Il mantello di San Martino

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Quand'anche fossimo tutti  animati dalle più caritatevoli intenzioni, accogliendo tutti,  dovremmo fare i conti  con la disponibilità economica che non è illimitata.  San  Martino salvò dall'assideramento un povero vecchio, dividendo con lui il suo mantello. Se si fosse trovato davanti, oltre al vecchio,  una marea crescente di ""poveri"" che pretendevano lo stesso caritatevole gesto, avrebbe passato  quel freddo giorno  sminuzzando  il suo mantello. Ogni povero ne avrebbe ricevuto un inutile minuscolo pezzo. E il povero vecchio, probabilmente, nemmeno quello. 

Nella gara dell’orrore, c’è chi si affanna …sfidando gli altri, pubblicando immagini sempre più  terribili. Suscitare l’interesse, fare audience, elemosinare qualche “”clic””.  Si può fare informazione, anche senza esibire teste mozzate, povere membra scomposte, o bambini, semisommersi dalle acque, piccoli  che , insieme ai genitori, cercavano, come recita  disciplinatamente ogni  giornalista “”una vita migliore”” lontano da guerre, persecuzioni, miseria… Anche se con minore frequenza, indottrinati per la stragrande maggioranza, come sono, essi cantilenano anche che  solo i profughi,  hanno diritto ad essere accolti e tutti gli altri, coloro che  non fuggono dalla  guerra ma  arrivano qui  come migranti economi, persino “”climatici””… non avranno diritto a restare e dovranno essere rimpatriati; i solerti giornalisti tralasciano  che, di fatto, poi praticamente  nessuno  possa essere respinto e rimanga, vita natural durante, nell’accogliente paese  del Bengodi”” Ma, di  fronte alle immagini di questi innocenti, non ha  senso  distinguere da che cosa  fuggissero. Inconsapevoli, sia dei pericoli, sia delle rosee speranze dei loro genitori, sono stati portati, nel più pericoloso e azzardato dei viaggi, fra privazioni e disagi inenarrabili;  incomprensibilmente, aggiungo io, quando per un decimo delle cifre  sborsate potevano fare un viaggio in aereo… Comunque,  sono stati  presi per mano, talvolta in braccio, tanto erano piccoli,  e hanno intrapreso questo viaggio che per loro è finito così tragicamente. Non si può sopportare, non si può tollerare…la morte degli innocenti, anche e soprattutto se vittime dell’incoscienza degli adulti, ci fa sentire tutti in colpa, anche se non sappiamo bene di cosa, dato che tutti contribuiamo a mantenere tutti i profughi, clandestini,   migranti …di ogni età. Senza distinzione di status… la vita umana  non deve conoscere queste distinzioni  burocratiche. Dobbiamo provvedere. Allora, dimentichiamo definitivamente  le sofferenze, la disperazione, i diritti calpestati dei cittadini italiani, ultimi fra gli ultimi e dedichiamoci ai migranti così nessuno potrà più accusarci di razzismo, nè potrà bacchettarci, esortandoci alla carità. Bene.  Cioè, male, ma diciamo bene… però,  oltre  a quello dello  spazio materiale, che rende impossibile accogliere nel nostro piccolissimo  stato continenti interi che “”migrano””…rimane un altro problema da risolvere, nemmeno tanto piccolo, quello delle risorse. Quand’anche fossimo tutti  animati dalle più caritatevoli intenzioni, accogliendo tutti,  dovremmo fare i conti  con la disponibilità economica che non è illimitata.  San  Martino salvò dall’assideramento un povero vecchio, dividendo con lui il suo mantello. Se si fosse trovato davanti, oltre al vecchio,  una marea crescente di “”poveri””… che pretendevano lo stesso caritatevole gesto…avrebbe passato  quel freddo giorno  sminuzzando  il suo mantello. Ogni povero ne avrebbe ricevuto un inutile minuscolo pezzo.

E il povero vecchio, probabilmente, nemmeno quello.

Prima di spedire  uomini,  navi e  altri mezzi, a fare incetta di “”migranti”” nel Mediterraneo,  portandone svariate migliaia al giorno in Italia, questo paragone, forse sciocchino, me lo farei.

Per chi desiderasse vedere  l’immagine originale, S. Martino divide il suo mantello – Van Dick – 1618 questo è il link al sito  www.settemuse.it  

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Presento brevemente il numero on line da oggi.  Ricordo che, come sempre, i titoli in grassetto sono  link diretti agli articoli, per  consentire, anche a chi ha poco tempo, di sfogliare più agevolmente Bice.

Immigrazione o Invasione?                                    di Massimo Nardi

Il  doppio gioco della sinistra. perdere i voti degli italiani e concedere il voto agli immigranti? Fantasia o sotto sotto c’e’ qualcosa di vero?

Il Villaggio Globale a compartimenti stagni di Alberto Venturi

Se la vecchia Europa avesse investito nei luoghi d’origine dei migranti i soldi che oggi deve invece spendere nella loro accoglienza, avrebbe ottenuto risultati migliori per tutti e uno sviluppo più equilibrato.

Onu, Unicef, UNHCR… Organismi indispensabili o inutili carrozzoni ? di Gianni Galeotti

Ce lo chiediamo, nel  momento in cui non hanno né voce,  né voce in capitolo, nemmeno quando la barbarie 2.0 distrugge i simboli storici, ambientali, naturalistici (nel caso dell’Unesco), di cui si fregiano di essere i paladini di difesa e protezione?

Un viaggio nel passato fino all’anno domini 1415     di Alex Scardina

“Tracce in Luce”, manifestazione con tema centrale le decorazioni della Rocca di Vignola, con la videoproiezione architetturali sulla mura. La minuziosa ricostruzione, figlia dell’incontro dell’arte con la tecnologia, ha consentito, attraverso i lacerti di affrescature ancora presenti, di ricostruirne le fattezze su tavole che verranno proiettate per consentire a tutti di riassaporare la magica atmosfera quattrocentesca di Vignola.

 “La guerra .Le guerre”                                 di  Roberto Armenia

Giovedì 3 settembre, alle ore 21,00, presso la Rocca di Vignola (Piazza dei Contrari, 4), si tiene il quarto incontro del ciclo “La guerra. Le guerre. Pensieri sull’esperienza umana” , ciclo ideato e curato da Claudia Baracchi, con la collaborazione di Roberto Alperoli e organizzato dalla “Fondazione di Vignola”.

Black Sunday                                      di Eugenio Benetazzo

Nei sette anni  dal 15 Settembre 2008, data in cui inizia  la Grande Recessione della nostra epoca siamo abbiamo visto numerosi episodi di isteria e panico finanziario che hanno prodotto nuovi episodi di instabilità e turbolenza finanziaria Il 24 Agosto di quest’anno si è ripresentato sulla scena dei mercati finanziari un nuovo episodio di panico mondiale scaturito dalle problematiche che stanno caratterizzando la Cina e di riflesso altri paesi dell’Est asiatico.

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n.  480- 147.

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