Il conto della serva

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Prima di toccare le pensioni  esigue,che costituiscono comunque  il sostentamento di milioni di esseri umani,  forse è il caso di ritoccare le pensioni di chi,  senza alcun rimorso  passa alla cassa, ogni mese, intascando  pensioni  insultanti…

 

Sono a rischio le pensioni, quelle da cinquecento o da mille euro al mese… per loro non ci saranno più soldi nelle esauste casse dell’INPS. Queste le notizie, puro terrorismo psicologico, che , a ripetizione, con cadenza sempre più ravvicinata, compaiono sui media e nei notiziari televisivi.

Il denaro scarseggia, le casse dell’INPS sono semivuote. Sorvolo, per amor di Patria, momentaneamente, sulla gestione  dell’ente in questione da parte dei manager ad altissimo livello.Molto occupati in  altri numerosi incarichi, evidentemente per poterlo  gestire oculatamente.

Ma, a nessuno di questi manager,  di questi esimi professori, bocconiani e non,  viene voglia di chiedere consiglio a una serva. Sappiamo tutti che i conti la serva li fa, con i limitati strumenti culturali di cui dispone, eppure li farebbe meglio.

In pericolo le pensioni?

Ma prima, a nessuno viene  in mente di fare un piccolo  riesame della situazione generale… con i super manager, i politici, i funzionari che hanno pensioni d’oro o di metalli ancora più pregiati?

Prima di toccare le pensioni che, per quanto esigue,  costituiscono  il sostentamento di milioni di esseri umani,  forse è il caso di ritoccare le pensioni di chi, “ricco da far schifo”, come direbbe qualche  invidioso proletario,  senza alcun rimorso  passa alla cassa, ogni mese, intascando  pensioni  insultanti…

Stiamo parlando di sopravvivenza, eh, sfoltendo quelle pensioni … riducendo certi immensi  cumuli di denaro di stipendi  stratosferici… si ripianerebbero le voragini dell’INPS e nessuno morirebbe.

No alla violenza,  sì alla revisione degli emolumenti, per tutti costoro…manager, super manager, funzionari, politici e tirapiedi vari…

Come quando si è in guerra e tutti, ricchi, o appartenenti al ceto medio, o poverissimi, hanno il cibo e ogni altro bene, razionato, ora  le risorse economiche  sono limitate, proprio come gli approvvigionamenti di cibo e altri beni in tempo di guerra. Si razionalizzi la spesa. Questo, affinchè tutti abbiano modo di sopravvivere, perché è inaccettabile  che ci sia chi si ingozza e spreca, mentre accanto a lui, c’è chi muore d’inedia…

Qualcuno, assai semplicisticamente, in preda a sacro furore, parla di tetto massimo… 5.000 euro al mese… Questa cifra, oltre che costituire frequentemente la pensione di un intero anno di molti anziani e disabili… sarebbe un sogno per la stragrande maggioranza degli italiani. Si accontentano? bene. Non si accontentano? Quella è la porta.

E’ un po’ troppo semplicistico, nonchè demagogico. Qui non  si tratta di dare la caccia  a chi, per capacità, fortuna, è ricco. Piuttosto, riformiamo lo stato, le amministrazioni locali, le ASL, strutture dove l’inefficienza e la corruzione generano  gravissimi sprechi.

Condivido pienamente l’atteggiamento e il pensiero di chi difende il merito, le capacità intellettuali, artistiche, manuali, industriali, che portano gli individui ad avere differenti redditi, anche  immensamente differenti. E’ il premio all’eccellenza, anche la ricchezza. Ma mi chiedo come si possa tollerare che ci siano  differenze tali fra le retribuzioni, in questo caso le pensioni,  con  vette di 90.000 euro mensili e 500 euro…Sempre mensili.

Non è giusto che che il costo del declino gravi sul 90% di popolazione italiana fatta di pensionati al minimo, lavoratori dipendenti a 1.200 euro al mese, famiglie  monoreddito e lavoratori autonomi…

La civiltà passa anche da questo.

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