IL GIARDINO DEGLI ANGELI

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IL GIARDINO DEGLI ANGELI

L’ordine del giorno UDC presentato in Consiglio comunale di creare anche a Modena un “giardino degli angeli” per i bambini mai nati ha provocato il rabbioso anatema di Paolo Trande, capogruppo PD . La reazione scomposta, il turbamento del capogruppo è la miglior conferma dell’opportunità e appropriatezza della nostra proposta, che trova precedenti, già realizzati, a Roma, Milano (e comuni lombardi), Agrigento, Caserta e tanti altri comuni, da ultimo Firenze, nei quali è stata regolamentata un’area specifica dedicata all’interno dei rispettivi Cimiteri.

Perché a Modena no? Perché non riconoscere il diritto alle donne , se lo vogliono,  di onorare con la sepoltura il feto, che altrimenti in Ospedale verrebbe incenerito come rifiuto ospedaliero? Perché negare un luogo specifico dove una mamma che lo desideri  possa recarsi a pregare sulla tomba del suo bambino che avrebbe voluto ma non è mai nato? Oltre che un diritto è un atto di civiltà che Modena laica e civile deve garantire.

Capisco che ci siano enormi diversità di vedute e di cultura fra noi e il PD, quanto meno con lo zoccolo duro allattato a pensiero unico. Due pensieri rappresenterebbero una turbativa sconvolgente. Però, Trande non parla mai a caso (arriva perfino ad evocare apocalittiche visioni di manifestazioni di integralisti pro-life contro donne e sanitari, cioè l’uso di metodi consoni all’estremismo di casa sua, il PD) per cui va ricercata la vera motivazione e i veri destinatari del messaggio. Non credo che tanto onore sia riservato a noi, che considera “entità immateriali”, come se la ragione dipendesse dai numeri. Penso, piuttosto, che tanta agitazione derivi dall’ansia del sospetto che su questo argomento ci siano “eretici” anche tra le fila del PD. A costoro invia un pesante e minaccioso preavvertimento.

Il compagno Trande si deve mettere in testa che se il Comune di Modena, che fa parte delle Cities for life (Città per la vita), si mobilita (oggi) in difesa della vita di accertati criminali (Modena contro la pena di morte), non può contraddirsi domani non riconoscendo gli stessi diritti umani anche agli innocenti bambini mai nati. Perché la vita è un diritto che va riconosciuto dal momento del miracolo del concepimento fino alla morte e non solo dalla sentenza di una condanna a morte.

 

 

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