I giovani vedo che si stanno facendo largo nelle varie forze politiche.

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Giovanni Giovanelli, 29 anni, assessore alle politiche giovanili e allo sport del Comune di San Felice è un altro giovane politico della nuova generazione. Al suo primo incarico in Giunta si sta facendo valere per le innumerevoli iniziative promosse. Gruppo di appartenenza? Ovviamente Ds.

Giovanni Giovanelli, 29 anni, assessore alle politiche giovanili e allo sport del Comune di San Felice è un altro giovane politico della nuova generazione. Al suo primo incarico in Giunta si sta facendo valere per le innumerevoli iniziative promosse. Gruppo di appartenenza? Ovviamente Ds.

 

Giovanelli, tu, Malaguti a Camposanto, d’Aiello a Finale, seppur ancora giovani avete un posto importante nell’amministrazione del  vostro paese. Non siete comunque pochi? Non servirebbero politici magari meno esperti ma più rampanti per rilanciare il paese?

 

Nella politica non è per niente facile muoversi. Ci sono momenti in cui sembra tutto immutabile, ma l’inesperienza dei giovani ha i vantaggi dell’incoscienza e dell’assenza dei vecchi rancori…. Se si riuscisse ad unirli con quella sana passione di fare politica sarebbe un mix vincente. Intendendo sempre per politica l’antico interesse per la cosa pubblica.

 

La stragrande maggioranza dei giovani amministratori proviene dall’ala Ds. Oltre all’importanza numerica del partito credi che ci siano altri motivi per cui voi riuscite a sfondare e tanti altri giovani no?

 

Mi sembra che il vanto maggiore dei Ds siano le quote rosa, non decantate, ma reali. I giovani vedo che si stanno facendo largo nelle varie forze politiche. Credo sia anche una naturale conseguenza della politica di dequalificazione del mondo della scuola e dell’università e soprattutto delle minori tutele nell’entrata nel mondo del lavoro. Meno tutele ci sono per i giovani e più essi cercheranno di fare sentire la loro voce. Penso si raggiungerà un nuovo equilibrio fra le diverse fasce d’età.

 

La Bassa in questi giorni è al centro del caso-Cispadana. Da cittadino, oltre che da politico, ritieni sia un’opera importante per il rilancio economico o sono altre le azioni da intraprendere?

 

Se il punto di vista è il rilancio economico penso sia semplicemente vitale che passi nella nostra Unione di comuni un’autostrada. Per noi giovani e per la mobilità penso sia innegabile un immediato vantaggio, San Felice dista almeno 40 chilometri dal più vicino casello autostradale, in qualsivoglia direzione ci si debba spostare. Le occasioni e condizioni di studio, lavoro e divertimento sicuramente migliorerebbero vista la riduzione delle distanze e dei tempi di percorrenza verso Ferrara e Reggio, ma anche Modena e Bologna, che si stavano lentamente allontanando… Da tenere ben presente è l’impatto ambientale: qualche comune gioverà del fatto che non ci saranno più code di auto e camion ai semafori, qualche comune (come il mio) vedrà cambiare il paesaggio per diversi chilometri e subirà un traffico prima inesistente. Da cittadino dell’Emilia Romagna credo sia comunque prevalente l’interesse di Modena e Bologna di non avere il traffico perennemente bloccato.

 

Da giocatore di pallavolo e da assessore allo sport non si può non chiederti un giudizio sullo tsunami del calcio legato alle intercettazioni telefoniche.

 

Se è vero che l’esempio viene dall’alto e che i modelli per i giovani sono fondamentale, credo che questa volta non si possano più chiudere entrambi gli occhi. Sono anni che tutti dicono che il mondo del calcio è gravemente malato. Questo fa male allo sport che dovrebbe avere un alto valore educativo. Un mondo che sempre manterrà la grandissima forza della passione dalla sua parte, basta qualche colore e qualche momento emozionante per riconciliarlo con i suoi tifosi e i suoi simpatizzanti che chiedono solo un minimo di rispetto.

 

A San Felice, come in tanti altri Comuni d’Italia, centrodestra e centrosinistra sono spesso opposti anche per motivi banali, legati più all’ideologia che al bene del paese. Non sarebbe talvolta il caso di usare anche tra di voi quello che oggi viene chiamato concertazione?

 

Per quella che è la mia breve esperienza credo che il dialogo con una parte del centro destra sia possibile. E preciso, con quella parte che agisce secondo le proprie convinzioni per migliorare la situazione. Vedo difficile un rapporto con la Lega Nord, i cui rappresentanti sembrano pronti solamente a distruggere. La cultura europea è rispetto delle culture e d
ella loro storia.

 

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