I sottopassi del degrado

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Prima l’Amministrazione li chiude per dare un “”segnale forte”” alla malavita e poi vuole riaprirli

Nel corso dell’estate è stato chiuso il sottopasso pedonale di Viale Mazzoni: e come i residenti ben immaginavano, non è servito se non a spostare il problema di trenta metri più avanti, al sottopasso carrabile, sotto al quale, privo com’è di telecamere e di buona illuminazione, spacciatori, orinatori e ubriaconi ora si affollano.

Quello tra Via Canaletto e Viale Gramsci è stato chiuso con cancelli da molto tempo per motivi di sicurezza.

Ma l’Amministrazione cosa pensa di fare ora?

Pensa non solo di realizzarne uno nuovo in corrispondenza dell’ex Manifattura Tabacchi, ma addirittura appoggia, anche finanziariamente, un’organizzazione chiamata uB (urban Blocks), che dovrebbe far capo alla Cooperativa Girasole, che ha in programma una manifestazione tesa a “far rivivere” il sottopasso Canaletto-Gramsci.

E, ancora una volta, ricordiamolo, sono soldi di tutti, che potrebbero essere impiegati in cento altri modi, già più volte suggeriti.

Davvero fatichiamo a spiegarci quale filo logico stia seguendo l’Amministrazione per la soluzione del problema del degrado della zona Tempio-Stazione-Attiraglio-Gramsci se dapprima prende decisioni in un senso e successivamente in quello opposto.

Ci si concentri sul recupero dei fabbricati dismessi, su attività commerciali e ricreative non rumorose gestite da italiani anche la sera, distribuendo nel contempo sul territorio comunale i troppi esercizi gestiti da immigrati in un’unica zona, e non si costruiscano nuovi sottopassi se non dopo aver bonificato l’area.

Ne’ si pensi che tutto possa essere risolto abbellendo fioriere o marciapiedi: coi soldi delle nostre tasse pretendiamo ben altro.

 

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