I giorni dell’Antigone

Condividi su i tuoi canali:

In attesa e in previsione di incontrarLa a Fiorano modenese (domenica 13 maggio 2007), abbiamo rivolto alcune domande a Dacia Maraini. Ecco l’intervista

Lei è nata e si è formata in una famiglia che ha sempre creduto nella lettura, nella cultura e nei veri valori civili e nella democrazia. Quale è stata l’influenza esercitata da suo padre ?

 

“ Mio padre mi ha insegnato prima di tutto ad amare i libri e la lettura. Poi credo che il suo sguardo da antropologo sia stato un grande insegnamento per me e il mio rapporto con la scrittura. Ricordo che avevo sei anni quando mi ha detto : ricordati che le razze non esistono, esistono le culture. Questo è stato un grande insegnamento. Soprattutto se si pensa che erano gli anni in cui il razzismo trionfava in tutta Europa. D’altronde, la scrittura era di casa nella mia famiglia. Prima di mio padre, mia nonna Yoi scriveva romanzi di viaggi. E prima di lei, una trisnonna, Cornelia Berkeley, era autrice di storie per bambini. Si può parlare di una vera e propria tradizione di scrittura al femminile”.

 

La sua è una vita di impegno sul fronte della scrittura (narrativa, teatrale, poetica e giornalistica) . Alcuni scrittori ( da Gunter Grass a Thomas Mann) sostengono che lo scrittore non può scegliere liberamente i suoi soggetti. E’ d’accordo? Cosa ne pensa ?”

 

:” Sono d’accordo che i soggetti di un romanzo non si scelgono, perché sono loro che scelgono noi. Per me sono i personaggi che vengono a chiedere di essere raccontati. Mi sento più vicina a Pirandello che a Thomas Mann. L’idea dello scrittore demiurgo che sta al di sopra delle cose come un piccolo dio onnisciente e decide in astratto gli argomenti che vuole trattare mi pare presuntuosa e irreale. Lo scrittore deve avere l’umiltà di ascoltare le loro storie, che narrano i suoi personaggi,  cercando di capirli prima di giudicarli”.

 

 Lei scrive di una televisione che ha deviato lo sguardo dalla realtà e ha, addirittura, “inventato un Paese di divi e di mistificazioni che non corrisponde assolutamente alla realtà”. Eppure la televisione ha annullato l’analfabetismo in Italia, ed è diventata il punto di riferimento di adulti e bambini, condizionando la loro capacità di percepire la realtà e  di sviluppare un proprio senso critico. La televisione viene usata, sempre più, come educatrice. Non crede che alla base di ciò ci sia il decadimento del valore della famiglia?

 

 “ Non c’è dubbio che la famiglia è in grave crisi. Alla vecchia famiglia patriarcale non è stata trovata una sostituzione . Ci si limita ad arrangiarsi con nuove forme di convivenza allargata,. I matrimoni doppi, tripli, quadrupli,  ormai sono una consuetudine, ma non si sono elaborati dei valori da sostituire a quelli vecchi della famiglia piramidale basata sul capo maschio con sotto la moglie e i figli. Nuovi modi di vivere la famiglia non possono essere lasciati al caso, alle iniziative delle coppie, che poi sfociano in conflitti terribili senza una elaborazione approfondita di tutta la collettività. E mi pare che questo manchi. La chiesa non aiuta, perché, invece di riconoscere la realtà, la nega. Le istituzioni politiche vivono di incertezze e paure. I grandi mezzi di informazione-comunicazione poi, o rappresentano una stupida e assolutamente falsa “gioia di vivere” che, in realtà, si trasforma in gioia di vendere e di comprare, oppure si dedicano al rimpianto del passato nelle forme più retrive. Manca la voglia di costruire un nuovo tipo di famiglia, con tutte le sue contraddizioni e le sue difficoltà , ma lontana cento miglia da quella patriarcale, una famiglia dove entri anche l’omosessualità, dove entri la convivenza fra figli di padri e madri diverse, la convivenza pacifica e rispettosa di amori vecchi e nuovi”

 

Perché il titolo “I giorni dell’Antigone” ?

 

“Perché Antigone è l’eroina della pietà, perché lei è dovunque si pratichi la disobbedienza civile . Le Antigone di oggi, ad esempio, sono i volontari, sono tutti coloro che lavorano per la pace. Quello che mi è sempre piaciuto in Antigone è la sua capacità di disobbedire senza usare l’aggressività e la violenza. Antigone non getta bombe, non usa il coltello o la spada. Antigone seppellisce il corpo morto del fratello perché, come lei dice, la legge dell’amore dettata dagli dei è più forte di quella della città dettata dal governatore.

