I muridi migranti

Condividi su i tuoi canali:

None

Prassede, amorevolmente soprannominata Prissy dal consorte Lorenzo, se ne sta accovacciata sul divano a godersi le notizie esaltanti della manifestazione vicentina. Indossa la mitica tutina rossa con profili blu e giallo-oro, e talvolta si lascia sfuggire, più o meno volontariamente, qualche commento.

Lorenzo, o, come dicevan tutti, Renzo [1] , sfoglia il suo quotidiano con studiata calma, manifestando solenne disinteresse.

          Una prova di civiltà e di democrazia, di forza e di ideali.

Commenta con voce udibile Prissy [2] , leggermente stizzita per la manifesta noncuranza di Renzo.

Egli chiude pigramente il giornalone più indipendente d’Italia e poi:

          Solo le persone particolarmente intelligenti s’aspettavano disordini nella manifestazione di Vicenza. A parte i messaggi vagamente criptati inviati ai compagni sia dal genio di Scandiano, sia dal tizio non dimissionario che ha detto: “avrei voluto partecipare, ma non posso”, e a parte il teatrino miserando (non mi viene un aggettivo migliore) fra governo e governo cui siamo ormai adusi, consistente nel: “io dico una cosa (ovviamente geniale), tu dici il contrario, e, comunque vada, vedrai che avremo ragione”, ci sono forse strategie più profonde.

          Strategie più profonde?? E quali sarebbero? Sentiamo. Ribatte spavaldamente Prissy.

          Troppo lungo da spiegare nel complesso: la cena si raffredderebbe. Te ne svelerò solo un paio:

         La prima: “per questa volta manifestiamo la protesta senza incidenti”, da un lato per non mettere in difficoltà il nostro governo [3] e, nel contempo, dall’altro accreditiamo oltre alle pantegane che ormai siedono sulle scranne del Palazzo, anche qualcuno dei nostri che, una trentina d’anni or sono, sarebbe finito in carcere per qualche decina d’anni, e che è rimasto impunito solo grazie alla gentile ospitalità dei francesi (e ad altro) ed ora è libero e vispo grazie all’indulto. Poi, già che ci siamo, accreditiamo anche quell’altra allegra brigata di persone perbene che sotto l’egida delle bandiere con la falcetta e il martellino vanno sotto il nome di “premiata agenzia comunista bierre”. Così, fatto il primo passo, fra non molto ce li troveremo nel Palazzo e qualche bella sala sarà dedicata a qualche eroe bierrino.

         La seconda: “dobbiamo scolpire nella pietra un nuovo principio: se non volete che sia messa a ferro e a fuoco una città, d’ora in avanti dateci spazio primario di almeno tre giorni sui giornali e alla Tv”. Parlatene bene o male purché ne parliate, dicevano i guru del mktg anni ‘70. È stato così che la topaglia migrante, pilotata dalle pantegane con funzioni di capi branco, ha zampettato a Vicenza, ben lieta dell’abbondante mescita di visibilità gratuitamente offerta dalle reti tv di ogni appartenenza, dai quotidiani indipendenti, etc. etc.

Prissy, ormai paonazza, con la voce russo-iervolinesca strozzata, interrompe Renzo:

          Non osare più impiegare il termine pantegane! Vergognati! E poi in passato, quando dicevi “muridi e pantegane” non ti riferivi agli  extracomunitari?

          Prassede [4] , forse, a causa della rabbia che ti assale talvolta quando parlo, non presti molta attenzione a ciò che dico: i muridi, topi abitanti delle fogne, hanno una connotazione precisa, vivono al buio nelle cloache, si cibano degli abbondanti liquami presenti in sito e si abbeverano all’ideologia che, ove applicata, ha reso la società come un gulag e l’ambiente come una cloaca: essi sopravvivono solo grazie alla suprema idiozia e all’ignavia degli abitanti della città sovrastante. I muridi, frotte di topi di piccole e medie dimensioni, sono governati dalle pantegane, grossi esemplari akkültürati e ben vestiti, talvolta calvi, talvolta occhialuti o barbuti: capibranco che, in questo disgraziato Paese, appoggiano il loro muso sulle scranne del Palazzo. Non vedo come possano essere implicati gli  extracomunitari: non tutti i migranti lo sono. Non aggiungo altro. Per ora.

La situazione a questo punto si è fatta incandescente: mentre Renzo diceva “per ora”, Prissy, ormai fuori di sé, ha lanciato il vaso di piantine grasse all’indirizzo di Renzo, che svelto e accorto come un contadino ventenne, lo ha scansato.

         Prassede , quando reagisci così ho la conferma tangibile di avere colpito nel segno e di essere sul sentiero giusto.

Ribatte Renzo imperturbabile, e si avvia al desco per la cena.

Meglio lasciare calmare le acque e attendere la settimana prossima.



[1] Un soggetto di campagna, un po’ ignorantello ed un po’ rozzo che, inoltre, ha il viziaccio di dire ciò che pensa.

[2] Renzo, con un poco di malizia, aveva da tempo affibbiato alla moglie, in ossequio alla sua intelligenza, lo stesso diminutivo della domestica di Rossella O’Hara di “Via col vento”.

[3] Riuscite a immaginare che sarebbe successo se al governo non ci fosse stata la connivente sinistra?

[4] L’uso del nome vero e non del diminutivo prelude solitamente allo scontro.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Fiera di San Rocco 2022

Dal 12 al 16 agosto: cinque giorni di festa, spettacoli e tanto cibo, ad ingresso gratuito! Ecco in arrivo la ultracentenaria Fiera di san Rocco,

Corso per Clown Dottori

Si parte a ottobre, ma gli incontri di presentazione del corso sono previsti il 6 e il 10 settembre L’associazione Dìmondi Clown organizza, a partire