Il Cardinal Tonini in terra modenese

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Tra le figure ecclesiastiche più amate in Italia, il Cardinal Ersilio Tonini ha tenuto qualche giorno fa una conferenza in provincia di Modena. E’ stata per noi un’occasione per discutere con lui di tanti temi, dalla fede all’attualità.

Negli ultimi tempi il dibattito politico nazionale sembra essersi spostato tutto intorno alla religione. Dopo il collasso della Democrazia Cristiana, l’identità politica cattolica è sempre più rivendicata da tanti uomini di Stato come una condizione imprescindibile per il governo della nazione, mentre dall’altro versante sono diversi gli esponenti politici che lamentano una pesante ingerenza della Chiesa Cattolica ed invocano la laicità come fondamento democratico irrinunciabile. L’incontro con il Cardinal Tonini è stato modo per conoscere l’opinione di un grandissimo intellettuale e uomo di Chiesa da sempre attento alle esigenze dei laici.


Negli ultimi giorni, prima e dopo il Family Day organizzato a Roma, la polemica sull’intromissione della Chiesa nella vita politica italiana è stata ravvivata,  qual è il suo parere?

 

Queste polemiche mi ricordano quelle secondo le quali la Chiesa non avrebbe adeguatamente condannato il nazismo ed il fascismo, queste polemiche sono spesso non solo di natura politica ed ideologica, ma addirittura di natura partititica. La Chiesa, come una madre, di fronte a certe questioni del nostro tempo non può tacere e deve esprimere un’opinione, il suo compito è quello di indicare la via dell’insegnamento di Cristo e questa missione non può certo essere svolta senza che vi sia la possibilità di comunicare.  Non dobbiamo mai dimenticare che la Chiesa non esiste solo per amministrare i sacramenti e riti, ma per dare il gusto della vita, ed offrire dei valori! La Chiesa non può accettare tutto quello che succede oggi e semplicemente conformarsi alla realtà, ma deve indicare la via della responsabilità. Poi ciascuno sarà liberissimo di non seguirla e di vivere secondo altri valori.

 

Secondo Lei c’è un’ingerenza del Vaticano nello Stato Italiano?

 

Nei concordati che sono stati fatti nella storia tra Vaticano ed Italia sta scritto che ambedue hanno diritto di presentare i loro valori, inoltre la Repubblica Italiana riconosce espressamente in un articolo dell’ultimo concordato firmato da Bettino Craxi che i principi del cattolicesimo costituiscono una parte integrante del patrimonio storico del popolo italiano. Per questo motivo lo Stato riconosce l’insegnamento della religione cattolica nella scuole come un’importante apporto alla formazione delle coscienze dei cittadini.

 

Venendo ai giovani,  una categoria che da sempre le sta molto a cuore; è opinione comune che in Italia i ragazzi abbiamo prospettive di realizzazione professionale solo se si ritrovano alle loro spalle chi li supporta, cosa ne pensa?

 

A mio avviso queste affermazioni sono sbagliate per principio, oggi vedo ragazzi che studiano seriamente e che riescono ad ottenere buoni risultati professionali. Oggi nei giovani è forte l’idea che lo studio sia una cosa seria, perché c’è la consapevolezza che soltanto chi ha conoscenze e chi prepara meglio riuscirà a realizzarsi.

 

L’Italia sembra essere un paese dove tra governanti e governati vi è una frattura netta, le persone comuni accusano  la classe politica di fare poco e male, ad esempio per quello che riguarda la famiglia o il lavoro. Cosa dice a riguardo?

 

Questi giudizi hanno certamente un fondo di verità, ma si deve guardare anche agli aspetti positivi, perché non è lamentandosi che si risolvono i problemi. Ad esempio, ritornando proprio sui giovani, io dico sempre loro di non lasciarsi giudicare nella massa, e di accettare le proprie responsabilità con orgoglio. Per grazia di Dio è finito il tempo nel quale solo i figli dei nobili possono contare qualcosa e oggi anche il figlio di contadini può diventare Presidente della Repubblica. Ho una grande fiducia verso i giovani , che oggi sanno dare il giusto peso a chi li giudica negativamente nella loro totalità.

 

Oggi anche il mondo dell’insegnamento è al centro di gravi polemiche, qual’è la sua opinione?

 

Una volta mi permisi di dire all’ex ministro Berliguer che secondo me tutti gli insegnati di ogni ordine e grado prima di poter esercitare questa professione avrebbero dovuto avere solidi fondamenti di pedagogia e di psicologia, e questo perché secondo me la figura dell’insegnante è importantissima, tale da essere assimilata a quella del genitore. Aldilà della cultura che viene insegnata, quello che fa realmente la differenza è se e quanto l’insegnate sa amare i suoi studenti. Anche la distinzione tra ragazzi svegli e meno svegli che tende ad essere fatta dall’insegnate, è spesso una pratica con poco senso,  nella mia esperienza di docente di greco e latino mi sono infatti reso conto che chi è “meno intelligente” ha spesso una grandissima memoria, e può per questo motivo riuscire altrettanto bene dei suoi coetanei più dotati.

 

 

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