Il C.O.I.S.P. a Mirandola

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""... quotidianità, è dramma, è disperazione, la stessa disperazione nella quale spesso versano gli Operatori, gli stessi che si mettono la divisa e sono chiamati a dare conforto agli altri.”.art. di Franco Maccari

Mirandola, anche la Polizia ha bisogno di attenzione!

 

Egregio Signor Capo della Polizia,

il 26 giugno scorso (Agorà) Le inviammo una lettera con la quale rappresentavamo l’assurda situazione in cui è stato costretto ad operare il personale della Polizia di Stato in servizio nei luoghi dell’Emilia colpiti dal terremoto, in particolare i nostri colleghi in servizio negli Uffici di Polizia della città di Mirandola, diventata tristemente il punto di riferimento ed il simbolo del sisma in Emilia Romagna.

Le sottolineavamo la lontananza dimostrata dal Dipartimento verso quei Poliziotti e le loro famiglie, puntualizzando come non c’è stato un immediato invio di mezzi e supporto logistico, che avrebbe reso meno difficile il duro lavoro dei nostri colleghi che sono impegnati in quella zona.

Rappresentavamo inoltre, a titolo di esempio, il disinteresse riguardo la situazione logistica cui sono obbligati i colleghi del Commissariato, costretti in tre stanze della grandezza di 9-12 mq di una palazzina ove è stata ubicata anche la Polizia Stradale e la Guardia di Finanza.

La informavamo, poi, che a seguito del terremoto molti colleghi sono obbligati a vivere in tenda e c’è chi ha noleggiato una roulotte a proprie spese o è stato costretto a portare la propria famiglia lontano centinaia di km perché non riesce a fare in modo di poterla tenere vicina garantendogli sicurezza. Ponevamo infine a Lei, che è il Capo dei poliziotti, i seguenti interrogativi: “E’ possibile che in situazioni come questa, sia necessario il buon senso di un Sindacato di Polizia per far comprendere quanto è importante per i nostri colleghi toccare con mano il sostegno del Vertice della propria Amministrazione?

Quanto sia importante un sostegno dettato da azioni fattive quale l’invio di mezzi nuovi e efficienti, il ripristino delle condizioni minime di vita e, perché no, la presenza di uno psicologo sul posto?”, precisandoLe, semmai ce ne fosse stato bisogno, che “Anche i poliziotti sono esseri umani ed il terremoto ed i suoi risvolti non durano il tempo di un servizio televisivo, ma è quotidianità, è dramma, è disperazione, la stessa disperazione nella quale spesso versano gli Operatori, gli stessi che si mettono la divisa e sono chiamati a dare conforto agli altri.”.

Bhe, i fatti testimoniano che il nostro invito a preoccuparsi per quei Suoi pochi uomini e per le loro famiglie è rimasto inascoltato … e questo non Le fa certo onore!

Il 6 luglio scorso, pertanto, il COISP è stato in Emilia Romagna, a Mirandola, per toccare con

mano la reale situazione dei poliziotti che vi prestano servizio e che lì si trovavano quando, il 20 maggio scorso, la terra ha tremato devastando cose ed anime, anche quelle – PER NULLA INSIGNIFICANTI!! – dei nostri colleghi e delle loro famiglie.

Durante la nostra visita in quei luoghi abbiamo cercato di far sentire una presenza forte e non formale ai colleghi che hanno attraversato l’inferno ma che sono ancora là, stretti nelle loro divise che in questo modo, con i fatti e non con le chiacchiere e con le promesse di “vicinanza”, difendono e onorano in maniera impareggiabile.

Siamo andati di persona, Signor Capo della Polizia, per verificare le attuali condizioni in cui i nostri colleghi continuano ad operare, per registrare le loro maggiori difficoltà e le maggiori problematiche che li affliggono così da farci portavoce delle necessità da soddisfare per consentireloro di proseguire a lavorare nella maniera più efficiente.

Ebbene, con il desiderio di capire e l’ansia per cosa avremmo potuto vedere ed apprendere, siamo stati al “neo” Commissariato di Mirandola (l’edificio a ciò predisposto dopo lo sfollamento) che accorpa anche la Sezione della Polizia Stradale.

Sono bastati pochi minuti, due passi nella struttura, uno sguardo a 360 gradi e lo sguardo dei colleghi per comprendere la realtà, triste, pesante e del tutto inadeguata a garantire serenità, supporto e nondimeno dignità a chi è chiamato a mostrare equilibrio ed essere efficiente. È bastato poco per capire che nessuno si è interessato di questi colleghi: 6 vani, 3 per il Commissariato e 3 per la Stradale; 3 pseudo container adibiti ad uffici poggiati all’esterno senza la possibilità di essere vigilati; una struttura destinata a ufficio passaporti ma del tutto inadeguata, sotto il sole e senza un minimo di riservatezza che costringe gli utenti a stare in fila, in piedi, al caldo o sotto la pioggia in attesa di usufruire del servizio.

