I Lamponi a Barigazzo sono “d’argento”

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Infatti per la 25° volta si rinnova l’appuntamento con Hewo Modena dall’11 al 15 agosto nel nome della solidarietà

 

Quest’anno compie 25 anni  la Festa dei Lamponi organizzata dal gruppo Hewo Modena a Barigazzo, ospitata presso la sede della Sorgente Fabbriche del Benessere. A partire dalle ore 18.30, da martedì 11 a sabato 15 agosto, i volontari, i tantissimi giovani e i giovanissimi che gestiscono la cucina e il servizio a tavola, presenteranno le specialità della montagna: borlenghi, crescentine, ciacci, frittelle di castagna, polenta stesa con la novità del “gnocco fritto con il buco”. L’aria è quella fresca della montagna, ma l’ambiente è caloroso perché la solidarietà aiuta a stare bene insieme. Tutto il ricavato della Festa dei Lamponi servirà a finanziare i progetti di sviluppo che Hewo Modena sostiene in Etiopia ed Eritrea, dove dal 1970 hanno scelto di vivere Franca e Carlo Travaglino, condividendo i dolori e le sofferenze degli ammalati di aids, lebbra e tbc con l’impegno non di portare conforto, ma di cercare con loro il riscatto e il reinserimento sociale. Infatti l’impegno prioritario resta la capacità di dare autonomia e capacità di autogestione alle comunità autogestite che i coniugi Travaglino hanno contribuito ad organizzare, coinvolgendo gli stessi ex ammalati per costruire e gestire ambulatori, ospedali, scuole, laboratori, per introdurre coltivazioni agricole e tecniche di trasformazione dei prodotti. Le stesse persone che in passato hanno goduto degli interventi socio-sanitari dell’Hewo, attualmente si fanno carico di fornire le stesse opportunità a coloro che sono in stato di necessità.

Fra i progetti che attualmente impegnano l’associazione, c’è il progetto per la comunità di Quihà Makallè di una stalla con allevamento di bovini come alternativa alla pastorizia finora praticata e per fornire latte alle oltre quattrocento persone che sono quotidianamente da sfamare, che gravitano attorno all’ospedale e alle attività sociali che vi si svolgono. La stalla si aggiunge al sistema di conservazione di frutta e verdura (realizzato negli anni scorsi per conservare i prodotti agricoli e iniziare lo sfruttamento dei fichi d’india, papaja e arance), al panificio, al pastificio, al laboratorio di maglieria, alle scuole di ceramica, di falegnameria, di sartoria, l’allevamento di galline.

A Garbo oggi funzionano un ambulatorio, attivo 24 ore su 24, una scuola materna e elementare, un campo agricolo dotato di pozzo, pompa e centralina elettrica a gasolio. Qui sono stati consegnati un forno, un mulino e attrezzature per la trasformazione di pomodori e verdure, insieme a un trattore. I volontari di Hewo Modena trascorrono periodi presso le comunità per insegnare a usare le macchine, a ripararle, a condividere il tentativo di impiantare una agricoltura capace di offrire lavoro e sostentamento alla comunità. Ai momenti formativi partecipano anche persone dei villaggi vicini, così che di fatto è nata una scuola di agricoltura.

Hewo Modena, i coniugi Travaglino e le comunità locali sono oggi impegnate nello sforzo più grande: creare in loco forme aggregative e una cultura di cooperazione che sappia davvero determinare una crescita di autonomia, con una declinazione del volontariato che non è più introdotta dall’esterno, ma diventa ricchezza ed espressione della comunità. Qualcosa già si muove.

A Makallè c’è già un’associazione di giovani volontari che vanno nei villaggi per aiutare le madri in difficoltà. “Aiutiamoli ad aiutarsi” dicono all’Hewo. Occorrono i beni materiali, occorrono le cose, ma c’è altrettanto bisogno di cultura, sapere, conoscenza e sono cose che non si esportano, ma si condividono.

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