I vecchi peccati hanno le ombre lunghe…ma non sempre

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In tempi in cui il ritegno e la decenza sembrano essere scomparsi, si spiattellano i fatti e i fattacci di chi si desidera delegittimare…
art. di Maria

 

Quando si tratta di screditare un avversario, un nemico, per come viene bellicosamente intesa la politica ( e non solo)  nel nostro sciagurato Paese,  non si bada a spese… anche quando i costi sono rappresentati dalla ricerca paziente e approfondita, con scavi accuratissimi nella sua  vita e nel suo passato, anche personale e privato, non solo in quello pubblico.

In tempi in cui il ritegno e la decenza sembrano essere scomparsi, si spiattellano i fatti e i fattacci di chi si desidera delegittimare… talvolta con grottesche topiche, come quelle riguardanti il neo eletto Papa Francesco, dai detrattori indicato come simpatizzante di regimi dittatoriali…talaltra con  reali, documentate e circostanziate rivelazioni, come ad esempio il passato tutt’altro che pacifico di un “buono di professione” universalmente stimato, a un passo dalla platonica canonizzazione che i giornali riservano a chi sta loro simpatico, come Gino Strada, indicato come  futuro Capo dello Stato, in grado di rappresentare degnamente l’Italia e  capace, soprattutto, di convogliare su di sé l’interesse e il consenso degli italiani tutti.

Ho qualche dubbio in proposito, dato che  sono passati davvero pochi anni da quando lo stesso girava indossando  l’eskimo, con chiavi inglesi e sassi in tasca, a portata di mano, pronti  per i crani di poliziotti e studenti di idee opposte alle sue.

I vecchi peccati hanno le ombre lunghe, diceva Agatha Christie.

Certo, le nostre azioni riecheggiano per l’Eternità, alla quale, checché se ne pensi, tutti ci stiamo preparando, talvolta saggiamente, comportandoci bene, talvolta stoltamente, comportandoci male…ma le nostre azioni  gettano ombre anche sul nostro futuro, ombre tanto più lunghe quanto più sono lontane, spesso compromettendo l’immagine di probità e di  rettitudine faticosamente ricostruita nel tempo.

Giustamente, e qui cito Silvano Maino, professore, scrittore e musicista, un amico che ammiro e stimo, nonostante le divergenze politiche, “…nessuno è a sessantacinque  anni quello che era a venti. La vita di Gino Strada, le sue parole, il suo esempio degli ultimi trent’anni hanno ampiamente riscattato un eventuale passato maoista (comune del resto a moltissimi moderati, a partire dal ciellino Brandirali, fondatore in gioventù del partito comunista italiano marxista leninista e del giornale Servire il popolo).”

Indirizzare la propria vita, le proprie scelte professionali, verso i sofferenti, i dimenticati, gli ultimi, come ha fatto Gino Strada, riscatta un passato  quantomeno imbarazzante.

Ma questo dovrebbe valere per tutti, a Destra e a Sinistra, quando, invece, questo sembra valere solo per una parte, dato che di presentabili, con o senza “passato” da riscattare, ne  propongono solo di Sinistra.

Di sicuro siamo lontani da un nome che unisca tutti gli italiani, in questo gioco di “veti e proposte” che ha il sapore della più insulsa ripicca. 

E mentre  questi signori litigano come bambini dispettosi, l’Italia muore.

 

 

 

 

 

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