Un’assurdità logistica, la dimostrazione di come non si sia voluto “fare” alcunché per quei poliziotti. Beh, ci siamo chiesti più volte sul perché non siano stati inviati moduli abitativi “MAPI”, sul perché nessuno abbia compreso che un presidio di Polizia debba essere dotato di sistemi di sicurezza idonei oppure sul perché l’archivio della Polizia Stradale si trovi ancora in zona “rossa” e che i colleghi per prendere un fascicolo devono andare in centro a Mirandola, mettersi il caschetto, chiedere di essere accompagnati dai Vigili del Fuoco, entrare e prelevare il cartaceo … ponendo a rischio la propria incolumità.

E le risposte, almeno in parte, ci sono arrivate alle 14.00, mentre stavamo lasciando il Commissariato. A quell’ora è difatti è giunto il Dirigente del Comm.to di Mirandola il Dott. Rolando TOGNI, il Dott. “tra un anno vado in pensione perché compio 60 anni” (questo è quanto ci ha detto alle nostre richieste sul perché i colleghi erano abbandonati a sé stessi …). Significativa, dopo i convenevoli, la risposta del predetto sulle condizioni abitative e familiari
dei suoi dipendenti. Il funzionario ha difatti dovuto fare mente locale e un appello alfabetico per comprendere che ha ben 4 colleghi sfollati su
21 in servizio attivo permanente.

Altrettando significativo il fatto che tale Dirigente sia andato in ferie il giorno dopo il terremoto!

Questa, unitamente al menefreghismo del Dipartimento, è la vicinanza dimostrata a quegli uomini della Polizia di Stato ed alle loro famiglie!

Ebbene, noi abbiamo raccolto la velata disperazione di poliziotti che hanno perso tutto, che non hanno più una casa, che hanno speso i risparmi di una vita per poter vivere in tenda e roulotte, che hanno una condizione familiare post terremoto al limite della tollerabilità psicologica e fisica, che nel momento del sisma hanno appreso per telefono che la loro casa stava crollando e si sono accontentati di sapere che i loro affetti erano in salvo senza nemmeno vederli, per poi proseguire la giornata ad aiutare gli altri cittadini mettendo a rischio continuamente la propria incolumità.

EROI che il Suo Dipartimento e Lei stesso, Signor Capo della Polizia, hanno ignorato e continuano ad ignorare quando avrebbe potuto e dovuto aiutare, mettendo a disposizione, delle loro famiglie e di loro stessi, mezzi idonei (camper, camion attrezzati) per alleviare il loro dolore e per dimostrare loro quella “vicinanza” che dovrebbe essere una verità tangibile mentre, nel caso di specie, si è dimostrata essere solo una inutile parola!

Per quei nostri colleghi non è stato fatto nulla, nessuno che riconosce i loro sacrifici e la loro abnegazione, nessuno che chiede loro come stanno, che tende loro una mano … sembra che per questa Amministrazione siano degli automi destinati al prossimo senza pensare che il prossimo sono anche loro e le loro famiglie!! Ma non tutti gli uomini in divisa sono uguali …. una lezione ce l’hanno data i Carabinieri. Dopo la nostra visita nella “zona rossa” a Mirandola, mentre rientravamo scortati dai VVFF dopo avere fatto una ricognizione all’ex Commissariato e alla Stradale, abbiamo incrociato una delegazione dell’Arma dei Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale che, a supporto, avevano uno psicologo in divisa e con patch identificativa che ne distingueva la professionalità. I poliziotti invece non hanno assistenza, non l’hanno mai avuta e nessuna considerazione da parte del Suo Dipartimento c’è stata nemmeno per i loro familiari. Un comportamento assolutamente vergognoso!

Auspichiamo solamente che tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato vogliano e riescano ad immedesimarsi per almeno un attimo nei panni dei colleghi di Mirandola, così che tutti sappiano che la nostra Amministrazione non è più una famiglia come si vorrebbe far credere (forse lo era anni addietro) ma è fondata dalle costanti dimostrazioni di prepotenza e di negazione dei diritti da parte di molti, cui fa seguito un disinteresse, una strafottenza ed un menefreghismo assoluto verso i bisogni dei dipendenti e delle loro famiglie.

Vorrà scusare la volgarità, Signor Capo della Polizia, ma tutto questo fa schifo!

 E, per Sua notizia se nessuno gliel’ha detto, ….situazioni analoghe, per quanto riguarda i colleghi con la casa completamente inagibile, si possono riscontrare anche a S. Giovanni in Persiceto

(Bologna). Basta chiedere!

 

 Franco Maccari

Il Segretario Generale del CO.I.S.P. 

 

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 Terremoto, COISP visita Medolla (MO) periferia 6 lug 2012

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 (Emilia Romagna/Modena)  

  Terremoto, COISP vi
sita Medolla (MO) periferia 6 lug 2012
  

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