il Comune ha fatto a pezzi il telo di Paladino?

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Oggetto:  il Comune ha fatto a pezzi il telo di Paladino?

 

 

INTERROGAZIONE

 

premesso

 

che il 22 gennaio 2008 fu inaugurato a Modena il telo di Mimmo Paladino installato per rivestire la Ghirlandina per l’intera durata dei lavori di restauro, torre simbolo della città che con il Duomo è stata riconosciuta nel 1997 patrimonio dell’Umanità ed è tutelata dall’Unesco;

– che il telo, suddiviso in quattro parti per un totale di quattromila metri quadrati, misura 64 metri di altezza e 14 di larghezza su ognuno dei  lati;

  che il telo è costato circa duecentomila euro ed è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, dal Comune e dalla Regione Emilia Romagna;

                                                considerato

 

che il telo, esposto all’inquinamento urbano, negli anni si è intriso di polveri ed ha cambiato colore;

  che dopo varie discussioni sulla sua collocazione ora giace in un deposito comunale;

 

rilevato 

 

– che la Gazzetta di Modena del 7 marzo 2013 riporta la notizia che, in occasione di un fallito tentativo di pulitura da parte della ditta Masserdotti di Brescia, i suoi tecnici, per esplicita richiesta del Comune, “tolsero 20-30 metri quadri dal telo per realizzare alcuni ritagli di un metro di lato che furono poi regalati a varie persone”;

     – che lo stesso autore non considera il telo “una vera e propria creazione artistica, ma una semplice decorazione pratica per un uso più funzionale che decorativo”, secondo quanto riferito dal quotidiano;

     – che “si tratta di un’opera fittizia il cui significato si è esaurito con il termine del cantiere di restauro della Ghirlandina”, come ha ancora spiegato Paladino che propone di riutilizzarlo adattato per altri restauri di beni monumentali;

                                                      ritenuto

 

– che il costo di 200.000 euro di denaro pubblico, che ha gravato sui cittadini, fu eccessivo per una copertura provvisoria, a maggior ragione se non si tratta di opera d’arte;

 

                                                     preso atto

 

che la Giunta ha sempre difeso la sua scelta considerando il telo un’importante opera per la città e non ha mai riferito in Consiglio dello “sfregio” al telo di Paladino, commissionato alla ditta interpellata per il suo restauro, nonostante i vari OdG presentati da alcuni consiglieri sul suoi possibili utilizzo, collocazione e modalità di pulitura.

 

                                          SI  INTERROGA

 

la Giunta comunale per conoscere:

 

– se la notizia diffusa dalla Gazzetta di Modena corrisponda al vero;

– in caso di risposta affermativa, perché abbia menomato l’opera;

– perché non ne sia stato informato il Consiglio Comunale;  

– quanti metri quadri siano stati tagliati dal telo di Paladino e quanti pezzi ne siano stati ricavati;

– a chi siano stati regalati i ritagli e perché.

 

 

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