I giorni del silenzio

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Cinque anni fa esatti, alle ore nove, entravo in sala operatoria, un piccolo banale intervento alle corde vocali, così banale  che, per quanto fossi prima nella lista, fui operata solo alle 15, 30 dello stesso giorno. Erano, infatti,  sopravvenute molte urgenze.

Tutto andò per il meglio, compresi gli esami successivi.

Fu perfino divertente trascorrere in assoluto silenzio i seguenti dieci giorni, con il fitto scambio di bigliettini  con mio marito e con la bambina, bigliettini  a volte brevi, a volte lunghetti, li conservo tutti, come conservo, materialmente, e nel mio cuore, ogni parte del mio passato, ogni cosa, fin da bambina, scontrandomi talvolta con opposti ( e giusti) pareri in famiglia, per questioni di spazio, soprattutto. Senza considerare che, ad esempio, è difficile spiegare l’utilità di un biglietto del Museo del Cinema di Torino, o l’annotazione dei vari pedaggi pagati in un lungo viaggio nel sud della Francia. o un bigliettino della spesa al quale una mano infantile spiritosamente aggiunse Barbie e Ken in Spiaggia.

A parte questo, in quei giorni di silenzio forzato, ho apprezzato infinitamente sia il dono della parola, sia il dono della salute, in senso lato.

Sono credente, senza fondamentalismi e senza leziosità, e non ho assolutamente problemi a scrivere quali furono le mie prime parole, dopo quel lunghissimo silenzio, parole che scelsi di pronunciare in solitudine,  dopo aver accompagnato la bambina a scuola.

Forse per la prima volta nella mia vita di tiepida cristiana, recitai, con la mia voce appena un po’ mutata rispetto a prima, il Padre Nostro, condividendone ogni  profonda parola, sentendomi, anche qui per la prima volta forse, in grado di capire la sofferenza degli altri. Il mio pensiero, allora come ora, è per chi ha avuto minore fortuna, in una piccola banale operazione, e in altre cose riguardanti la salute.

Rivolgo a loro un augurio particolare, lontano dagli schemi e dai riti imposti da queste festività.

Un augurio per avere, dentro di sé, le risorse cui attingere, giorno per giorno, anche se costa uno sforzo grandissimo,  celato orgogliosamente agli occhi del prossimo. E l’augurio, ancora più importante, di avere comunque accanto chi sappia capire e condividere, con affetto e rispetto, tutto questo.

Maria

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