Il distretto modenese delle carni è tra i più importanti d’Europa: non si può disperdere una tale ricchezza.

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L'Onorevole Rosy Bindi ha presenziato ad un convegno sulla sicurezza alimentare organizzato nel cuore del distretto modenese delle carni a Castelvetro. Abbiamo per punti affrontato il tema e sfiorato altre questioni

 

Onorevole Bindi cosa pensa del caso Calderoli?

 

Mah ormai se ne è già parlato tanto che non vi sono altri commenti da fare…..E’ evidente che le sue dimissioni non sono sufficienti….Tutto il governo compreso il Presidente del Consiglio è responsabile di questa situazione che ha già portato tanto danno all’Italia. Tutto il Governo avrebbe dovuto dimettersi!

 

Storace Ministro della Sanità: in quale punto merita sicuramente un voto negativo?

 

Quello di fare propaganda sui problemi invece che risolverli!

 

Il consiglio di Stato di recente ha stabilito che il crocifisso può rimanere nelle aule scolastiche. Favorevole o contraria?

 

Proprio qui sulla mia testa c’è un grande crocifisso e sono felice che ci sia….io sono favorevole a questa decisione che accolgo con favore.

 

Onorevole Bindi lei oggi ha presenziato ad un convegno sulla sicurezza alimentare organizzato nel cuore del distretto modenese delle carni a Castelvetro. Come pensa la sicurezza  possa coniugarsi con la crescita del settore e con i costi che questo deve affrontare?

 

 Ho idee molto antiche a riguardo, perché sono convinta che la sicurezza alimentare sia una garanzia per il consumatore e per il produttore.

In tutti i settori della via economica si applica questo principio,in modo particolare in un settore così delicato come quello alimentare. Non si può mettere a rischio la salute della gente per favorire la competizione economica all’interno del mercato globale. la sicurezza alimentare è la prima grande garanzia che i produttori italiani offrono al consumatore finale. E’ la loro grande forza e su questo percorso evono investire gli sforzi futuri. Sono perfettamente cosciente che alti standard di sicurezza hanno costi elevati per il produttore ma è proprio qui che entrano in gioco la politica e le istituzioni.

 

In che modo Onorevole Bindi?

 

Realizzando un buon sistema di regole condivise e rispettate da tutti gli attori del settore. Io so che in Italia è a pezzi da questo punto di vista perché non c’è stata unità nei servizi e nei comportamenti del Governo. L’obiettivo a cui gli imprenditori, invece, devono puntare è fare sistema.

Il settore alimentare è una grande ricchezza per il paese composta da mille tasselli che offrono alta professionalità. Mi riferisco alla prevenzione veterinaria, integrazione tra i vari settori, dialogo fra le imprese. E’ una grande ricchezza che non si percepisce se non quando arrivano le emergenze. Solo allora ci si accorge dell’esistenza di una macchina organizzativa vastissima che va dai controlli alla distribuzione. Questa vita quotidiana delle imprese del settore alimentare non è sufficientemente conosciuta e non è  adeguatamente in rete e non fa adeguatamente sistema se non in alcune parti. Su questo bisogna investire gli sforzi e chi governa deve avere un ruolo attivo. Fare sistema è da considerare una responsabilità nazionale per migliorare la crescita economica. Le regole del “gioco” vanno perciò stabilite di comune accordo tra produttori e amministratori. A mio parere è impossibile prescindere da questo.

Gli amministratori devono permettere agli imprenditori di poter rimanere con profitto dentro il processo produttivo.

 

Non crede che anche l’informazione verso il consumatore finale vada
potenziata?

 

Si certamente! Il consumatore deve sapere di essere dentro una grande rete che funziona bene ogni giorno. La sicurezza alimentare riguarda tutti i cittadini dal primo all’ultimo e questi hanno il diritto di conoscere quello che mangiano, come viene prodotto, controllato e infine distribuito anche al di fuori dell’evento eccezionale come la Bse o l’aviaria. Abbiamo visto come in presenza di emergenze l’informazione si concentri nel mettere a fuoco aspetti produttivi prima ignoti al consumatore. Questo è sbagliato perché l’informazione va garantita sempre. Basta pensare alla figura del veterinario. In Italia sono migliaia e molti svolgono il loro lavoro di controllo degli animali percependo trattamenti economici inadeguati

 

Pensa sia giusto promuovere forme di incentivo a favore di chi investe in tecnologia e in sicurezza?

 

Senza ombra di dubbio. E’fondamentale premiare l’imprenditore che investe in sicurezza. Egli va accompagnato nel suo percorso e sostenuto soprattutto se si tratta di un piccolo imprenditore che fatica a coprire le spese. In questa ottica è indispensabile l’intervento pubblico.

 

Un settore non cresce se non si investe anche in risorse umane con specifiche competenze….

 

Come è necessario creare un buon sistema di regole così è importante avere persone preparate in grado di applicarle correttamente. Questo è garanzia di qualità e sicurezza. E’ una sfida a cui il nostro paese deve tendere per non perdere una grande vocazione che fa dell’Italia e in particolare del distretto modenese delle carni uno dei poli produttivi più importanti d’Europa. Il paese non può permettersi di veder scomparire una tale ricchezza. La politica fatta in questi anni dal governo Berlusconi non è mai stata indirizzata verso una scelta chiara. Ho visto spostare piano piano settori di competenza del Ministero della Sanità a quello dell’Agricoltura.

In questo modo gli imprenditori hanno perso i riferimenti con gran vantaggio dei paesi in cui le regole vengono applicate e il governo sostiene coloro che le seguono e li sostiene con grandi investimenti. Io auspico si arrivi presto ad una corretta applicazione del nuovo titolo quinto della Costituzione al fine di evitare “balletti” tra i vari ministeri mettendo a rischio la crescita del paese.

   

Il suo augurio si traduce in una speranza di vittoria del centro sinistra?

 

Certamente si! Solo con un governo solido e capace si possono aiutare gli imprenditori a crescere e a vincere la concorrenza del mercato globale.

 

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