Il centro destra è destinato a continuare a perdere se…

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Abbiamo avvicinato nuovamente Massimo Bertacchi, esponente politico di Forza Italia che abbiamo trovato particolarmente attivo e combattivo sia nelle critiche all’esterno come all’interno del suo partito

Bertacchi, abbiamo già avuto il piacere di ospitarLa su Bice riguardo il suo impegno nella costituzione dei circoli della libertà a Modena. Ci sono novità?

 

In perfetto tempismo con il desiderio del Presidente Silvio Berlusconi :”” subito il partito unico di centrodestra””, lanciato sia a Montecatini che nella grande manifestazione romana del due Dicembre, io e i tanti amici che condividono l’amore per la libertà e si riconoscono nei principi fondanti dl centro destra ci siamo immediatamente attivati trovando sul territorio modenese un cospicuo numero di cittadini desiderosi di far parte di questa nuova esperienza politica, infatti i circoli già depositati nell’ultimo mese sono saliti a nove, ed altri tre sono in fase di accreditamento a Milano.


Questo nuovo soggetto politico è aperto a tutti o è essenzialmente pensato per l’elettorato di Forza Italia?

 

Se così fosse, non avrebbe senso lavorarci. Il grande progetto, la grande intuizione del Presidente Berlusconi, è di andare oltre Forza Italia, allargando a un unico partito del centro destra la visuale politica futura. In pratica è molto più semplice coinvolgere in questo progetto le forze storiche del centro destra che il variegato e composito mosaico delle forze della sinistra italiana, quindi se si lavora e si crede in questo progetto sarà più facile per noi giungere primi a questo traguardo.

 

E come si porrà in questo progetto l’UDC di Casini ?

 

Ora mi chiede di essere un veggente, un aruspice, e io proprio non lo sono. Posso dirLe cosa penso senza pretendere, come fanno certi soloni locali che ho letto recentemente nelle sue pagine, di conoscere il futuro dal basso della loro presunzione politica. Il mio pensiero è che il bipolarismo, seppure nella sua attuale e imperfetta forma, sia un processo irreversibile in Italia, e pertanto chi cerca terze strade, TRIPOLARISMI, vaghi nei dolci territori della memoria scordandosi di aprire gli occhi al presente. A risvegliare questi sognatori ci penserà l’elettore italiano, non poi così sprovveduto come molti lo pensano, o un congresso nazionale (che a mio avviso non sancirebbe la linea di Casini), e proprio per questo dubito che verrà mai celebrato. I voti dell’UDC semplicemente riconfluiranno in buona parte nel partito unico del centro destra, facendo arretrare che cerca di smarcarsi dalla storia.

 

Quali sono i comuni in cui sono nati i primi circoli modenesi?

 

Sono già nati i Circolo della Libertà di Cognento (MO)   Presidente  Giuseppe Barbanti Circolo della Libertà di Formigine (MO)   Presidente  Renzo Compagnoni  Circolo della Libertà di Marano sul Panaro (MO)  Presidente Antonio Ferrara Circolo della Libertà di Modena (MO)  Presidente Giorgio  Barbolini Circolo della Libertà di Modena “”Modena Nostra”” Presidente  Mattia Meschieri Circolo della Libertà di Modena “”Mutina mia””  Presidente Amelio Tassoni Circolo della Libertà di Modena “”Nuova Dimensione Modena”” Presid.: Giovanni Sabbatici Circolo della Libertà di Prignano (MO) Presidente Danilo Mancini Circolo della Libertà di Sassuolo (MO)  Presidente  Massimo Bertacchi
Questi circoli sono già stati depositati ed erano parte dei mille circoli che sono stati presentati al Presidente Berlusconi a Montecatini dall’On. Marcello Dell’Utri.Abbiamo istituito una pagina web: http://www.circolidellaliberta.eu da noi depositata e curata che apre ai cittadini la partecipazione diretta al nostro progetto. Ricevo continuamente telefonate e richieste da parte di cittadini che credono che questo progetto possa davvero rappresentare il superamento di un modulo politico, che occorre dire, non ha proprio funzionato alle nostre latitudini (mi riferisco all’Emilia Romagna e alla provincia modenese in particolare)

 

Perché Dottore Lei sostiene che il centro destra modenese ha sbagliato nelle passate competizioni elettorali ? E dove ha sbagliato ?

 

I risultati amministrativi nella provincia di Modena e nella mia città hanno dimostrato che le ragioni che mi spinsero all’abbandono di Forza Italia erano più che fondate: la direzione provinciale e i personalismi locali hanno decretato lo sfacelo elettorale cui abbiamo assistito, un calo ben oltre la media nazionale ed europea, è stata sfondata anche la linea del Piave del 18% nei risultati provinciali delle amministrative. Non solo nella nostra provincia il centro destra non ha vinto alcun comune, ma al contrario ne ha persi tre dei pochissimi governati, (dopo la pessima prova intermedia di Serramazzoni) segno di un pessimo lavoro condotto ovunque dalle segreterie provinciali. Il pessimo risultato di Forza Italia a Sassuolo in particolare si evidenzia nel numero di eletti in consiglio comunale, 4 invece dei 7 precedenti, il gruppo è praticamente dimezzato, tacendo del fatto che uno dei quattro è poi confluito nel gruppo misto lasciando a tre il numero attuale dei consiglieri. Ma l’insuccesso  si evidenzia soprattutto attraverso l’analisi dei voti espressi: nelle comunali del 1999 furono 4.635, nel maggio 2004 furono 3.338, pari a 1.297 elettori in meno, ovvero il 28% degli elettori di FI in meno tra le due competizioni, cioè un elettore su tre che votò FI
nel ’99 nel 2004 ha votato altrove. Osservando il dato delle europee e delle provinciali, il calo risulta catastrofico soprattutto nelle comunali, mai a Sassuolo FI è scesa sotto il 20%, con una punta alle politiche del 2001 di 7.982 voti pari a quasi il 28%, mentre nelle ultime elezioni comunali la percentuale è stata del 16,84% (-12%), segno che il progetto politico è stato sonoramente bocciato dai sassolesi che si riconoscevano in Forza Italia. A rigor di termini io mi dimisi quattro mesi prima di questo sfacelo elettorale, non riconoscendomi più nella linea politica regionale e provinciale.

Fintanto che non si capirà che un progetto politico deve partire da lontano, lavorare strettamente sul territorio e in mezzo ai cittadini non solo appalesarsi negli ultimi trenta giorni pre-elettorali, ma invece partendo con umiltà sin dal primo giorno successivo alla sconfitta elettorale, fintanto che si penserà alla vittoria solo nei termini della scelta di un candidato e non del duro lavoro che occorre per costruire un progetto condiviso, il centro destra è destinato a continuare a perdere. Proprio per questo non mi rassegno, e cerco anche attraverso questa nuova esperienza, di dare il mio contributo al cambiamento.

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