I guai giudiziari di un ex assessore

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La trasparenza sulla probità dei personaggi pubblici in generale e degli amministratori locali in particolare è un dovere del giornalista e un diritto del cittadino art. di Alex Scardina

 

Oggi parleremo di Antonio Francesco Orlando.

Chi è costui? 51 anni, noto dentista operante a Vignola, già assessore alla sanità ed al bilancio, in quota comunisti italiani, con la giunta di centro sinistra capitanata dall’ex sindaco Adani, dal quale, ufficialmente per ragioni tecniche, venne costretto alle dimissioni.

 

Fin qui nulla di anomalo, ma proseguiamo nella stesura della biografia. Nel 2009 torna in campo, sì, come candidato sindaco della lista “Libertà e futuro”, movimento nato in Romagna e orientato nell’area di centro destra. Un bel salto della staccionata! Immediatamente il sottoscritto documentò, per la Gazzetta di Modena, come quasi tutti i candidati non fossero residenti a Vignola e come ben 11 esponenti di “Libertà e futuro” fossero legati alla loggia massonica bolognese “la felsinea”. Addirittura era candidato consigliere lo stesso Gran Maestro Giovanni Menna. Si trattava quindi di una vera e propria lista di massoni, e Vignola divenne laboratorio politico italiano. La lista (il cui nome ricorda il movimento politico finiano di “Futuro e Libertà”) prese solo 1,1% e 150 voti.

 

Ma il nome di Orlando tornò alla ribalta pochi mesi dopo, novembre 2009. Infatti il dentista bolognese e residente a Casalecchio di Reno venne accusato di tentata estorsione. Fino a pochi giorni fa tutto era avvolto nell’oscurità. Ciò che si sapeva è che probabilmente l’ex assessore aveva tentato di estorcere denaro ad una agenzia che si occupa di pratiche d’auto e che il tutto risalirebbe proprio al mese di giugno 2009, quindi proprio al periodo delle amministrative 2009.

 

Finalmente, dopo oltre un anno, siamo stati messi al corrente di alcuni particolari in più. Orlando, dopo essere stato sottoposto a arresti domiciliari e obbligo di firma, in questi giorni è stato rinviato a giudizio (significa che nel corso delle indagini sono stati raccolti elementi a sostegno dell’accusa, ndr) assieme ad un rumeno, suo conoscente, il 30enne Mihai Piscaru, ora latitante. Il processo è stato fissato per ottobre. Come detto sopra, la vicenda era nota solo per sommi capi; dalle indagini preliminare condotte dal Gip Donati, è emerso come in due occasioni Orlando avrebbe minacciato il titolare dell’agenzia pratiche auto chiedendo 8 mila euro. L’ex assessore si è difeso sostenendo che quei denari erano a lui dovuti per prestazioni mediche e rinnovi patenti. Peccato che, secondo l’accusa i due avrebbero minacciato il titolare dicendo dacci i soldi «altrimenti ti metto le mani addosso a te e a tua moglie e incendio il tuo ufficio e la tua casa». Se è vera la tesi della difesa, perché andare in due a reclamare soldi? Perché non venne denunciato l’accaduto da Orlando? Perché minacciare familiari e attività lavorativa? Sarebbe interessante ricevere risposta a queste domande. Intanto attendiamo il processo convinti che, come i funghi peggiori, Orlando rispunterà facendo nuovamente parlare di sé.

 

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