“Il centro sinistra progetta la città futura”

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Il 14 e 15 luglio scorso. Il centro sinistra modenese si è dato appuntamento a Vignola per dare vita ad un seminario di approfondimento sul futuro di Modena. Abbiamo intercettato Francesco Ori segretario comunale DS, uno dei partecipanti, particolarmente soddisfatto sia dei temi affrontati che del nuovo metodo inaugurato

“Il centro sinistra progetta la città futura” si può dire che sia stato il tema caratterizzante  i lavori del seminario tenutesi dalla vostra coalizione a Vignola?

 

Il nostro incontro è stato utilissimo per rafforzare la coalizione ed il sindaco che ci rappresenta tutti: lo abbiamo fatto ragionando su Modena Futura. Sul ruolo della politica nel costruire le condizioni perché tutta la città sia accompagnata verso il suo futuro. E’ emersa in particolare la necessità di intervenire sugli effetti delle trasformazioni demografiche, il governo dell’immigrazione e lo sviluppo sostenibile. Ma non dobbiamo scordarci quello fatto fin qui non solo dai partiti del centro sinistra, ma da tanti altri soggetti, penso agli istituti culturali, alle categorie economiche, ai sindacati, alle tante associazioni che arricchiscono Modena e la sua capacità di “fare futuro”.

 

Una perplessità: cosa le assicura, a priori ,che il vostro progetto sarà

migliore di quello che disegnerà il centro-destra?

 

Primo : la nostra sintonia con la città. Mi piace chiamarla “simpatia”. In continuità con il passato, anche oggi le forze del centro sinistra hanno il consenso della città perché sono in grado di capire Modena, di saperla ascoltare, si saperla guardare. Mentre il centro destra continua a dare una immagine della città non veritiera, continua ad alimentare un conflitto di cui la nostra comunità non ha bisogno e non chiede.

Secondo : il fatto che l’equità (l’accesso senza barriere economiche, culturali, religiose ai servizi, dalle scuole per l’infanzia all’assistenza degli anziani non più autosufficienti, dal sostegno alle tante associazioni sul territorio, dal rispetto della storia sociale di questa terra) sarà sempre alla base della nostra azione politica come fino ad oggi abbiamo dimostrato.

 

Mi dica la differenza sostanziale sotto il profilo della viabilità, arredo urbano, trasporti,tempo libero e cultura che farebbero la differenza tra una Modena futura progettata dal centro sinistra da quella del centro destra.

 

Il metodo . La via che si percorre per raggiungere un obiettivo. Ed il nostro metodo è fatto di dialogo con la città e con chi la rappresenta. Del rispetto del nostro territorio. Del dare spazio all’iniziativa dei cittadini. Sapendo che il ruolo del pubblico è determinante per garantire la coesione sociale.

Concretezza . Parte importante dell’identità di Modena, realismo, consapevolezza di quello che si può fare, progettare per fare e non per illudere.

Al contrario del centro destra che vorrebbe uno stato minimo, ridurre le tasse per ridurre lo spazio del pubblico nella risposta ai bisogni dei cittadini, un centro destra che cerca la netta separazione tra pubblico e privato senza cogliere gli aspetti positivi del rapporto che abbiamo costruito con la nostra azione di governo. E’ come se il pubblico fosse un di più, un elemento superficiale che frena lo sviluppo del Paese piuttosto che sostenerlo.

 

Lei ha già intuito dove vado a parare: ritiene che oggi i “partiti” siano a

pieno titolo progettisti e poi anche realizzatori e poi pure amministratori della città futura o necessita qualche aggiustamento generale e complessivo nei ruoli da riconoscere ai vari protagonisti in campo?

 

Un tempo i ruoli si sovrapponevano. Oggi siamo in mezzo ad una loro revisione ma non solo. Per rappresentare la nostra società credo che sia necessario mettere in campo una riflessione più ampia dove i partiti non bastano più per dar voce a tutti i bisogni e gli interessi del Paese. Se oggi nel centro sinistra c’è chi come noi sta riflettendo sul dar vita ad un nuovo partito più ampio e rappresentativo questo è indice del fatto che come sempre è accaduto i partiti che non sanno interpretare più il loro ruolo nella storia del Paese sono destinati a scomparire.

 

E’ molto difficile oggi per un dirigente di un partito far capire a chi

governa che se non si aprono le stanze della progettualità ad altre sensibilità culturale oltre i partiti si rischia una città con tanti notai,tassisti,avvocati ecc organizzati a prescindere dalla città futura?

