I DICO a Modena

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Stiamo assistendo ad una campagna mediatica che ci vuole far credere, a dispetto della realtà, che le coppie di fatto siano un numero considerevole e che, quindi, il  fenomeno debba essere governato ed ordinato anche dallo Stato. 

Mercoledì 14 febbraio un giornale locale in una pagina interna titolava così: “Coppie di fatto, boom negli ultimi cinque anni”. E di seguito: (…) “i fatti reali della vita quotidiana vanno nella direzione opposta alle proclamazioni del fronte del cardinal Ruini”, infatti le convivenze al 2005 sono ben 1897 rispetto alle 1402 del 2000. 

Ma a quali fatti reali si fa riferimento? Nel Comune di Modena le famiglie, formate da almeno 2 coniugi, erano nel 2005 88mila e 227, ossia il 49% della popolazione residente, mentre le coppie di fatto, sempre al 2005, l’1,05% della stessa popolazione.  E quindi quali sono i fatti reali che spingono il Governo a fare i salti mortali per tutelare ad ogni costo anche l’1,05% della popolazione modenese, che spesso non chiede niente, e a trascurare i bisogni del restante 49% che chiede di essere sostenuta e valorizzata come previsto dalla Costituzione italiana? E’ evidente che i supposti fatti reali nulla hanno a che vedere con la semplice e lineare logica dei numeri.

Quindi chi propone e sostiene i DICO ha in mente altri “fatti reali” e persegue altre finalità: colpire l’istituto familiare e concorrere a confondere ulteriormente le nuove generazioni. Non vi si legge altra spiegazione.

Altrimenti come si può ragionevolmente ritenere le convivenze giuridicamente rilevanti per la società quando in esse non vi è alcuna assunzione di doveri verso il partner, gli eventuali figli e lo Stato?

E’ ragionevole proporre ai giovani un modello alternativo al matrimonio che non preveda però le connesse responsabilità e gli impegni del matrimonio? E’ ragionevole offrire diritti senza chiedere l’assunzione di quei doveri che pure dovrebbero essere conseguenti?

Forse se tutti, chi crede e chi non crede, chi è cattolico e chi non lo è, ricorressimo all’uso di quella facoltà che ultimamente il Papa sottolinea spesso, la ragione, le cose potrebbero andare meglio.

 

per il Centro Culturale Cattolico “IL FARO” di Modena

                                                                                                         

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