A me piace questo essere coraggiosi, combattere le ingiustizie e le prepotenze senza usare altre prepotenze, senza fare del male agli innocenti, senza ferire e bruciare, colpire e uccidere, solo con atti di indignata pietà. E  non si trattava di atti puramente simbolici, perché Antigone sapeva benissimo di rischiare la vita. Antigone disobbedisce ma senza nuocere ad una mosca. E’questo che mi piace e vorrei fosse un esempio per tutti coloro che
desiderano cambiare il mondo. La violenza non serve, servono azioni di esempio, servono gesti quotidiani di compassione e di amore”

 

Anche in questo Suo ultimo libro, in tutte le quattro sezioni, in particolare nella seconda e nella terza, Lei denuncia soprusi internazionali e italiani contro le donne e i  bambini, contro gli animali e le piante, l’ambiente. Che cosa è stato fatto e che cosa resta da fare a favore delle donne, in difesa e a tutela degli animali e dell’ ambiente ?”

 

 In questo libro , parlo di donne, di bambini sfruttati e violentati, di animali ed ambiente. Prendendo lo spunto da fatti di cronaca, porto alla luce i diritti umani negati  e cerco di dare voce al silenzio delle donne, alla tragedia dell’infanzia, a quel disagio della civiltà che, nella nostra età del malessere, sempre più sembra rivelarsi nel corpo come parola-chiave del tempo. Con le parole cerco di raccontare i fatti, con le parole tento di ragionare e di convincere chi legge, per condividere con lui/lei la scoperta continua di una tensione etica che sta dentro le cose, dentro i rapporti, dentro la storia, che stiamo attraversando.

Questo libro esce in un momento di confusione e di incertezza del nostro Paese, che patisce una lacerazione dolorosa e amara. Il nostro è un Paese diviso, si dice, un Paese amaramente spaccato in due monconi. Ma cos’è che divide l’Italia ? Con questo libro posso solo fare delle ipotesi. Posso ragionare. Per quanto riguarda le donne, distinguerei tra la piccola Europa, certamente molto avanzata e i paesi che la circondano. Il nostro è  un giardinetto assediato dalla giungla che tende a mangiarselo. Non possiamo parlare delle nostre conquiste senza tenere conto dei rapporti che, quotidianamente, si presentano con il mondo “altro”, che sta lì a poche centinaia di chilometri .

Penso alla Nigeria o ai paesi dell’Est, che esportano fondamentalisti e schiavi sessuali, che tolgono i diritti alle donne, che lapidano le adultere.

Nel mondo globalizzato di oggi, l’Europa non può restarsene fuori.

Da un punto di vista legale, le donne, da noi, hanno raggiunto la  parità, ma sul piano del costume ci vuole molto più tempo. Quando negli anni Settanta, viaggiavo in Africa con Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini , le donne erano molto libere, non esisteva la sharia. Oggi, si è tornati al medioevo. Per quanto riguarda l’Italia, si è fatta una riforma sbagliata della scuola, che ha riportato in auge il clericalismo e aiutato la scuola privata ai danni di quella pubblica, si è fermata la ricerca universitaria, c’è stato un avvicinamento alle posizioni della Chiesa più retrograda e conservatrice. . Le novità non vanno rifiutate, ma affrontate e gestite.  La progettualità del futuro passa per il ventre femminile. Per questo, la donna è al centro di ogni atteggiamento integralista, di controllo della riproduttività. Bisogna battersi per la contraccezione, per il lavoro femminile, contro lo sfruttamento del nudo di donna in ogni tipo di pubblicità. Dobbiamo smetterla di decapitare la donna: ha una testa che funziona. E molto bene.

Per quanto riguarda la natura amica, voglio ricordare che ho convissuto, per tutta la vita, con cani, gatti, uccellini non in gabbia ma liberi, con cavalli, con un anatroccolo, con una capretta. Le piante che ho curato e che contemplavo nel loro nascere, mi sono necessari ed hanno accompagnato tutte le giornate della mia vita. D’altronde, il mio ultimo romanzo, “Colomba”, credo che dimostri con evidenza il mio interesse, la mia passione per tutto ciò che è natura, pur non nascondendomi le insidie, i pericoli, le minacce, che, a volte, la natura nasconde.

Non sempre la natura è amica dell’uomo. Spessissimo, però, sempre più spesso, la natura diventa nemica dopo che l’uomo l’ha inquinata, devastata, rovinata e calpestata, come stiamo vedendo con gli incendi di foreste, che provocano rovinose valanghe, con l’imbrigliamento e la cementificazione dei fiumi, che provocano catastrofici allagamenti e inondazioni o anche il riscaldamento dell’atmosfera, che fa sciogliere i ghiacciai”

 

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Leva obbligatoria

La politica italiana gioca ai soldatini senza nemmeno sapere le regole del gioco. La politica italiana conferma la sua impreparazione sui temi militari e questa