Il fermento nella destra

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La destra italiana si è dissolta in miriadi di particelle, gruppuscoli, sigle e personaggi in cerca di un leader.

Alla fine se ne sono accorti. La destra è stata distrutta, polverizzata. Esiste ancora, perché c’è una parte della società, stimabile attorno ad un 20%, che è di destra. Ma non c’è più, non dico la casa comune, ma neppure un contenitore che abbia massa critica per farla contare. Si è dissolta in miriadi di particelle, gruppuscoli, sigle e personaggi in cerca di un leader. Un capo capace di riunirla, fornendo le motivazioni per superare egoismi, ruggini, gelosie, ambizioni. C’è, nella destra, la tendenza quasi patologica a cercare il capo, un duce o qualcosa del genere. Ma di leader all’orizzonte non se ne vedono. E sarebbe imperdonabile che venisse commesso di nuovo l’errore di vedere un leader laddove non c’è. I capi, quelli veri, sono merce rara. Ne nasce uno al secolo, se va bene. E non si sa se sia già fra noi o se bisogna aspettare ancora che nasca. In ogni caso non si può più perdere tempo e restar lì con le mani in mano nell’attesa che il capo si riveli, quasi fosse un messia.

E allora bisogna lavorare con quello che c’è. E di materiale umano la Destra ne ha da vendere. Non per casualità, ma grazie alla militanza, alla fede, alla lungimiranza e all’intelligenza di coloro che l’hanno fondata e costruita giorno per giorno durante il ‘900.

Si tratta di creare le condizioni perché la sua classe dirigente, per ora potenziale, si trasformi in classe dirigente in atto. Un’azione determinante in questo processo la può svolgere la Fondazione Alleanza Nazionale, che gestisce il  patrimonio accumulato dal 1947 al 2008 dal Msi prima e da An poi. E precisamente nel corso di quasi cinquant’anni dal Msi e di poco più di un decennio da An. Per ora questa Fondazione si è limitata a conservare il patrimonio e, come vuole il suo statuto, a sostenere iniziative volte a promuovere le idee della destra. Ma se si creassero le condizioni per una ricostituzione di un grande movimento di destra, soprattutto quando i vari galli dei rispettivi pollai avranno capito che non voleranno mai, potrebbe diventare un fattore determinante in questo processo.

 

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