I nostri politici afflitti dalla sindrome di Amleto

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Curatevi, non fate pagare a tutti gli italiani i vostri dubbi. risolvete per sempre il problema dell’immigrazione. un aiutino: insegnate ai migranti i sentieri che portano in Austria o in Francia, così ci pensano loro a rimpatriarli.   

La cronaca della settima appena trascorsa è stata ampiamente occupata dalla vicenda accaduta a Rosarno dove un carabiniere, intervenuto per sedare una rissa nella tendopoli in cui sono stipati in condizioni miserevoli centinai di profughi, clandestini o rifugiati (chiamateli come volete), dopo essere stato aggredito e ferito con un coltello al volto (pochi centimetri e avrebbe perso un occhio), ha esploso un colpo di pistola e ucciso un giovane del Mali. Giustamente, la magistratura ha aperto un fascicolo sull’accaduto ma speriamo lo chiuda anche presto con la piena assoluzione del carabiniere. Assoluzione più che giusta a mio avviso, perché quando uno aggredisce un servitore dello stato, anzi due, con un coltello (e da come sono stati riportati i fatti, sembra fosse impazzito o in preda a sostanze stupefacenti), è consapevole che tanto non gli sarà fatto niente. Perché dico questo? Ultimamente, queste persone che vengono in Italia, tendono a creare aree, e sono sempre di più, in cui lo Stato che li ospita è assente. Persone, che non avrebbero diritto secondo le leggi internazionali a essere ospitate ma che, nonostante l’ospitalità, fanno i loro comodi. Non solo, ma si permettono di esibire cartelli con scritte a dire poco insultati per la nazione che li ospita, tipo: Carabinieri assassini e italiani razzisti. Atteggiamenti che evidentemente non potrebbero avere in altre nazioni. Qualcuno potrebbe obiettare che mi sbaglio. Guarda cosa è successo in Germania l’ultimo dell’anno. E’ vero, ma è altresì vero che in quel caso c’è stata la mano del governo per cercare di zittire tutto. Operazione non riuscita grazie a un pugno di giornalisti che ha avuto il coraggio di andare fino in fondo. Anche in Italia ci sono inviati che fanno questo e settimanalmente ci propongono situazioni incredibili. Stabili occupati, strade piene di tende, gente che bivacca in mezzo ai giardini, ecc… Eppure, non si fa niente per risolvere il problema. E’ comprensibile: nessuno dei nostri politici, sotto sotto, vuole essere ricordato come chi ha respinto i barconi. Mettiamoci il cuore in pace. Siamo destinati a vedere le nostre condizioni di vita peggiorare nel breve e nel lungo tempo. In fondo, siamo lo Stato cuscinetto per l’UE. Siamo sotto ricatto dell’Europa di Bruxelles (Germania in testa), e che, come già detto, ci sta preparando il pacco. Ci fanno sopravvivere, nonostante non siamo in regola con i loro parametri, solo perché gli fa comodo. In poche parole – State buoni, sbarcano da voi, teneteveli voi altrimenti vi facciamo fallire come la Grecia -. Tutto il resto è solo aria fritta.

Chiudiamo con la perla che politici e altri soggetti ci regalano e che purtroppo spesso non sono rilevate preferendo chiudere, in questo caso, le orecchie. Leggendo su una rivista del giuramento degli allievi, 197° Corso dell’Accademia Militare denominato ‘Tenacia’ alla presenza del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, leggo che nel suo discorso la Senatrice dice – Oggi, davanti alle vostre famiglie avete prestato giuramento allo Stato, al paese -.

Quale paese? Rocca delle giuggiole o San Firmino sopra il canneto?

Caro Ministro, era tanto difficile dire Patria o Nazione? Nello stesso errore, a mio avviso, è incappato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Danilo Errico, dicendo prima Paese e, solo alla chiusura del suo discorso, Patria. Questione di lana caprina, dirà il lettore.

Sarà, ma io la penso così!

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