Il fallimento dell’ipocrisia occidentale

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Il mondo occidentale a parole vuole esportare la democrazia, in realtà va a perseguire i propri interessi. Non a caso il 90% dei soldi spesi dagli Usa in Afghanistan riguarda gli armamenti, quando invece la democrazia si costruisce solo con una cultura diffusa e condivisa. In tempi lunghi, molto lunghi, accompagnando il percorso di consapevolezza. Ci vogliono scuole, lavoro, sviluppo, non armi e sfruttamento.

 


Nei giorni scorsi il presidente Joe Biden è riuscito perfino a piangere davanti alla telecamere, ma non ha ottenuto la mia comprensione. Glielo avevano preannunciato che sarebbe finita così, eppure si pretende di addomesticare la realtà ai propri interessi, così come aveva fatto Trump stringendo l’accordo con i Talebani.

Stupido quell’accordo e stupido averlo messo in pratica nel modo scelto da Biden che ora, ovviamente in grave difficoltà, è arrivato a dire: “L’America non si farà intimidire, l’evacuazione va avanti e siamo pronti a inviare altre truppe se sarà necessario””. Quelle che sta portando via?

Alle spalle di tutto c’è però l’ipocrisia del mondo occidentale, che a parole vuole esportare la democrazia, ma in realtà va a perseguire i propri interessi. Non a caso il 90% dei soldi spesi dagli Usa in Afghanistan riguarda gli armamenti, quando invece la democrazia si costruisce solo con una cultura diffusa e condivisa. In tempi lunghi, molto lunghi, accompagnando il percorso di consapevolezza.

Ci vogliono scuole, lavoro, sviluppo, non armi e sfruttamento.

Cinzia Sciuto, su Micromega, nell’interessante riflessione ‘Esportare la democrazia non si può. Promuoverla e difenderla si deve’, rifiuta di ridurre il problema all’alternativa fra occupazione militare e disinteresse per il destino altrui. Per questo, sostiene, “questo riduzionismo delle opzioni politiche è di per sé una vittoria per i regimi fondamentalisti e autoritari che altro non chiedono se non di essere lasciati in pace. In politica invece le alternative ci sono sempre: si potrebbe iniziare, per esempio, respingendo sistematicamente e senza tentennamenti tutti i tentativi di infiltrazione islamista in Europa per continuare con il dare sostengo (economico, strategico, diplomatico, politico) a tutte le iniziative e i movimenti della società civile che nei diversi paesi lottano per la democrazia, i diritti umani e la laicità. E questo non dall’alto di chi democrazia, diritti umani e laicità li ha già conquistati una volta e per sempre ma come parte di una lotta comune, in cui ci si sostiene a vicenda”.

Non meno interessante la considerazione di Cinzia Sciuto sul presunto consenso dei talebani presso la popolazione. “Le lotte politiche si fanno per ciò che si considera giusto non per ciò che ha consenso. Gli antifascisti che negli anni in cui il regime fascista godeva di un consenso sostanzialmente unanime hanno comunque lavorato nella clandestinità per la libertà e la democrazia erano dei fessi che non si rendevano conto che combattevano contro un regime che aveva un consenso radicato nella popolazione? No, combattevano per un ideale. Ed è grazie al loro idealismo, e non alla spicciola Realpolitik degli ignavi, se noi oggi siamo qui a godere della nostra, sempre precaria, libertà”.

Ha ragione, per cui si torna all’ipocrisia occidentale, che pretende di esportare la democrazia come incarto di un bel po’ di soldi e potere. L’ha ammesso Biden: “La nostra missione in Afghanistan non è mai stata quella di costruire la nazione. Non abbiamo mai pensato di dover costruire una democrazia centralizzata e unificata. Il nostro interesse vitale in Afghanistan rimane lo stesso: prevenire un attacco terroristico sul suolo americano”.

Ora si vedono i risultati.

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