I lavori che gli stranieri non vogliono più fare, li faremo noi.

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Vendere accendini e fazzoletti permette ad un marocchino di mantenersi agli studi e di laurearsi .
 

 

 «Ogni estate i miei fratelli tornavano dall’Italia e raccontavano meraviglie. Dicevano che c’erano un sacco di possibilità di lavoro. Io ero affascinato. Un giorno ho detto a mia madre: “Qui a scuola non ci vado più. Voglio seguirli in Italia” ».

A parlare così, è Rachid Khadiri Abdelmoula, 26 anni da Kourigba, Marocco, fresco di laurea triennale in Ingegneria, conseguita  nientemeno che al Politecnico di Torino.

Già questo la dice lunga sulle aspettative che hanno tutti quelli che nei loro Paesi d’origine  fanno la fame e che, pertanto, si imbarcano  e vanno a raggiungere questo Paese del Bengodi.

Guardandomi attorno, e ripensando anche agli anni appena trascorsi… mi riesce difficile immaginare che  tratti dell’Italia.Eppure è l’Italia, nella quale, semplicemente vendendo accendini e fazzoletti  ci si può mantenere agli studi in uno degli atenei più costosi d’Italia, il prestigioso Politecnico di Torino.

Mi chiedo come mai non si esortino le svariate migliaia di giovani disoccupati a fare questa scelta di vita… vendere accendini e fazzoletti sotto i portici  …si guadagna bene, se vogliono possono benissimo  pagare anche le costose tasse universitarie e gli altrettanto costosi testi…Che ci vuole?

A frotte, tutti quelli che hanno lasciato gli studi universitari perché troppo onerosi per la famiglia, o perché non avevano un lavoro per mantenersi agli studi, ora potranno sperare in un futuro migliore.

La  favoletta, ammannita come se fossimo tanti  lobotomizzati, da notiziari televisivi, mi entusiasma poco. Per prima cosa perché sono ancora un po’ suscettibile quando mi sento presa per i fondelli, la seconda perché immagino quali e quante agevolazioni ci hanno taciuto, concesse a  questo bel tomo, laureatosi a spese nostre, terzo, ma non meno importante, la grave, gravissima contraddizione  presente in questa  storiella edificante.

Presentando questo Rachid Khadiri Abdelmoula come un esempio da seguire,  con la “panzana” che a furia di accendini  e fazzoletti venduti si sia pagato gli studi fanno capire che ha percepito una barca di soldi, vendendo abusivamente la sua mercanzia.

Quindi se ho capito bene, si guadagna molto e ci si può permettersi anche di studiare e il problema è risolto. Rimane, sì, la piccolezza che è un evasore, questo venditore ambulante di mercanzia, a qualcuno verrà anche l’idea che debba essere perseguito, come il negoziante che non fa lo scontrino, e che i solerti controllori multano, e la legge punisce, fino alla chiusura per qualche giorno… e che, comunque,  paga fior di tasse, per svolgere la propria attività commerciale.

Piccolezze dai… la legge vale per i poveri disgraziati di commercianti italiani, non per tutti.

Una speranza c’è, per  i milioni di disoccupati, ai quali non si potrà negare di improvvisarsi venditori,  non solo quelli che  hanno prospettive di riprendere gli studi, ma anche quelli che  sono padri di famiglia disoccupati, esodati, cassintegrati… e via dicendo. Per non parlare dell’incremento degli arrivi dall’altra parte del Mediterraneo…in Italia non verranno certo più a fare “i lavori che gli italiani non vogliono più fare” come recita il qualunquistico slogan pro immigrati… verranno, e si laureeranno, mantenendosi con  il lavoro assai redditizio di venditori di accendini e fazzoletti.  E i lavori che gli immigrati non vorranno più fare li faranno gli italiani.

 

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