I fatti di Roma

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di Alberto Venturi

“”I fatti di Roma””    

Non è un temporale a ciel sereno. Era tutto preventivabile, ma noi siamo quelli del giorno dopo: un po’ Pilato e un po’ coccodrilli. Riusciremo mai ad arrivare il giorno prima?

 

C’è un’inchiesta dello scorso anno che descrive ‘l’internazionale degli ultrà’. L’Italia è il crocevia della guerriglia che sta crescendo attorno al calcio; 88 club di ultrà nostrani hanno allacciato rapporti con altrettanti europei, spesso di estrema destra o sinistra. Tutti contro le forze dell’ordine, pronti a spostarsi dove c’è da menare le mani. Quindi i fatti romani non sono un temporale a ciel sereno, vedi l’indegna gazzarra del capo tifoso che tratta alla pari con squadre e forze dell’ordine. Ma l’Italia è il paese del giorno dopo e le dichiarazioni denotano il fallimento delle istituzioni. Ecco alcune pillole:

1) Chissà se Questore e forze dell’ordine sapevano che la Barcaccia è opera del Bernini, non avendo colpevolmente pensato a difenderla?  Chissà se qualcuno di questo chiederà conto?

2) La polizia di Rotterdam annuncia una grossissima inchiesta: “Stiamo guardando le foto una per una, stiamo controllando i video e qualsiasi altra informazione. Si tratta di documentazione nitida, e siamo sicuri avremo molti dei loro nomi molto, molto presto”. In Italia non riusciamo?

3) Il Questore di Roma è convinto di avere operato al meglio, evitando che si accendesse una battaglia. Traduco: a Roma è impossibile garantire l’ordine; meglio di così non si poteva fare e allora non si faccia per niente: si chiudano stadi e campionati.

4) Perché i tifosi fermati e arrestati sono tutti volati in Olanda nelle ore immediatamente successive?

5) La società sportiva del Feyenoord se ne esce con un comunicato nel quale si afferma: “”Da un lato siamo orgogliosi per la prova della squadra, dall’altro proviamo disgusto e vergogna per il comportamento riprovevole di un branco di senza cervello. Allo stadio però è andato tutto bene”. “”Prendiamo le distanze, ma non è un problema che i club possono risolvere””. “Siamo responsabili di come le persone si comportano nello stadio. Per l’organizzazione dell’Olimpico abbiamo lavorato duramente per settimane e tutto è stato eseguito alla perfezione”. Se non è un problema loro perché mai dovrebbe essere nostro? Feyenoord fuori dalle competizioni internazionali dieci anni!
7) L’ineffabile sindaco Marino (sparare su Alfano è come sparare sulla Croce Rossa) dichiara: “”Chiederò al ministro se, visti gli ultimi fatti, Roma è sicura anche in tema di terrorismo. È evidente che ieri abbiamo dimostrato che è insicura. Ho in mente il momento in cui il presidente Obama ha chiesto al nostro paese di visitare il Colosseo. Improvvisamente tutte le forze dell’ordine si sono date da fare affinché non ci fossero venditori ambulanti e abusivi che vendono bottiglie di birra in ghiacciaie nascoste negli anfratti vicino al parco archeologico”. I venditori abusivi, compresi quelli di birra che hanno super alimentato i tifosi olandesi nonostante il divieto di vendere alcolici, sono un problema suo, non di sicurezza nazionale ed è colpa dell’amministrazione capitolina se Roma è un mercatino dell’illegalità minuta (oltre che di quella organizzata).

8) Il rpesidente della Figc Carlo Tavecchio che s’impegna a ripagare parte del danno è la dimostrazione della schizofrenia che colpisce i vertici del calcio, come se dietro tutto questo non ci fosse la loro ignavia.

Qui non è solo questione di tifosi; anche nel calcio abbiamo problemi strutturali del sistema paese che ci impediscono una qualsiasi efficacia e non ci risparmiano neanche le inutili coccodrillesche dichiarazioni del giorno dopo. Se vi sembro essere stato qualunquista e accidioso è vero; ma questi qui hanno l’aggravante dei futili motivi perché il calcio dovrebbe essere uno sport, soltanto uno sport.