 

Se non ci si apre alle diverse istanze della città ci si deve preparare ad abbandonare il governo della città stessa. Non possiamo permetterci di cristallizzare la società modenese. In merito a questo mi preme sottolineare che nel rapporto tra amministrazione e governo del territorio non è da sottovalutare il ruolo assunto dai tecnici comunali. E mi spiego: c’è ancora molto da fare per far sì che la “macchina comunale” sia in grado di raccogliere la progettualità che la politica porta con i suoi eletti alla guida della città. I sindaci hanno più potere con la loro elezione diretta ma anche i tecnici hanno assunto un ruolo importante e se la politica non ha ben chiaro questo fattore rischia di far scivolare il governo di un comune verso una “gestione ordinaria” povera di progettualità.  

 

Capisco il suo ruolo politico, ma se facciamo fare un passo indietro ai partiti sembra quasi obbligatorio farne fare uno in avanti ai Sindaci. Con questo miglioriamo la situazione?

 

Come ho appena ricordato il Legislatore decise di far fare un passo avanti ai Sindaci agli inizi degli anni novanta con la loro elezione diretta. Un elemento positivo che ha chiamato i partiti a riflettere di più sull’equilibrio di quella serie di compiti diversi che ci sono assegnati. Non è un caso che questo sia un tema sollevato anche nel seminario di Vignola, abbiamo il compito di far legare di più il ruolo di indirizzo dei consigli comunali, di tutti i suoi membri, con l’azione delle giunte. Un problema serio che molte amministrazioni stanno cercando di risolvere. Ed anche noi ci siamo impegnati nel trovare una soluzione da sottoporre ai consiglieri comunali al rientro dalla pausa estiva.

 

Lei pensa e si esprime politicamente. L’opinione pubblica pensa amministrativamente e spesso non capisce la complessità del governare e i vostri proclami. Ci intenderemo tutti quando parleremo di città del futuro?

 

Non condivido questa separazione di registri. Modena è l’equilibrio tra le idee ed i fatti. C’è chi pensa che questo ci porti a non rispondere celermente alle trasformazioni locali e non solo. Io credo invece che questo equilibrio sia la condizione necessaria perché le scelte che si fanno siano fautrici di una base solida di concordia che ha fatto di Modena una città forte anche nei momenti più difficile per la società italiana.

 

Personalmente, ci dica un progetto non DS, ma proposto da altri che lei condivide.

 

Mi piace ricordare il contributo che una parte importante della coalizione ha portato alla città nella pianificazione dei servizi alla persona: penso alla convenzione con le Fism (Federazione Italiana Scuole Materne), al fatto che grazie all’esperienza dell’allargamento della coalizione all’allora Partito Popolare, oggi Margherita, siamo stati in grado di dare una risposta importante alle esigenze delle famiglie modenesi garantendo un servizio che copre la quasi totalità delle domande che arrivano al comune di Modena. Lo abbiamo fatto accogliendo l’esperienza delle Fism e chiedendo alle scuole convenzionate di mettersi alla pari della qualità del servizio offerto dalle scuole comunali.

 

Le risparmio un giudizio sugli alleati della coalizione e sugli oppositori. I DS modenesi le stanno bene così o qualcosa dovrebbero cambiare?

 

Dobbiamo far partecipare di più attraverso i partiti la definizione dei progetti per Modena Futura. Dobbiamo farlo recuperando in credibilità tra le giovani generazioni dimostrando che la Politica non è il luogo delle raccomandazioni, degli accordi al ribasso, dei “tutti uguali”. Abbiamo il compito di appassionare alla Politica.

 

Faccia un esempio per capire meglio.

 

Rafforzare l’esperienza fatta con la scuola di politica Pensar Europeo, esperienza voluta lo scorso anno da Stefano Bonaccini, oggi segretario provinciale dei DS. Più di 350 persone si sono iscritte ai corsi organizzati nei mesi precedenti e cosa da non sottovalutare, la maggioranza degli iscritti ha meno di 40 anni, la metà sono donne, e sappiamo cosa questo vuol dire visto le difficoltà che la politica ha di coinvolgere le giovani generazione e soprattutto di far sì che le donne svolgano un ruolo da protagoniste nel governo delle nostre comunità.

 

A settembre si ricomincerà a parlare di città futura. Si riposi perché  La verremo a disturbare ancora. A proposito dove va in vacanza?

 

Sui lidi ravennati con la mia famiglia, una moglie paziente, un bimbo di un anno e mezzo che ci riempie di soddisfazioni. Poi per non perdere il ritmo andremo alla ricerca di qualche Festa de l’Unità organizzata dagli amici di Ravenna visto che al rientro ci aspetta la Festa Provinciale de l’Unità a Ponte Alto!

 

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