I ricchi scrocconi e i “poveri lazzari”

Condividi su i tuoi canali:

Fa un certo effetto che a scroccare lauti pranzi, vestiti su misura e altri lussi, non sia un “povero lazzaro” qualsiasi ma un professionista decisamente ben retribuito. E, solo parzialmente, vale a consolarci il riferimento alla parabola evangelica, con il ricco che, dopo una vita di straripanti godimenti materiali, è trasportato da due diavoli all'Inferno mentre il povero è trasportato in Paradiso da due angeli. Anzi, non consola proprio.

 


Non è un bel periodo, questo, per la Magistratura.  Nell’immaginario collettivo essa è collocata sopra ogni altro potere, illuminata, equa, competente e retta; nella realtà, man mano, questa nitida immagine è non poco insudiciata. Certo, si dirà, è insudiciata e compromessa dal comportamento dei singoli, comportamento che ha precise responsabilità individuali e che, come tale, non deve ricadere su un’intera categoria. Questo è inconfutabile.  Tuttavia, gli episodi di singoli appartenenti alla Magistratura che non onorano la toga che indossano, con la probità anche personale, oltre che professionale,  si stanno decisamente moltiplicando: dai più gravi,  come Palamara, o come  De Benedictis,  fino alla vicenda, dai toni veramente farseschi, del Giudice Consigliere di Corte d’Appello Piero Gamacchio.  Nella vicenda del noto giudice milanese, definito tout court “Giudice scroccone” , dal giornalista Gianluigi Nuzzi, autore dell’inchiesta,   mi ha  colpito , in particolare, il fatto  che a non pagare lauti pranzi e cene in ristoranti prestigiosi, nel lasciare  in sospeso  conti astronomici in  negozi di lusso, non fosse un avventuriero squattrinato,  un simpatico ( si fa per  dire)  mascalzone che viveva al di sopra  delle sue possibilità né, men che meno, un poveraccio affamato … ma fosse una persona che,  dalla sua prestigiosa e ben remunerata  professione, guadagnava abbastanza  da poterseli ben permettere, non solo quei pranzi e quelle  cene  ma anche altri lussi.

Colpisce, assai sfavorevolmente,  ancora di più, l’accettazione, la quasi rassegnazione,  piena di mugugni e di malcontento, certo, ma silente… dei debitori, fino a quando Nuzzi non ha scoperchiato questo ennesimo vaso di Pandora.
L’inchiesta del giornalista Gianluigi Nuzzi si arricchisce, man mano, di particolari, aggiunti alla pagina Face Book della quale è titolare. Fa nomi e cognomi, sia del giudice, sia dei suoi sfortunati creditori.

Una persona qualsiasi non verrebbe certo servita una seconda volta quando ha lasciato un qualsiasi conto in sospeso… mentre, quando a non pagare è un potente, a qualsiasi titolo, nella fattispecie, un magistrato, può ripresentarsi quanto gli pare e piace : i malcapitati ristoratori o negozianti, etc., lo temono e pur mugugnando, non passano al provvedimento successivo, ossia intraprendere un’azione legale nei suoi confronti.

Le varie “puntate” che Nuzzi ha pubblicato sul suo profilo social, dalla metà di aprile in avanti hanno portato alla luce un incredibile comportamento da parte di un professionista di quella levatura, dotato anche di una notevole faccia di bronzo. Perché, francamente la faccia  di bronzo è un requisito indispensabile per presentarsi ancora in ristoranti, negozi esclusivi nonché ad  altri creditori, (deve 40.000 € ad un legale suo conoscente) senza fare una piega.
Una persona qualsiasi non solo non oserebbe mai scroccare alcunché…ma, qualora lo facesse, sarebbe, come minimo, scacciato in malo modo se ardisse ripresentarsi. Fa un certo effetto che a scroccare lauti pranzi, vestiti su misura e altri lussi, non sia un “povero lazzaro” qualsiasi ma un professionista decisamente ben retribuito. E, solo parzialmente, vale a consolarci il riferimento alla parabola evangelica, con il ricco che, dopo una vita di straripanti godimenti materiali, è trasportato da due diavoli all’Inferno mentre il povero è trasportata in Paradiso da due angeli. Anzi,non consola proprio.
E la perfetta compatibilità, dallo stesso magistrato affermata, fra comportamento privato opinabile e professionalità integerrima, personalmente  non l’accetto. La coscienza non può essere solo un’impeccabile toga indossata in pubblico. Ad ogni buon conto, Nuzzi dichiara “Dopo che avevo scoperto come non pagasse i conti di lussuosi ristoranti e boutique né onorava un debito da 40mila euro con un penalista milanese, il magistrato ha deciso di fare un passo indietro e di chiedere immediatamente l’aspettativa”.

Magari per digerire.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale. 

 

I ricchi scrocconi e i “poveri lazzari”

A.D.Z.

Perche’ insistiamo a farci male?

Massimo Nardi

Semplice, perché coloro che ci comandano sono degli incapaci.

Conflitto d’interessi fino a mezzogiorno

Alberto Venturi

Consentire ad un parlamentare di continuare la sua attività. Personalmente, trovo offensivo per me cittadino che i nostri rappresentanti a cui affidiamo le sorti dell’Italia, lo facciano a metà tempo, perché devono fare altro. Non credo che li paghiamo così poco da dovere impegnarsi in un doppio lavoro e non credo siano Mandrake. Semplicemente ci trascurano. Ogni secondo rubato al ruolo istituzionale, pagato da noi, è un secondo rubato alla collettività.

La nuova provvisorietà

Ugo Volpi

Viviamo nella provvisorietà e questo comporta il seccarsi delle radici, non più in grado di nutrirci per il presente, ma non costruisce neanche il futuro, punto interrogativo su tutti i fronti, indipendente dalla nostra volontà.

Le colonne portanti

La Reine

Con le disposizioni in vigore dal 26 aprile,  anche il Centro Via Vittorio Veneto riprende la programmazione a cura del “Comitato Fiorano in festa” col patrocinio del Comune di Fiorano.

Monte Hellman: cinema a doppia corsia

Francesco Saverio Marzaduri

L’omaggio al grande regista statunitense  Monte Hellman, scomparso lo  scorso 20 aprile.

I soldi non riempiono le culle…

Diego Marchiori

… ma l’assegno unico è un primo passo importante. Il Forum delle Associazioni familiari ha lavorato a lungo per tessere rapporti politici trasversali e far lavorare unitariamente la politica su un provvedimento comprensibile e più semplice rispetto al “Quoziente familiare” e al “Fattore famiglia fiscale”, oggetti questi di trent’anni di dibattiti.

Buona settimana e buona lettura del n. 746– 441.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

“Come ti liquido la Slepoj !”

La prematura scomparsa della psicologa, scrittrice, giornalista Vera Slepoj, ha destato sorpresa e cordoglio ma c’è anche chi l’ha citata solo per il giudizio negativo

I Lions a favore del volontariato

A conclusione dell’anno lionistico 2023/2024, il Lions Club Modena Estense, congiuntamente al Lions Modena Romanica, hanno erogato un contributo di Euro 8.000,00 a favore della