ascoltarti . Tu con quali emozioni cercavi di ripagarli? Cosa volevi trasmettere?

 

Un cantante a volte riesce solamente a comunicare della note anche se molto melodiose. O conosciute. Trasmettere emozioni è quello che vorremmo fare sempre, ma non è così semplice. È la capacità , come su un ring, di sferrare il colpo che stende alle tappeto. Senza le emozioni del nostro cuore, non si trasmette nulla. C’è ancora un rapporto, un reciproco condizionamento tra  pubblico ed artista, ma pian piano andrà a scomparire. Anche questo, con i nuovi mostri della tecnologia con i decibel che si fanno ascoltare, perfino dalle stelle e le luci psichedeliche, pian piano accecheranno sempre più questo magico rapporto. Oggi ti aspettano ancora per chiederti l’autografo, in America se incontrano per strada Bruce Springsteen a mala pena lo salutano. Fra qualche anno sarà così anche da noi. Tutto quindi viene sempre più consumato nelle spazio di un concerto. In quelle poche ore o senti emozioni e le trasmetti o è meglio che lasci perdere. A parte il fatto che in quel caso non interessi più, ma se l’artista non sente più vibrare l’anima che artista è? Se non sente questa magia interiore che senso ha?

 

Quindi  questa Italia divisa in due  che stasera era così unita, gomito a gomito ad ascoltarti non saranno le tue canzoni a riunirla?

 

No, se la politica divide, la musica si sdoppia anch’essa secondo i vari gusti. Sarà il buonsenso e la capacità di accettare la diversità dell’altro a renderci meno contrapposti. Non è nemmeno questione di rispetto, perché il rispetto, atteggiamento che sembra così semplice da applicare, non è sufficiente a garantirci un futuro di concordia.

 

A proposito di futuro: che mondo vorresti lasciare a tua figlia?

 

Le risposte, come concetti, credo che siano molto intuibili e quasi scontate. Non è semplice. Sappiamo ciò che non vorremmo e forse anche quello che abbiamo in mente, ma non è semplice capire, progettare, costruire e consegnare un mondo migliore.

 

I bambini fanno ohhh, e i genitori?

 

Per ora riesco a capire solo che è impegnativo essere genitori in modo altrettanto grande come essere figli

 

C’è un sogno particolare che tieni gelosamente custodito in un casetto?

 

Un sogno nel cassetto? Fare un allenamento e poi  una  partita con Roberto Baggio

 

 

 

 

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