Il lago Powell

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Un posto speciale  –  Capita nell’arco della vita di trovarsi in posti veramente speciali, posti magici che resteranno impressi nella mente e nel cuore.

 

Un’enorme diga, la Glen Canyon Dam, sbarra il corso del fiume Colorado, dando origine, fra Utah e Arizona, al lago Powell, diventato ormai una meta obbligata del turista che vuole conoscere i vari aspetti dell’ovest degli Stati Uniti.

Arrivando da Page, si passa la diga e poi ci si ferma un attimo per perdersi in quelle sfumature di blu dell’acqua del lago, che si insinua fra le lingue di terra rossa del deserto.

Si arriva poi all’unico punto di imbarco di questa sponda sud; già l’affollamento era notevole vent’anni fa, ed ogni anno è stato sempre peggio.

Bisogna solo resistere alcune ore, imbarcarsi su un’houseboat e allontanarsi da lì appena possibile, evitando barche, jetboats, sci d’acqua e poi via dalla folla sempre più su, verso nord, sempre più lontano per miglia e miglia, seguendo dapprima il corso principale del lago, che corrisponde all’invaso del Glen Canyon, e poi ancora più su, finché iniziano i canyons laterali, tutti da esplorare, tutti da scoprire.

La terra a volte è di un rosso brillante, a volte cupo, le rive possono essere ripide e incombenti, per poi scendere di colpo e offrire una baia riparata o una piccola spiaggia dove trovare un attracco, il refrigerio di una nuotata.

Puoi procedere per miglia fra le sponde alte e strette e, quando pensi che mai si possa arrivare alla fine, ti compare il fondo del canyon con la riva bassa e spruzzata dal verde della vegetazione.

Si accende il fuoco, si pesca e si cucina il pesce, in un silenzio quasi irreale, il sole cala dando all’acqua il colore rosso delle rocce.

Ogni giorno ci inoltriamo sempre più verso nord ed ogni sera troviamo un nuovo canyon dove fermarci, se vediamo avvicinarsi un temporale ci acquattiamo nel punto più riparato, se la notte è stellata ci sdraiamo sul tetto dell’houseboat, cercando di riconoscere le costellazioni e contando le stelle cadenti.

Sembra quasi di sentire ingigantiti tutti i rumori del deserto: la corsa di un topino, lo strisciare del serpente a sonagli, il verso di un uccello notturno.

E poi all’alba il levarsi del sole coi colori più delicati e più dolci, un tuffo nel blu e via ancora per altri canyons,per altre rive.

 

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