I NEET e la povertà giovanile: giovani che non lavorano e non studiano. Aiutiamoli a costruirsi un futuro

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Al Sindaco

INTERROGAZIONE

 

Oggetto: I NEET e la povertà giovanile: giovani che non lavorano e non studiano. Aiutiamoli a costruirsi un futuro

 

 

Premesso che:

  • La sigla NEET sta per “”Not in Employment, Education and Training”” ed indica i giovani al di sotto dei 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono coinvolti in un programma di formazione professionale. Questi giovani, in linea di massima, vivono con le famiglie, gravando sul reddito familiare. Ma, a lungo andare, sono particolarmente a rischio povertà ed esclusione sociale.
  • A questi si aggiunge anche il fenomeno degli “”hikikomori””, giovani tra i 14 ed i 35 anni, che non escono di casa e comunicano solo in chat dalla propria stanza. In Italia si stimano siano circa 100.000;
  • L’ultima nota statistica pubblicata da ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive e del Lavoro) riferisce i dati della Rilevazione Continua sulle Forza di Lavoro (Istat) e vede l’Italia, per l’anno 2017, attestarsi ad un tasso di NEET pari al 24,1%: si tratta di più di 2 milioni di giovani.
  • Che il fenomeno, inoltre, non mostra sbilanciamenti di genere o di provenienza. Sempre da dati ISTAT, su 100 giovani NEET,  si stima che le donne siano 48 e 52 uomini e solo il 16% di essi risulta straniero.
  • Da una indagine del Professore Alessandro Rosina dell’Istituto Toniolo di Milano, i Neet sono soprattutto giovani con un’istruzione medio-bassa che, conclusi con più o meno successo gli studi, non riescono a trovare pieno inserimento nel mercato del lavoro.
  • Si stima che a Modena i cosiddetti NEET ammontino  all’11,9% e in Emilia Romagna rappresentino intorno al 16,1% della popolazione regionale nella fascia 15-29.

Considerato che:

  • Nei paesi con sistemi informativi e politiche più efficienti, chi cerca lavoro è in larga parte registrato nei servizi pubblici per l’impiego e chi abbandona precocemente gli studi viene inserito in una base dati apposita ed entra in un programma specifico di monitoraggio e supporto.
  • In Italia solo una piccola quota si iscrive ai centri per l’impiego e dopo un anno e mezzo dall’avvio, anche il Piano Garanzia giovani è riuscito solo in minor parte a raggiungerli. Il dato più recente indica circa 800 mila registrati su un totale di circa due milioni e quattrocento mila Neet; questo anche per il fatto che dietro Garanzia Giovani o ai tirocini formativi spesso si mascherano forme di sfruttamento a basso costo che, anziché stimolare i giovani, rischiano di togliere loro motivazioni e/o deprimerli;

Sottolineato che:

  • Aiutare giovani che oggi sono senza lavoro e senza competenze specifiche a diventare protagonisti attivi dello sviluppo cittadino è uno degli obiettivi più ambiziosi che un’amministrazione pubblica possa perseguire nelle proprie politiche giovanili;
  • Che in un Paese dove un giovane su quattro, dai 19 ai 29 anni, è escluso dal circuito scuola formazione e lavoro (OCSE), la questione generazionale costituisce un’ incognita per lo sviluppo economico e il tessuto sociale del nostro Paese; 
  • Il lavoro è uno stimolo fondamentale per i giovani per sentirsi parte della società;

Si chiede al Sindaco e all’assessorato competente:

 

  • Quali sono le iniziative messe in atto per la promozione dell’emancipazione abitativa dei giovani dalla famiglia d’origine, il potenziamento delle opportunità relative al diritto allo studio e alla formazione, il sostegno in percorsi per l’inserimento lavorativo, la facilitazione per l’avvio di imprese giovanili e la promozione di esperienze formative e lavorative;
  • Come intende intervenire per strutturare politiche più efficaci di inclusione dei giovani, per ridurre i tassi di abbandono scolastico e formativo e favorire il loro inserimento stabile nel mondo del lavoro;
  • Quali sono stati i risultati raggiunti, fino ad oggi, col programma Garanzia per i giovani a Modena;
  • Considerata la persistente ed elevata percentuale di Neet anche a Modena ,  se questa amministrazione ha intenzione di proporre un aumento della dotazione finanziaria gestita dalla Regione Emilia Romagna che  permetteranno di sperimentare nuovi modelli di inclusione, acquisizione di competenze e partecipazione sociale dei NEET;
  • Quanti Neet hanno avuto contatti con i Centri pubblici per l’impiego a Modena;
  • Quali sono le azioni intraprese dal Comune, in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale e l’Università di Modena e Reggio Emilia, per far conoscere l’opportunità di Garanzia Giovani e, più in generale, delle prospettive lavorative del territorio;

 

Federica Venturelli

 

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