I nodi vengono al pettine

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L’Amministrazione dell’Emilia Romagna non è così perfetta. La sostituzione etnica non è dietro l’angolo ma la sinistra si sta impegnando. Alla fine, i nodi vengono al pettine.

Un altro editoriale che non piacerà ai sinistroidi.

Per anni, in Emilia Romagna l’amministrazione di sinistra ha fatto di tutto per dimostrare la sua perfezione. Però, è bastata una bomba d’acqua per provare che così non è.

Tuttavia, non si illudano gli abitanti di questa regione che la situazione possa cambiare. L’intreccio tra politica e gran parte dell’imprenditoria è molto forte e, così, se vuoi vivere tranquillo fatti i c…. tuoi.

In sintesi, è quello che ha scritto un lettore a commento di un mio redazionale, non proprio gradevole, per il comune di Modena. La riprova è l’illuminazione che mi è venuta guardando le immagini dell’inondazione e le interviste alle persone che hanno visto le loro case allagate e a cui va’ tutta la mia solidarietà.

Sarò breve.

Una delle persone intervistate ha detto chiaramente che la colpa è della mancata attenzione dell’amministrazione. Come dargli torto! Le immagini hanno evidenziato che alberi caduti e altri intralci impedivano il deflusso dell’acqua. Nonostante fosse tutto talmente ovvio, un’imprenditrice intervistata sull’argomento delle responsabilità, si è trincerata in un dubbio amletico.  Al sottoscritto è parso tutto molto chiaro: è meglio non toccare certi argomenti, possono fare male. Inoltre, non è passato inosservato che gli sfollati si sono dovuti adattare a dormire in palestra, mentre i posti in albergo erano riservati ad altri.

Termino, scrivendo della seconda parte del titolo.

Francesco Lollobrigida di FdI, durante un discorso ha usato una frase riguardo il preoccupante aumento dell’immigrazione, per lo più irregolare, dal continente africano che ha scatenato una nuova polemica. Da questo discorso sono state estrapolate poche parole: “no alla sostituzione etnica”.

Apriti cielo.

I soliti sapientoni ignoranti della storia, i soliti buonisti a tutto campo, si sono indignati. Così, i trinariciuti hanno gongolato a questa uscita. Se fosse per loro, l’Italia dovrebbe diventare una parte integrante dell’Africa e noi dovremmo mangiare su un tappeto usando le mani. Personalmente, la penso invece al contrario e vado anche oltre al pensiero del direttore di Libero Alessandro Sallusti.

Infatti, egli sostiene che la frase incriminata era inserita nel contesto di una sostituzione della propria cultura nazionale. Pochi esempi: Cristoforo Colombo scopre quella che adesso è chiamata l’America del Sud. Passarono alcuni decenni e le popolazioni che avevano abitato per secoli quelle parti del mondo scomparvero con l’arrivo di spagnoli e portoghesi. Maya, Incas e Aztechi, solo per citare alcuni popoli, furono ridotti al lumicino.

Poi, toccò alle tribù che popolavano quella che ora è chiamata America del nord. Inglesi, francesi e irlandesi, piano piano, si impossessarono di territori della costa atlantica e successivamente delle così dette grandi pianure. Dall’atlantico al Pacifico. Dal 1513, data del primo europeo sbarcato in Florida, al 1890 i nativi sparirono quasi totalmente.  Ci vollero 377 anni ma i colonizzatori, con le armi dell’epoca, eliminarono i nativi.  Come la vogliamo chiamare?

Sostituzione etnica? Penso proprio di sì, anche se ognuno è libero di pensarla come vuole. E’ per questo motivo che temo l’immigrazione di massa incontrollata e chi, con le più svariate motivazioni, la favorisce. Dai buonisti che sostengono che siamo tutti figli di Dio, agli imprenditori che, in tal modo, possono usufruire di manodopera a basso costo, se non in nero. Quindi, come dice il capo del Mossad, applico la regola del decimo uomo. In breve: “ … se nove persone giungono alla stessa conclusione, il decimo uomo deve investigare con il presupposto che gli altri nove si sbagliano”.

Concludo, ridendo a proposito della dichiarazione di Soumahoro, parlamentare che vive con i miei e i vostri soldi. Il povero (delicato eufemismo) immigrato, eletto con i voti dei soliti sinistroidi e infine ripudiato, visto la non propria chiarezza nella gestione, unitamente alla moglie e alla suocera, di una cooperativa. Costui sostiene che noi Italiani siamo un “po’ razzisti”.

Gli consiglio di guardare un film: Operazione Ragnarok,  così, potrebbe rendersi conto di quanto è sbagliato ciò che sostiene. Il film testimonia come gli svedesi considerano gli immigrati e non ne vogliano più avere (specialmente quelli musulmani), oltre a come vorrebbero togliersi dai piedi quelli che già ci sono. In effetti, questo tipo di pensiero sta prendendo piede un po’ in tutta le nazioni della UE. “Sbarcano da voi e voi ve li tenete”. Questa è solidarietà e umanità?

 Lascio al lettore ogni commento. Dimenticavo: God Save the King.

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