Il Cavaliere senza maniscalco

Condividi su i tuoi canali:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print
Condividi su whatsapp
Tutto si può dire del Cavaliere, ma non che non capisca di politica.
art. del Sen. Paolo Danieli
 

Per il centrodestra è un momento un po’ strano. Perso il governo del paese un anno e mezzo fa e perse le elezioni di febbraio – per poco, ma perse, soprattutto alla luce dei voti che sono mancati rispetto alle precedenti- con l’elezione del Presidente della Repubblica ha ottenuto un successo politico, mentre il centrosinistra, vincitore numerico delle elezioni e Grillo, vincitore morale, sono stati pesantemente sconfitti. A voler però ben guardare il successo, più che del centrodestra, è di Berlusconi.

Dopo aver dimostrato una vitalità straordinaria come artefice della rimonta elettorale, ha dato dimostrazione di acume politico oltre che di senso di responsabilità nei confronti degli italiani. Per primo, fin dal giorno dei risultati elettorali, ha indicato nel governissimo l’unica strada praticabile. E così è stato, nonostante l’avversione di tutti gli altri. In più è stato il primo a chiedere la rielezione di Napolitano. Cosa che si è puntualmente verificata. Tutto si può dire del Cavaliere, ma non che non capisca di politica.

Oggettivamente è stato quello che, da una posizione di svantaggio, ha giocato meglio le sue carte. E di questo, in caso di elezioni, ne trarrebbe vantaggio il suo schieramento. Che non gode di altrettanta salute. La Lega soffre di una crisi devastante: dopo vent’anni non si può più vendere il federalismo e l’autonomia se non se n’è realizzata neanche una briciola. La destra è polverizzata in una decina di partitini senza importanza. E fintantoché non sarà in grado di superare la logica del pollaio, dove ogni gallo è appagato dal solo fatto di esserne il re, non andrà da nessuna parte. Quanto al Pdl, che senza il suo leader non esiste, più che un partito sembra uno scatolone dove Berlusconi mette i suoi voti. Non ha una struttura degna di questo nome. Non ha una classe dirigente riconosciuta. E come erede del Cavaliere non ha da proporre nemmeno un maniscalco.

 

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Ius Scholae

Fratelli d’Italia: “Bonaccini invece di offendere pensi a risolvere i problemi dei cittadini”Mentre imprese e cittadini sono in ginocchio davanti una grave crisi economica, caratterizzata

“PREMIO EMAS 2022”

L’ Ente Parchi Emilia Centrale vince il “Premio Emas 2022” per la dichiarazione ambientale piú efficace a livello nazionale L’Ente Parchi Emilia Centrale ha vinto