Il disegno egemonico di Renzi

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Addio distinzione dei poteri, fondamentale negli Stati moderni?  Con le riforme di Renzi il Governo ha un potere quasi assoluto. In due anni di riforme (Senato, Province, legge elettorale) i cittadini sono privati del fondamentale diritto/dovere di esercitare la sovranità con lo strumento del voto.

La potente macchina mediatica è all’opera per inculcare nella massa che il disegno di legge Cirinnà è ormai cosa fatta. Non c’è giornale o programma televisivo che non propini la nuova famiglia: la famiglia sintetica.

Il potere mediatico appare sempre più asservito all’esecutivo, che a sua volta lo è nei confronti del potere giudiziario. Basti pensare alle scandalose sentenze che hanno via via distrutto la Legge 40.

Addio distinzione dei poteri, fondamentale negli Stati moderni! Con le riforme di Renzi il Governo ha un potere quasi assoluto e si può permettere di legiferare con arroganza.In due anni di riforme ( Senato, Province, legge elettorale) i cittadini sono privati del fondamentale diritto/dovere di esercitare la sovranità con lo strumento del voto.

La libertà è stata limitata anche dal punto di vista finanziario. Con il ddl Boschi e la riforma bancaria che impone la trasformazione in Spa delle banche popolari viene meno quella sussidiarietà finanziaria tipica dei territori italiani e di cui Verona è una piazza principale. Con questa legge gruppi stranieri con ingenti capitali potranno venire a fare shopping finanziario in Italia, eliminando con le banche del territorio quella forza economica in mano alle famiglie e frutto di anni di risparmi e piccoli investimenti.Non bastasse, l’arroganza governativa si palesa con il meccanismo del “bail-in”, che ha già mietuto le prime vittime con la Banca Etruria.

Limitato il potere democratico ed economico, Renzi colpisce anche il dissenso. I primi a farne le spese sono i sindacati, mai così umiliati. Poi le imprese, che non possono nemmeno protestare, soffocate come sono da una pressione fiscale oltre il 60%. Ora tocca ai cittadini di essere zittiti: la riforma della Rai con il super manager, di diretta espressione del Presidente del Consiglio, ne è la prova. Una tv di Stato è necessaria per influenzare le coscienze.

Nel suo becero disegno politico neomarxista Renzi persegue il centralismo statalista, indebolendo i poteri periferici.

Pochi sono a conoscenza dell’abolizione del comma 3 art.117 della Costituzione in materia di legislazione concorrente tra Stato-Regioni a favore del primo, fatta eccezione per le Regioni a statuto speciale. Le Regioni oggi sono più deboli. I Comuni sono ormai piccoli caporalati senza portafoglio del Governo.

Il disegno dittatoriale di Renzi è giunto a toccare anche il potere giudiziario. Con l’ultimo inciucio con i puritani del M5S, ora Renzi ha la maggioranza assoluta della Corte Costituzionale, dove il centrodestra non ha rappresentanti. Senza dimenticare che il capo dello stato è stato scelto da Renzi, che non risparmia nemmeno l’educazione. Per plasmare un popolo a proprio piacimento, come nel caso del comma 16 art.1 della cosiddetta Legge sulla Buona Scuola, è prevista l’educazione “di genere” fin dalle elementari. Più si creano cittadini-monadi, e più il potere centrale sarà forte. Ora, al suo disegno egemonico manca un passaggio: distruggere ciò che resta della famiglia secondo il piano individualista che mira a controllare assolutisticamente i cittadini, dove lo Stato deve essere il genitore, protettore, educatore, padre-madre, ed anche il becchino.

Il modello di stato di Renzi prevede un’organizzazione che governa e controlla ogni singolo individuo. Non è casuale se immediatamente dopo gli attentati di Parigi, Renzi a Skytg24 ha dichiarato che per la sicurezza collettiva si dovranno rinunciare a delle proprie libertà personali.

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