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""Abbiamo: i mercati in allarme che ci preoccupano; un governo debole e diviso; all’orizzonte un possibile cambio di stagione dagli effetti oscuri anche imprevedibili; un popolo volutamente male informato deluso e disarmato delle sue civiche virtù….serve altro?art. di Lorenzo Torniello

 

 

Da una indagine promossa dal Comune di Modena effettuata tra i giovani modenesi rivolta ad individuare ciò che maggiormente li coinvolge, sia in positivo che in negativo, tra le diverse categorie prese in esame si rileva che ai loro occhi sta perdendo di credibilità soprattutto la fiducia negli organi d’informazione. Diventa impresa ardua dar loro torto esaminando e passando in rassegna ciò che passa l’edicola ogni giorno.

Per esempio.

Brambilla assicura: “”Respingeremo gli assalti. Se cede l’Italia, non ci saranno né euro né Ue“”

di Vittorio Feltri. Il ministro del Turismo: “”L’obiettivo degli speculatori è la politica monetaria continentale. Guai a fidarsi dei catastrofisti, il timone dell’esecutivo è saldo“”. E rilancia il governo: “”Il premier è un combattente: la sua azione non sarà condizionata”[il Giornale.it (per leggere tutto l’articolo)]

Così domenica 17 luglio 2011 mentre molti italiani erano in preoccupata attesa del giudizio che all’indomani,  alla riapertura dei mercati gli operatori avrebbero riservato alla  pesante manovra appena approvata dal Parlamento Italiano, il “quotidiano di famiglia Berlusconi” non trovava nient’altro di meglio, per rassicurare i lettori e gli investitori nazionali ed esteri che pubblicare una “amichevole” intervista fatta  dal guru del giornalismo nostrano di centrodestra alla ministra Michela Vittoria Brambilla.

La prima considerazione da riservare a questa brillante scelta editoriale viene suggerita da una constatazione: Per nostra fortuna i mercati non si fanno influenzare dalle interviste  di politici e tanto meno dalle amenità in esso contenute. Nello specifico eventualmente, dopo aver letto l’intervista potrebbero chiedersi quali titoli di merito la signora Brambilla ha prodotto  per guadagnarsi addirittura la nomina di ministro della Repubblica Italiana. Ma la risposta ad un tale mistero aprirebbe un altra voluminoso capitolo che esula  dal tema che dobbiamo sviluppare.

Pertanto ritorniamo all’intervista stralciandone  alcuni passaggi.

Domanda Vittorio Feltri:

Quasi tutti i commentatori giudicano la manovra di Tremonti penalizzante per le famiglie e non risolutiva del problema debito pubblico. Qual è la sua opinione?

«Chi sostiene questa tesi non si rende conto dei gravi rischi che il nostro Paese sta correndo a causa dell’enorme debito pubblico. I commentatori dovrebbero prendersela con i governi che con le loro dissennate politiche hanno permesso di accumulare, negli anni, un debito così devastante. Io penso che il governo non potesse fare di più e di meglio di quel che ha fatto».

 

Il ministro Michela Vittoria Brambilla negli ultimi mesi, in tutte le sue apparizioni radio televisive riproponeva sempre un monotono disco con il  quale ci raccontava che, grazie al governo Berlusconi, l’Italia si stava lasciando  alle spalle la terribile crisi economica che si era abbattuta sul pianeta.  Con queste sue perentorie dichiarazioni troppo recenti ed impegnative per essere dimenticate dagli italiani il buon senso avrebbe dovuto suggerire al navigato Vittorio Feltri che in questi giorni sarebbe stato più prudente evitare di parlare di economia con la sullodata, ma tant’è!

Il Vittorio al contrario, forse reputandosi un fantasioso trapezista circense ha pensato bene di mostrarci la sua grande abilità con una esibizione senza rete pur avendo come partner una non brillante  e perspicace compagna. Infatti la signora Ministro ha ritenuto opportuno precisare che si deve addebitare  alla  responsabilità di  « governi dissennati l’ accumulo di un debito così devastante» .La Ministra riporta una verità indiscutibile. Cita dei  dati certi così come lo sono quelli maturati dal governo con il quale condivide l’operato. Risultati allarmanti, ma che nasconde, sottace nella convinzione che non siano ormai  di pubblico dominio.

Sarebbe stato opportuno correggere amichevolmente la signora ricordandole che nel giugno 2008, anno che vide il ritorno trionfale al governo di Silvio Berlusconi, il rapporto debito pubblico/Pil era al 103,6% . Dopo  di che, a dispetto di tutti i piani governativi redatti con le previsioni di rientro dal debito, questo al contrario di mese in mese  è progressivamente salito al tal punto che alla fine dell’anno  sfiorerà addirittura il 120%. DP/Pil. Altrimenti per quale motivo, una settimana fa siamo dovuti ricorrere alla manovra più consistente nella storia della repubblica e approvarla in tempi record?

Nonostante il rigoroso silenzio entro il quale si era blindato il premier nelle fasi più calde e movimentate che hanno visto lievitare l’inquietante entità della manovra il lunedì 18 luglio i mercati hanno detto no! Uno scetticismo forte e chiaro nonostante le assicurazioni e le precisazioni fornite dalla Michela Vittoria Brambilla testimone Vittorio Feltri e pubblicate con il  dovuto risalto sul Giornale.

Nei giorni successivi si è registrato un cambio di tendenza portato da una  salutare ventata di ottimismo, ma purtroppo temo che dovremo subire ancora per un po’ l’andamento negativo da parte di un mercato che non ha creduto fino in fondo alla validità di questa manovra.

E’ indubbio che in due anni  verrà ridotto il deficit, ma avrà un costo sociale molto alto perché nel frattempo la nostra economia sarà ulteriormente frenata e zavorrata.

Non abbiamo dato il segnale che i mercati si attendevano:

Una significativo taglio strutturale alle spese non più sostenibili; un coraggioso ripensamento sui costi della politica per poi agire con le drastiche scelte  conseguenti. Al contrario abbiamo accuratamente salvaguardato  i privilegi delle classi dominanti in parlamento, con la presunzione folle di riuscire contemporaneamente a concretizzare la promessa elettorale del taglio delle tasse

Proprio nel pieno di questo stato confusionale con il quale la politica cerca di rapportarsi con a gente si sta profilando  all’orizzonte l’avvento di una nuova stagione politica

Il chiaro appannamento della leadership di Umberto Bossi sta portando conseguenze irreversibili nel governo e di conseguenza anche nel PdL. Se i  protagonisti di questo scambio di consegne non avverrà in tempi rapidi e all’insegna della chiarezza i mercati reagiranno ancora più malamente e così il cambio di stagione porterà in questo nostro  caro , bel paese giorni cupi e avverrà nel peggiore dei modi…serve altro?

 

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