I signori delle tessere e le truppe cammellate

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Considerazioni sullo strano mondo dei partiti dove gli iscritti valgono uno mentre i controllori delle loro tessere si prendono tutto il potere decisionale. Art. di pioggiacida

Denis Verdini, nelle vesti di “commissario” del Pdl modenese è già sbarcato a Modena dove ha incontrato i tre gruppi che al congresso, per ora ulteriormente rimandato, si dovevano contendere la guida del partito. Da quegli incontri pare che si sia concordato il percorso da fare per permettere di celebrare il congresso entro marzo.

Intanto tutte le nuove iscrizioni al partito verranno controllate.

Certamente con le arie che tirano, concernenti la stima che l’opinione pubblica ha nei confronti dei partiti, chiunque avrebbe sollevato dei dubbi messo di fronte ad un fenomeno contrario che  riscontrava l’incremento di circa seicento nuovi iscritti nel PdL tra l’altro in zone del modenese storicamente avare di simpatie per il centro destra. Eppure nonostante questi dati io mi dichiaro ottimista: secondo me saranno poche, percentualmente parlando, le iscrizioni respinte per “indegnità” mentre un cospicuo numero di tesserati sarà accettato ed entrerà a far parte della grande famiglia del PdL anche se molti dubbi sul loro conto rimarranno irrisolti.Ma per spiegare meglio questa mia ottimistica previsione dobbiamo chiarire e capire di cosa stiamo parlando.

Nei partiti moderni, regolamentati secondo principi democratici, la sovranità appartiene agli iscritti che però viene da loro esercitata secondo criteri e consuetudini particolari.

Iscrizioni e arruolamento nelle truppe cammellate.

Questa curiosa e colorita espressione è oggi usata nel linguaggio politico per indicare il gruppo di fedelissimi sostenitori che specialmente nei partiti, nei momenti opportuni, in numero considerevole si recano alle urne a depositare, dimostrare e confermare la loro piena  fedeltà ed appartenenza alla corrente o al loro leader. Sempre costoro, nei congressi di partito si recano a votare con puntualità e diligenza le linee politiche e le preferenze indicate dal loro referente politico (la persona di loro fiducia con la quale sono in stretto rapporto.)

Un rapporto che si consolida nel tempo grazie allo «scambio»: il voto incondizionato come richiesto per poter usufruire di favori o di opportune ricompense  (posti di lavoro, raccomandazioni, promozioni, favori di ogni genere). I congressi di partito li vince chi prende più voti. Nei congressi  votano solo gli iscritti possessori della tessera del partito. Dunque coloro che controllano più tessere ( i signori delle tessere) vincono il congresso.

Si tratta semplicemente di una riedizione del vecchio collateralismo, ma in questo caso con mire molto più ambiziose. La posta in gioco è il controllo della stanza dei bottoni, il luogo del partito dove si decide a chi e quando una determinata carica deve essere assegnata; quale area agricola deve diventare edificabile, di quant’altro, di tutto e di più.

Queste materie che si devono maneggiare non sono di per se “sporche” o da “malaffare” e dunque per acquisire la possibilità di poterle “maneggiare” sono richiesti e benvenuti i voti delle persone per bene. Questo significa che sia per operare bene che per agire non correttamente non c’è bisogno di “tesserati” che hanno frequentazioni inquietanti, ma sono sufficienti truppe cammellate composto da persone semplici, dediti ai fatti loro, solidali verso coloro che dimostrano “amicizia”.

Dunque probabilmente quell’incremento di nuove iscrizioni al Pdl modenese è stato determinato dall’attività di qualche “signore delle tessere” che in vista del congresso si è prodigato in una corposa “campagna acquisti”. Sicuramente qualcuno dei “procuratori” di questi nuovi proseliti  per troppa insipienza o per eccesso di zelo ha accolto adesioni “scottanti”, ma credo che ora siano già al lavoro per riparare i danni fatti con il suggerire l’atteggiamento da tenere nel caso fossero avvicinati da verificatori sulla trasparenza delle loro iscrizioni. In effetti con quale motivazione non accetti una iscrizione al partito fatta da una persona normale. Così, a meno  di una comprovata stupidità dei vari “procuratori” il grosso del caso in questione rientrerebbe nella normalità anche se quella “frittata” ha già provveduto ad emettere una sua sentenza: coloro o colui che ha organizzato questa campagna di iscrizioni per assumere la guida del partito del PdL ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza al riguardo. Incapace in quella fase, altrettanto lo sarà messo di fronte a ostacoli ben più complessi da superare.

Quella frittata di fatto ha azzerato la credibilità politica degli attuali vertici del PdL e che la situazione sia molto grave e complessa lo dimostra il silenzio e lo strano riserbo nel quale si è chiuso l’avv. Michele Barcaiolo, terzo candidato alla nomina di coordinatore, che estraneo a questi fatti non solo dovrebbe parlare , ma addirittura urlare!!!

Evidentemente stiamo scrivendo una brutta pagina che deve coinvolgere e fare riflettere tutta la politica modenese

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