Il 25 Aprile: I Valori di ieri sono anche i Valori di oggi

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Gli ideali costitutivi dell’Italia libera sono da difendere ogni giorno, oggi come ieri. ‘Resistenza ora e sempre’ non è una conferma; è un impegno, una necessità. Basta leggere le cronache di questo 25 Aprile-

 


Non c’è pace per la Festa della Liberazione e della ritrovata democrazia italiana, non solo perché si tenta ancora di fare passare, con il termine guerra civile, l’idea che le due parti pari fossero, quando in realtà la ragione stava da una parte e il torto dall’altra, in modo chiaro e inequivocabile. Ciò detto, i Partigiani, pur avendo ragione, si macchiarono di molti torti, come dall’altra parte ci furono anche gli onesti sotto la bandiera della Repubblica Sociale Italiana.

Però il partigiano Nello Pini, impegnato nella Repubblica Sociale di Montefiorino, accusato di avere ucciso sommariamente delle persone, fu arrestato e giustiziato dagli stessi suoi compagni; non altrettanto fecero Tedeschi e Brigate Nere contro chi ordinò le stragi di Monchio, di Monte Sole, di Sant’Anna di Stazzema.

Il nazismo e il fascismo avevano la sopraffazione, la violenza e il razzismo nel proprio dna; il Movimento Partigiano li subì come un tumore; per fortuna possiamo dimostrarlo grazie all’Italia che risorse dopo la Liberazione, perché la democrazia non fu importata dagli Americani, come il cingum, ma era la massima aspirazione della Resistenza, emersa già durante la Repubblica di Montefiorino.

Il governo provvisorio non si occupò soltanto di riparare ponti e strade, creare un parco macchine a metano ricavato dai pozzi di Frassinoro,  combattere la fame governando gli approvvigionamenti, allestire un ospedale. Promosse Giunte Popolari formate dai capifamiglia le quali elessero i sindaci dei comuni. Lo scrive bene Ermanno Gorrieri, non certo un comunista: “”Non si trattò soltanto di una zona liberata, in quanto soggetta all’occupazione delle forze partigiane, ma di un’anticipazione del ritorno a una vita democratica, attraverso le elezioni delle amministrazioni comunali democratiche. […] La decisione di dar vita ad amministrazioni elettive fu una conseguenza della consapevolezza politica e della carica innovatrice del movimento partigiano””. Poi è vero che mantenere in una zona, già povera, migliaia di partigiani in armi, non ebbe soltanto effetti positivi, ma le contraddizioni della difficile realtà non offuscano gli ideali che muovevano i dirigenti del movimento.

Sono sempre più convinto che la verità, mostrando anche l’aspetto meno nobile della Resistenza,  gli errori, i delitti, gli abusi e i soprusi, porterà a liberarla da ogni retorica ideologica e a darle quel valore di cammino verso la libertà di un popolo,  un cammino doloroso, macchiato di sangue e sporco come ogni guerra inevitabilmente comporta.  Quella guerra non fu voluta certo dai Partigiani, ma da coloro che combatterono.

Gli ideali costitutivi dell’Italia libera sono da difendere ogni giorno, oggi come ieri. ‘Resistenza ora e sempre’ non è una conferma; è un impegno, una necessità. Basta leggere le cronache di questo 25 Aprile-

La Brigata Ebraica non sfilerà con l’Anpi a Roma per la presenza dei ‘pro-Palestinesi’, perché a  “A Milano un servizio d’ordine del Pd protegge la Brigata ebraica, a Roma non è garantita la nostra sicurezza”.  Sbaglia l’Anpi di Roma a non assumere una posizione ferma e di condanna contro chi usa la sfilata del 25 Aprile per rivendicazioni presenti; sbaglia la ‘Brigata Ebraica’ che si arrende, come invece non aveva fatto durante la guerra; sbagliano le associazioni filopalestinesi a negare il diritto a sfilare agli Ebrei, offendendo i partigiani e la memoria della Shoah. Se con il loro comportamento obbligano a creare un servizio d’ordine per difendere qualcuno nel corteo della Liberazione, dovrebbero porsi delle domande. E dovrebbero rileggersi qualche pagina di storia, perché i fatti di oggi non possono cancellare i fatti di ieri e le ingiustizie di Israele nei confronti dei Palestinesi di oggi non possono cancellare una pagina di storia scritta insieme. Non capirlo e non saperlo valorizzare porta inevitabilmente alla sconfitta.

 

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