Il federcentralismo

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Mentre i commentatori politici, in questi giorni, vedono Bossi come l’avanguardia dialogante della coalizione di Governo con l’opposizione, al contrario “l’antipolitica” , sempre vivace e vitale non muta le sue granitiche convinzioni e conferma

L’antifederalista Bossi ideatore e promotore del “federcentralismo”. Questa la provocatoria invettiva comparsa la settimana scorsa sul blog del querulo e paradossale Beppe Grillo che chiosa sarcastico “Il vero sogno di Bossi parrebbe essere uno Stato centralista, magari pur un po’ fascista: l’Umberto nazionale va a Pontida negli incontri pubblici, ma La Lega  è un partito federalista solo in periodo elettorale. Passata la festa gabbato il valligiano bergamasco: Bossi è più furbo di Andreotti, più calcolatore di Gelli, più panzanaro dello psiconano perché dice il contrario di quello che farà e ci riesce sempre”. “Da quando la lega è al governo – infierisce Grillo – in meno di un anno la lega nord per l’indipendenza della Padania ha ottenuto risultati strepitosi come il federcentralismo opponendosi strenuamente all’abolizione delle province ( che ci costano ben 6 miliardi all’anno comprese quelle 7  nate recentemente con maggioranza e presidenza leghista nelle regioni del nord e) che, se abolite, con la cifra risparmiata, si potrebbe dare uno stipendio di 1.100 euro al mese a 300.000 persone pur conservando i posti di lavoro degli impiegati provinciali; poi l’eliminazione dell’Ici: unica vera tassa federale per i Comuni; privatizzazione dell’acqua che passa in gestione dai comuni alle concessionarie ed alle multi utility e multinazionali; revocato alle regioni il potere di decidere in materia di politica ambientale; la creazione di una nuova base militare statunitense a Vicenza (alla faccia del trito e ritrito slogan “padroni a casa nostra”) proibendo un referendum indetto dal Comune; mancata eliminazione dei Prefetti e militarizzazione delle città italiane con l’esercito; taglio di risorse alle università del nord, ad esempio la mancata corresponsione di 40 milioni al Politecnico di Milano per dare 150 milioni al comune di Catania sull’orlo della bancarotta grazie al Sindaco Pdl Scapagnini evitandone così il commissariamento e  infine 500 milioni  regalati al Comune di Roma per evitarne il fallimento ( un’amara eredità della gestione Veltroni, ex Sindaco della capitale), somma che dal 2010 diventerà un finanziamento annuo permanente: insomma fondi ai comuni del sud falliti e tagli fortemente penalizzanti per le università del nord. ha aumentato i costi della politica”.

 “Insomma Bossi e maggioranza al governo – continua il Grillo parlante –  non aboliranno le costose province, non taglieranno gli stipendi dei parlamentari ( i più alti in Europa) per non parlare delle altissime prebende di cui godono i troppi quanto inutili consiglieri regionali, non intendono nemmeno accorpare i comuni sotto i 5.000 abitanti, non aboliranno una delle Camere, non intendono licenziare politici e portaborse al seguito”. “Insomma – conclude sconsolato il Grillo furioso – se le camicie rosse di Garibaldi hanno fatto l’Italia le camicie verdi di Bossi l’hanno devastata all’insegna dello slogan “E’ il federalismo che traccia il solco, ma è la solita poltrona o cadreghino che lo difende!”. Poi giù randellate dai bloggers indirizzate al Senatùr “interessato solo a campare il più possibile politicamente ( vecchio malvezzo politico tutto italiano), mettere a posto quel somaro del figlio già bocciato due volte all’esame di maturità, diventare senatore a vita, perdere meno voti possibili e sempre le solite ingiurie e contumelie indirizzate contro Roma ladrona, insulti inverecondi all’Inno nazionale ed imprecazioni contro la costruzione di nuove moschee”. E giù altri insulti da altri inferociti bloggers. Insomma  Bossi predica bene ma razzola peggio: un senatore modenese del Pd ex Sindaco di Modena ha riferito che a Bossi non interessa nulla del fumoso federalismo fiscale (già di per sé costosissimo ed impraticabile) ma solo la presidenza delle regioni Piemonte, Lombardia e Veneto poltrona alla quale sarà candidato il sindaco xenofobo e razzista Tosi di Verona che fa ronde di notte con i neofascisti di Forza Nuova

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