I fagioli nel naso e la morte del tiranno

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Pur lasciando all'esercizio della propria libertà la sperimentazione dell'uso dei fagioli, anche questa settimana Maria ci propone un suo sapido articolo di cui consigliamo la lettura

Il grande rumore, lo scompiglio creato dalle minacce di morte ricevute da Berlusconi, in particolare ad opera di un gruppo di esaltati su Facebook, non accenna a diminuire, anche se di fatti clamorosi  la cronaca  non è certo  avara. Da battute, più o meno opportune, più o meno riportabili, certe persone sono passate a ben di peggio. A questi soggetti, facili a passare dalle invettive  alle minacce, giova ricordare, se qualcuno fra loro l’avesse dimenticato, che nessuno merita di essere ucciso, e nemmeno di subire minacce in tal senso. Doveroso quindi l’oscuramento del gruppo e assolutamente necessarie le indagini.

Ma,  indipendentemente dalla gravità, e dalla effettiva pericolosità, delle minacce stesse, mi sono ritrovata a  pensare a ciò che accadde al mio vecchio e caro insegnante di Diritto, al quale, quando era un  bimbetto di quattro anni, la nonna, sgranando i fagioli, disse di non metterseli mai nel naso. Pur in possesso un brillante curriculum  riguardo a monellerie  già attuate e in fieri, non gli era mai venuta un’idea simile. Così pensò bene, non appena la vecchietta voltò le spalle,  di riempirsi entrambe le narici…riuscendo a finire  all’ospedale, per un fagiolo che malauguratamente era andato troppo su e nessuno era stato capace di togliere.

Così, secondo me, dando troppo spazio, sui giornali e nei notiziari televisivi, a iniziative di questo infimo livello, si corre un grave rischio. E, a rischiare, e molto, oltre al diretto interessato, sono sia i sostenitori di Berlusconi, sia i suoi detrattori. Il rischio per i suoi amorosi e acritici sostenitori, è che, continuando a parlarne, montando anche ad arte certe minacce,  si può davvero dare un’idea a cerebrolesi, facinorosi, terroristi e  delinquenti vari,  e in generale a tutti quelli che  ritengono l’eliminazione fisica una cosa normale e fattibile, in particolare quella di un avversario politico.

Quindi i titoli a nove colonne [1]oltre all’utile effetto di far vendere copie, sia chiaro, possono essere una vera e propria istigazione, imprudente quanto quella della vecchietta di cui sopra, a compiere gesti assurdi ed estremi. Quindi perderebbero il loro idolo politico, il loro punto di riferimento, la loro guida, il loro capo.

Ma il rischio, ancora più grande, è per i suoi detrattori, per tutti  coloro che, da quando, sedici anni addietro, “scese in campo” non hanno risparmiato a Berlusconi critiche, insulti, derisioni, persecuzioni,macchinazioni varie, accuse di ogni tipo. Incoraggiando e fomentando la più becera delle opposizioni, quella che desidera appunto l’eliminazione fisica dell’avversario, rischiano, grandissimamente, che un eventuale gesto simile faccia di lui un martire, del quale ricordare solo le cose positive, passando al vaglio largo tutte le azioni meno elevate e degne, dimenticandole. Così, come l’assassinio di Dallas che, nella sua terribile crudezza e viltà, uccise un presidente giovane e amatissimo, tuttavia non immune da errori politici e strategici, consegnando John Kennedy alla Storia, in  certo senso preservandone l’immagine, prima che commettesse altri errori, dicono cinicamente gli storici.

Se accadesse per Berlusconi,  i suoi  detrattori assisterebbero, impotenti, alla sua beatificazione… la Storia coprirebbe con la polvere dell’oblio i festini, le frequentazioni mercenarie, la spregiudicatezza negli affari, la vendita di Kakà, le telefonatine hard a questa e a quella, le amnesie sul possesso di certe tessere…lasciando, oltre all’immagine fulgida di un martire, quella di un uomo politico decisionista e capace, che ricostruì l’Abruzzo martoriato, che realizzò finalmente il M.O.S.E., costruì il Ponte sullo Stretto, fermò l’immigrazione clandestina, ripulì Napoli dalla spazzatura, ricondusse a più miti pretese la Sinistra, che dominava incontrastata da sessant’anni, riformò la Giustizia etc etc. Ho messo qui cose fatte e cose che sono ancora progetti, ma innegabilmente Berlusconi lascerà traccia del suo operato, nella politica e nella vita sociale del nostro Paese.

Non credo che questa beatificazione sia quello che i suoi avversari vogliono.

Ma, a parte questo, sembra,che qualcuno stia  dimenticando che siamo in democrazia e che tutto, in democrazia, si può e si deve risolvere con il voto, anche le velleità autoritarie di qualche politico o di qualche partito, ammesso che ce ne siano.

Inoltre, trovo oltremodo fuori luogo certi arditi paralleli, con la “morte del tiranno”…scomodando Mirsilo, Giulio Cesare, Mussolini…con tutto il rispetto, statisti e “tiranni” di ben diversa statura e mi guardo bene dal limitare il confronto alla statura fisica. A Mussolini anch’egli Cavaliere, Berlusconi viene sovente accostato.

Lo trovo piuttosto inopportuno e riduttivo per il primo.

Anche gli slogan più esaltati, tipo “Chi ci guida e ci conduce? Chi ci da la luce? IL DUCE!”  etc,  e i rituali di cui si occupava Starace, come l’esortazione “saluto al Duce!” etc, appaiono elogi assai sobri  se confrontati  alle 
strofe “Nobile e giusto,/ Tu ci piaci per questo,/ Sei il pensiero che ci guiderà!/ Il sogno riparte da qua,/ diventa realtà,/ perché Silvio…/ Silvio forever sarà!”” e al fatto che  nelle feste a  Palazzo Grazioli  e a Villa Certosa  le graziose ospiti lo salutassero  facendo la “ola” al canto di “”Meno male che Silvio c’è””.

Ma, a parte l’umorismo involontario che queste cose creano attorno al personaggio,  non vedo analogie.

Siamo seri.


[1] http://www.funize.com/Il_Giornale/2009/10/15

  http://www.funize.com/Libero/2009/10/18

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