 

di Gianni Galeotti

Ciò cui abbiamo assistito nel pre -partita  Roma -Feyenoord  è una dimostrazione di inadeguatezza e di impotenza che va oltre il fatto calcistico…

 

 

 Sinceramente, e senza retorica, più che dei tifosi olandesi ubriaconi che non dovevano essere nemmeno fatti arrivare in centro a Roma, e che sicuramente, ancora prima di sfiorare la barcaccia di Piazza di Spagna, avrebbero meritato di ricevere una bella lezione preventiva, insieme ai loro complici venditori abusivi di alcolici, indigna e preoccupa come la questione sia stata gestita, o meglio mal gestita o non gestita, a tutti i livelli istituzionali. Prima, durante e dopo i fatti più eclatanti di Piazza di Spagna.

 

 

 Oggi a chiedere scusa ai Romani, a Roma e all’Italia intera per lo sfregio e l’offesa ricevuta, dovrebbero essere prima di tutto i massimi livelli istituzionali e di governo, locale e nazionale. Elementi di un sistema che in occasioni del genere dovrebbero funzionare come un corpo unico, compatto e sinergico, nell’obiettivo comune di difendere, reprimere, ma prima di tutto prevenire, fatti del genere. Tutto questo invece non c’è stato. Per questo, tutti coloro che erano e sono coinvolti nel sistema della sicurezza, anziché battibeccarsi scaricandosi a vicenda le responsabilità, dovevano unirsi in un corale ‘mea culpa’. Un mea culpa del Sindaco Marino, primo responsabile della Polizia Municipale, e primo responsabile del degrado urbano in cui versa la capitale invasa ogni giorno da migliaia di venditori abusivi che per l’occasione si sono abilmente trasformati in distributori fuori legge, ed impuniti, di bevande alcoliche. Mea culpa del capo della Polizia che ha un bel da dire di avere evitato il morto. Lui doveva ed aveva la possibilità ed il dovere, di evitare, come normalmente accade in occasione di cortei e manifestazioni, che quei gruppi di balordi, ben identificati ed identificabili, raggiungessero, ed anche solo percorressero, le vie e le piazza del centro, mettendo a repentaglio l’ordine e la sicurezza pubblica di migliaia di persone. Più che l’avere evitato il morto doveva evitare preventivamente (e c’e
rano tutte le possibilità di farlo), il crearsi delle condizioni che hanno generato una situazione esplosiva in cui il morto poteva oggettivamente scapparci.

 Fa davvero arrabbiare l’ascolto di dichiarazioni di poliziotti romani, a cui va davvero tutta la solidarietà, obbligati ad assistere senza potere agire, dalle scalinate di Piazza di Spagna, allo scempio che si stava perpetrando davanti a loro, ai danni della loro città e della bellezze eterne. A dovere reprimere, per ordini superiori, il naturale e professionale istinto di frenare fisicamente l’azione di tali delinquenti. Fa arrabbiare vedere un Ministro dell’Interno che nonostante l’ennesima figuraccia istituzionale, è ancora seduto sulla poltrona di Vicepremier. Ed è altrettanto irritante avere un Presidente del Consiglio che di fronte a questi fatti non è riuscito ad esprimere altro che una condanna di maniera e ad avanzare solo una richiesta di scuse all’indirizzo degli Holligans che detta così suona come una beffa. Ben che gli vada, a Renzi, arriverà una pernacchia come risposta. L’Italia e la grande bellezza sono state offese prima di tutto da chi aveva il dovere di difenderle e di tutelarle dallo sfregio e dal disprezzo, dall’inciviltà e dalla barbarie culturale e morale e non l’ha fatto. L’Italia merita chi porta con sé l’amore per il proprio Paese, l’orgoglio di essere italiano e di essere chiamato a difenderlo agli occhi del mondo. Cosa che ancora una volta non è stata dimostrata né dal Sindaco di Roma, né dal Presidente del Consiglio né dal capo della Polizia. Massime cariche istituzionali che anziché chiedere scusa ed ammettere gli errori, si sono messi pure a litigare a distanza tra di loro, come ragazzini indispettiti. scaricandosi a vicenda le responsabilità e dando non solo dell’Italia, ma anche del suo establishment politico, un’ulteriore pessima immagine. L’Italia merita molto, molto di più, di questi personaggi per vedere garantita la propria sicurezza

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