Il dopo Berlusconi è già Mario Monti

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""Il dopo Berlusconi è già Mario Monti…ma non sarà sufficiente se…"" articolo di Dieffe

 

 

Berlusconi si è dimesso.

Con lui una lunga, controversa, discussa, contraddittoria stagione politica ha, sicuramente per ora abbassato la serranda.

Gli subentra il senatore Mario Monti che come ufficialmente sancito nelle prossime giornate si presenterà alle Camere per chiedere la fiducia al Governo da lui presieduto. Un governo Monti, rispetto a quelli a cui eravamo abituati a vedere in queste recenti legislature,  completamente nuovo nella forma e nella sostanza sia perché formato  da personalità che non militano nella politica attiva, sia perché nasce a seguito di decisioni non derivanti da una consultazione elettorale. Per ora stando alle dichiarazioni dei diversi schieramenti presenti in Parlamento pare che a negargli la fiducia sarà solo la Lega Nord, ma ovviamente il suo percorso si mostra pieno di incognite oscillanti tra speranze e delusioni, tra luci ed ombre, punteggiato da molti dubbi e poche certezze.

In ogni caso ancor oggi risuonano forti perplessità e ostilità nei confronti del governo Monti , critiche roboanti su come si è giunti a questo cambio di governo, ma  sferrate  non tanto, come sarebbe comprensibile, da parte del Pdl, il partito che risulta maggiormente  penalizzato dalla uscita di scena di Berlusconi premier , ma da una cospicua parte della stampa di destra che si è trincerata sulla «necessità di andare al voto subito» a suo modo di vedere unica legittimazione che può avere un  governo democratico.

Tesi falsa e ipocrita. Falsa perché in una repubblica parlamentare come la nostra la vita e la morte dei governi li determina il parlamento e non il popolo; ipocrita perché la maggioranza di  governo sancita dalle ultime elezioni è stata tranquillamente gabellata già dal governo Berlusconi – Scilipoti .

I tribuni della plebe.

Questa convinto manipolo di irriducibili giornalisti e vari…, intenti in una sistematica e progressiva delegittimazione anche della persona Mario Monti. pare che non si rendano conto…

A ben scrutare il nostro amato paese,  lo scenario che traspare è quello di una nazione composta da un popolo profondamente diviso in fazioni, un popolo  frastornato da eventi di cui non capisce perfettamente i meccanismi che permettono le scorribande della finanza internazionale sull’euro e tutte le conseguenze politiche ad esso correlate . Una miscela esplosiva, quest’ultima, che se non viene prontamente neutralizzata anche con opportune corrette informazioni rischia di deflagrare con effetti nocivi ed imprevisti.

Al contrario da parte di questi nostri “eroi”, loro editoriali, contenenti disinformazione, propaganda a volte al limite dell’eversione vengono sfornati con inaudita leggerezza iniettando così confusione in una pubblica opinione già in preda ad idee poco chiare.

Stiamo così giungendo da parte di questi “ neo tribuni della plebe” alla stesura di articoli senza ritegno; pezzi a volte deliranti, a volte impregnati di ripugnante populismo: sarebbe interessante , materia per Lucifero o pioggiacida, estrapolarli, pubblicarli e motivarne la loro insultante “partigianeria “

Non deve perciò meravigliare più di tanto se in questa tumultuosa situazione covano sotto le ceneri anche prese di posizioni devastanti per la tenuta pacifica del paese: dall’euroscetticismo che reclama un irresponsabile ritorno alla Lira con annessa fuoriuscita dalla UE, alle pulsioni neo  secessioniste del nord dal sud e del sud dal nord…e via di seguito.

In questa situazione interna al nostro paese tra l’altro dove il giudizio della gente nei confronti della politica si trova al minimo,  con i mercati e i paesi europei che ci guardano con apprensione, con una legge elettorale che ci impone una compagine di eletti, non sappiamo se scelti per merito o per raccomandazione o per vili ed inconfessabili ricatti, che credibilità assumerebbero le elezioni!

Avrebbero il merito di fare responsabilmente decidere al nostro popolo quale ricetta  più salutare individuano per vincere l’emergenza italiana?

Ma a chi vogliamo darla a bere una simile scempiaggine?

La ricetta per una pronta e sicura guarigione non la conoscono neppure i professori chiamati per questo scopo. Procediamo con continui correttivi alle leggi finanziarie appena varate, si naviga a vista e tuttavia proponiamo che la soluzione ci venga data dalla indicazione elettorale del popolo!

Lo ritengo  un atteggiamento tra il grottesco e l’inqualificabile.

Che fare allora?

A  mio parere, dopo aver augurato con convinzione gli auguri di buon lavoro al nuovo premier sen. Mario Monti, serve un forte richiamo alla  assunzione di responsabilità da parte di tutti i
“liberi e forti” che con determinazione e riconquistata autorevolezza devono spendersi per riconsegnare dignità, serietà e pulizia alla politica essendo ancora questa la vera titolare della guida della “res pubblica”

Infatti tocca principalmente  a noi  elettori  riconsegnare alla politica la sua perduta dignità, anche perché. in questo delicato passaggio di  transizione  il sistema dei partiti rischia di uscirne terremotato.

A conferma non vanno sottovaluti i sondaggi, proprio quelli che abbiamo imparato a consultare settimanalmente dopo l’ingresso in politica di Berlusconi,  che ora ci dicono che la maggioranza degli italiani è favorevole al governo dell’ex rettore della Bocconi e spingono oltre il 90 di consenso e fiducia verso il Capo dello Stato, mentre i partiti, nel loro complesso, vengono collocati in fondo alla classifica a seguito della loro perdita di credibilità.

Proprio per questo, necessita un forte richiamo a tutti “i liberi e  forti “,come ho già sostenuto in altra occasione, affinché abbandonino “il rifiuto” verso tutto ciò che è politica e superino  questa stagnante apatia che rischia di portare la società civile in una informe palude dove anche le esperienze più vivificanti rischiano di finire in un colpevole suicidio. Un particolare richiamo va indirizzato al mondo cattolico, in quanto testimone particolarmente assente in questi anni perché ripiegato all’ombra di gerarchie colpevoli di inconcepibili silenzi sulla evangelizzazione e  promozione umana dovuta da tutti i credenti.   Questa realtà deve ritrovare il suo ruolo di importante punto di riferimento, fonte di vitalità che deve immergersi nella società per contribuire con altre presenze culturali a ritrovare le loro originali genuinità per «riemergere»  e fare risaltare «il merito» grazie al quale ai migliori è affidato l’alto compito di rivitalizzare «il popolo» , «la società» e con essi la classe politica conseguente.

Tutto questo dobbiamo farlo  e dobbiamo «fare presto» come si trattasse di una riscossa dettata da un ritrovato orgoglio nazionale

E’ urgente, indispensabile che tutti i “liberi e forti” scendano nella Agorà: ognuno secondo la propria sensibilità nelle forme, nei modi e negli spazi che ritiene più rispondenti al sua formazione, ma con la consapevolezza personale di dover svolgere un  gravoso, ma non più rimandabile ambizioso compito: contribuire al rinnovamento culturale e generazionale di una nuova classe politica; essere i «garanti»  della «affidabilità» e del «merito» dei «candidati» che vengono proposte in tutte le consultazioni elettorali siano esse le “primarie” o le elezioni vere e proprie.

Se non ci impegneremo in questa nuovo oneroso cammino sarà molto probabile assistere al rafforzarsi della deriva del nostro paese verso una ingovernabile Babele delle cui imprese nefaste alle quali sarà destinato è meglio non pensare.

 

Dieffe

 

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