Il diritto di replica e altro…

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Nostre valutazioni sull’ oggi e sul domani che richiede l’attualità politica, mentre Bice vuole essere un utile strumento di circolazione delle idee

In questo numero abbiamo pensato di permettere il diritto di replica. A dire il vero lo avevamo proposto anche in una altra occasione, ma ci fu rifiutata.

Abbiamo ritenuto di fare cosa corretta.

Di fronte ad un alto numero di commenti ci pare più comprensibile che i personaggi intervistati abbiano anche la possibilità di rispondere ,se lo vogliono, anche con considerazioni ad ampio respiro piuttosto che soffermarsi in modo analitico su ogni quesito.

Poiché siamo in argomento non facciamoci sfuggire l’occasione per approfondire alcuni dati che emergono.

Secondo me la novità più interessante del numero è la dimostrazione che il politico non è necessariamente preso d’assalto per partito preso.

Infatti se escludiamo un percentuale fisiologica dedita all’assalto a testa bassa verso il politico di turno, il resto dei commentatori non se ne approfitta della ghiotta opportunità di partecipare ”al tiro al piccione”.

Questo è un rischio sempre possibile, ma se affrontarlo o schivarlo dipende dalla  tempra del politico. Ci sono dei “ principini” che mal digeriscono la mancanza di inchini che certa gente riserva loro; altre personalità invece, pur consapevoli del rischio, accettano di affrontarlo. Così. mentre da una parte registriamo con soddisfazione una accresciuta maturità dei lettori, dall’altro annotiamo che Bice diventa anche un interessante palcoscenico che viene a mettere in risalto le doti o i limiti di tutti i personaggi ancora  non diffusamente conosciuti dal grande pubblico.

Ciò è salutare perché, tra l’altro, siamo in una fase di ricerca… Ci stiamo dirigendo verso il dopo Prodi e il dopo Berlusconi.

E’ un dato fisiologico.

L’anagrafe, l’usura a cui è sottoposto ogni protagonista, le ambizioni e le tensioni, sia interne che esterne, registrano dopo un congruo lasso di tempocomprensibili insofferenze e l’inizio di varie manovre per emarginare “Cesare”.

Siamo interessati a capire quali uomini o correnti si stanno muovendo anche a Modena in questa direzione. Sicuramente non per asciutta curiosità, ma convinti che non si cambia Roma se non  si cambia nella periferia e viceversa.

Anche in questo caso occorre quella dote così preziosa e così carente, in genere, nei politici: il coraggio.

Se  comunque in città o provincia esiste qualche politico, giovane e non, che ritiene sia venuto il momento di disegnare come costruire “il dopo” la prima pagina di Bice è a disposizione.

Credo che in questo caso, molti lettori sarebbero ben lieti di commentare…

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