Il made in Italy è sempre il più ambito

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Maria Grazia Severi “Il mio è un prodotto da amatori e lo si riconosce dall’allegria, una donna con un mio abito si sente bella”. “ Il made in Italy è sempre il più ambito, ma bisogna fare attenzione ai costi”

 

Quale donna in tutte le sue sfaccettature, cioè elegante, romantica, sportiva, grintosa, la griffe Severi preferisce vestire?


Indubbiamente preferisco vestire una donna grintosa e vivace, perché questo è il mio spirito e perché mi piace una donna con queste caratteristiche: intelligente, vivace, dinamica, una donna attuale, moderna, che lavora, ma che sa
anche essere femminile


Valentino si riconosce per il rosso, Armani per il rigore austero, Maria Grazia Severi da cosa si riconosce?

Oserei dire dall’allegria, perché il mio non è mai un prodotto piatto, è un prodotto da amatori, non dico mai che è bellissimo, ma certamente lo si riconosce dall’allegria che trasmette, e una donna quando indossa Severi si sente bella e non passa mai inosservata.Con i suoi abiti copre più l’estro o l’effimero? Copro l’estro perché quella che io vesto è una donna intelligente, raffinata, spero proprio non effimera. I miei abiti vestono donne che hanno cultura di vita, di mente, che di corpo, e queste componenti portano ad abbellire l’insieme.

 

Potendo scegliere avrebbe preferito vestire Cleopatra, Greta Garbo, Jackie Kennedy o preferisce la donna contemporanea?

La donna contemporanea mi piace molto perché anche io vivo l’attimo. La Kennedy ha sempre avuto un gran fascino e l’ho sempre ammirata, ma una donna che non crea sorprese. La Garbo mi ha sempre molto intrigata e forse per chi fa il mio lavoro è la persona che ha le sfaccettature migliori, quindi stimola la fantasia.


Ci vuole parlare delle sue linee?

 

Maria Grazia Severi è una linea chic, raffinata, che costa anche un po’ perché è fatta di tessuti, ricami molto particolari, è una linea curatissima. E’ un elegante anche quotidiano. Una donna diversa dal mattino alla sera: esce con un tailleur, ma questo ha un nastrino, un ricamo, una borchietta, ma il taglio, il tessuto ne determinano la diversità dallo standard.
22 maggio è una linea più giovane, più dinamica, molto piacevole fatta di tanti pezzi simpatici, attuali: nel momento in cui funziona il jeans, il jeans è giusto, ricamato… siamo molto attenti al momento.Da due stagioni abbiamo fatto la nuova linea Severi Darling, confort, per donne che non hanno voglia di stare a dieta e hanno qualche chilo in più. Non è un conformato, ma è un prodotto studiato con dettagli per far sentir belle anche le donne non filiformi. Ha molto successo perchè è una linea giovane, riservata a chi vive un particolare momento della vita, ad esempio dopo la gravidanza. Ho studiato molto le donne e il corpo, la forma del corpo di una taglia 42 di una 20enne non è simile ad una 42 di una donna di 50 anni. Dobbiamo essere attenti ai particolari per vestire tutte, facendole sempre sentire femminili,  proprio agio e desiderabili

 

Come sta andando il made in Italy nel settore moda?

 

Mi sento fortunata perchè per noi sta andando particolarmente bene. Investiamo molto nella ricerca e abbiamo un ritorno molto interessante, con ottimi risultati. Non posso confermare che il made in Italy funzionerà sempre però credo che noi italiani abbiamo un potenziale notevole sul mercato. Spesso quando sono all’estero, lo vedo questo prodotto straniero tracotante, datato, identificato e, temo, che piano piano inflazionerà tutto il mercato. Il made in Italy è senz’altro sempre il più ambito, però dovremmo essere molto attenti ai costi. Il prodotto piace sempre, ma si deve dare la possibilità al cliente di potersi permettere di acquistarlo.

La Severi è proiettata oltre i confini di casa nostra. Ma alle donne modenesi cosa si sente di dire?


Non ho niente da insegnare alle donne modenesi, oserei dire che sono in linea coi tempi: sia in ufficio sia al supermarket, e di sera molto sexy. Modena non è una città dove le donne non sanno cosa sia la moda, il momento, anzi. E quindi vorrei fare loro un applauso


Che cosa apprezza di più nell’insieme del mondo della moda e cosa invece non sopporta?

 

Sono abbastanza schiva, il mondo della moda per me è lavoro e lo vivo in modo molto sereno perché faccio questo lavoro con passione e molto volentieri. Non mi tocca il pettegolezzo, la futilità. Nella massificazione vedo molta superficialità, questo è vero, ma come sempre i grandi fanno eccezione, come ovunque.

 

Maria Grazie e i figli: Alessandro e Francesca, entrambi lavorano in azienda. Cosa le hanno insegnato?

Un’ulteriore pazienza, perché essere madre sia in casa sia nel lavoro è molto complicato, perché noi genitori mentre abbiamo tanta pazienza con i collaboratori, con i figli nemmeno un po’. Vorremmo i figli magicamente bravi appena entrano in azienda, invece anche loro hanno il loro percorso, ma spesso non lo capiamo.

 

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