I poveri sotto la finestra di casa nostra

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Sono in aumento le persone che fanno la fila davanti ad un portone per il pane e per quello che arriva dalla Divina Provvidenza.

Mancano pochi minuti alle 11 di un giorno qualsiasi. C’è già un discreto numero di persone davanti al portone della parrocchia di Sant’Agostino al n.c. 6, nell’omonima via. Altre, si stanno avvicinando. Uomini e donne di diverse nazionalità, fra loro anche mamme che spingono il passeggino. Fra loro, però, ci sono anche italiani, come ci conferma Luigi, un volontario – Si, è in aumento. Pensi che quando abbiamo iniziato 7 anni fa quest’azione di volontariato, il 99% delle persone che si rivolgevano a noi, erano stranieri. Ora, la percentuale è alla pari -. All’ora stabilita, dopo che un uomo ha recitato una breve preghiera, inizia la distribuzione. Ad ogni persona, ordinatamente in fila e vestita in modo dignitoso (ma anche questo è merito dei volontari dell’Associazione La Bonissima che raccolgono e distribuiscono abiti usati), una suora porge due sacchetti. In uno c’è il pane, nell’altro frutta o quello che individui generosi donano alla parrocchia della chiesa, una delle più belle di Modena, anche se ora l’accesso è in parte chiuso causa il terremoto. Come per tanti altri edifici danneggiati, le Istituzioni e il Comune (tanto per non fare nomi), si sono fatte sentire solo con le parole, ma in concreto poco e niente. Mi avvicino per fare qualche domanda a coloro che si allontano con il loro bene quotidiano. Gli italiani, non rispondono: altre persone mi dicono che provengono dalla Romania e che avevano un lavoro regolare. Poi la crisi e la disoccupazione. Una signora che spinge una carrozzina racconta – Avevo un lavoro, ma poi sono rimasta a casa. Ho tre bambini ed è difficile tirare avanti anche se mio marito lavora -. Lentamente, la fila si assottiglia. Chiedo a Luigi, che presta la sua opera gratuita di volontario, (lui un lavoro c’è l’ha), quante persone riescono ad aiutare in una giornata – Circa 200, e la cosa che preoccupa, è che sono costantemente in aumento. Sono persone di tutte le nazionalità. Purtroppo, la chiusura della Chiesa non ci aiuta -. Non c’è molto altro da scrivere. Senza guardare le immagini di tanti talk show in cui molti politici fanno la passerella, basta uscire da casa nostra e dal palazzo del potere, sito in Piazza Grande (a pochi metri), fare due passi, e te li trovi davanti.

Ed a propositi del Palazzo aggiungo, anche se sono restio a usare la frase, –  io l’avevo detto! -. Nel mio articolo del 12 aprile, avevo fatto una battuta relativa alle buche in tangenziale. Buche, però, le troviamo in tante altre strade che circondano la città e che mettono in pericolo la vita di chi le percorre. Non dico altro!

In attesa che arrivi finalmente Esselunga, con un nuovo grande punto vendita in città, annunciamo che  nei prossimi mesi inizieranno i lavori per l’apertura di un nuovo supermercato  a marchio Despar. La notizia non è ufficiale. Mancherebbe solo una firma.  Niente di strano, la liberazione delle licenze lo consente. Sorgerà, comunque, fra altri due supermercati di medie dimensioni, distanti fra loro circa 300 metri . La zona è quella sotto il ponte che porta al quartiere Madonnina. Altra mazzata per il piccolo commercio di quella zona. Speriamo, almeno, che gli eventuali commessi che lavorano in queste piccole strutture si possano riciclare nella nuova attività.

 

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