Il disagio corre sul filo del telefono

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«Pazienti un attimo… non siamo in grado di stabilire con precisione la tempistica del suo guasto».

A un anno dal trasloco, la signora Luisa Maria Bertazzoni, professoressa di Tedesco in pensione, chiamando il call center di Tiscali, riceve sempre la stessa desolante risposta.

Colpevole è di certo: «Ho cambiato casa e non ho pensato che il trasloco più complicato fosse quello della linea telefonica. Spero che il Codacons possa darmi una mano: ormai è un’odissea». 

Tutto comincia a fine 2007.

Da piazza Matteotti si trasferisce in una laterale di via Panni.

Tiscali, il gestore con cui ha un contratto di Adsl e telefono fisso, le comunica che per poter mantenere lo stesso numero telefonico deve interpellare Telecom, a cui la signora paga il canone.

Il 28 febbraio Telecom avverte Luisa Maria dell’attivazione della linea nella nuova abitazione.

E qui cominciano i guai. Tiscali con un modulo prestampato fa credere alla signora che basta compilarlo, rispedirlo e il gioco è fatto: anche la Adsl accanto al normale servizio voce, che funziona, riprenderà il suo corso.

Ad oggi, l’ex professoressa del Selmi, non è ancora riuscita a ripristinare la sua Adsl. Fino al 17 aprile, ingiustamente, ha pagato tutte le bollette. Per disperazione si è attaccata al telefono e ha provato a chiamare il 130 di Tiscali, mandato fax, inviato raccomandate: niente di niente.

Il 28 maggio decide per la disdetta.

È la stessa Tiscali a consigliarle la mossa: «Faccia la disdetta, riattivi da zero… sistemeremo tutto». Luisa Maria, disdetta alla mano, si rivolge però ad altri. Non sapendo che Vodafone e in rapida successione Satcom e Tele 2 si arenano di fronte allo stesso problema: Tiscali non libera la linea. 

«Io e il mio compagno racconta al Codacons siamo invalidi al 100%. Oggi senza Internet è come rimanere tagliati fuori dal mondo. La faccenda si complica per il mio convivente: non esce più di casa e l’unico svago è il computer con cui, oltre a giocare a scacchi, comunica con la famiglia in Germania.

Proibirgli Internet sarebbe una cattiveria mostruosa. E così siamo costretti a navigare in analogico pagando ogni mese bollette di circa 200 euro ».

Le compagnie telefoniche fanno ormai quello che vogliono, è questa la sintesi lapidaria di Galli che riconosce:

«Grazie a persone combattive e coraggiose come la signora la nostra associazione ha senso e motivo di esistere. Invitiamo tutti i consumatori, sia in presenza di disservizi telefonici, che in occasione di bollette poco chiare, a rivolgersi a noi perché oltre ad ottenere ragione ci danno modo di tenere i gestori telefonici sotto controllo».

     

Il   Presidente   CODACONS

                

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