I cittadini vogliono sicurezza e pagano per ottenerla

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Sassuolo vive un momento di grande tensione perché è una città con altissimo numero di stranieri, buona parte dei quali persone per bene, ma c’è una frangia criminale che viene dall’estero e che si somma alle organizzazioni criminali presenti da tempo sul territorio.

Dai traffici e dalle gestioni degli affari illeciti che possono esserci in città come questa emerge una miscela esplosiva che può creare ed ha creato delle situazioni delicate, da affrontare con serenità-serieta’-professionalita’, ma anche con molta e forte determinazione-decisone.

Sollecitiamo, dunque a gran voce un nuovo piano per la sicurezza a Sassuolo, che preveda se necessario anche l’uso dell’esercito e deve seriamente essere preso in considerazione perche’ rispetto a questa situazione di paura lo Stato e questo governo devono dare segnali chiari e forti. Piu’ volte e da piu’ parti e’ stato chiesto l’invio dell’esercito. Chiediamo di non sottovalutare la situazione e di prevedere un piano sicurezza per Sassuolo efficace e risolutivo. Obiettivo di ogni progetto di sicurezza “”serio”” dovrebbe essere quello di realizzare la massima prevenzione possibile a minori costi economici e sociali nel rispetto dei diritti della persona. Un piano che riveda le forze in campo e che, se puo’ essere utile, impieghi anche l’esercito per la sorveglianza di quartieri-aree a rischio. Di certo se vogliamo che imprenditori, commercianti e cittadini possano finalmente liberarsi dal peso della delinquenza, dobbiamo assicurare a chi è onesto la massima sicurezza e protezione. Se per questo e’ utile l’impiego dell’esercito, ben venga l’esercito.

Esercito o non esercito serve una straordinaria e forte presenza dello stato, delle istituzioni, della coscienza popolare, perché oggi i sassolesi sono in preda ad una grande paura che bisogna vincere; da soli forse non ce la fanno più; istituzioni e governo hanno il dovere di fare tutto il possibile per eliminare questa paura.

PAURA , CUI SIAMO COSTRETTI A VIVERE QUOTIDIANAMENTE PER LE STRADE,DENTRO LE NOSTRE PIAZZE E DENTRO LE NOSTRE CASE-,PERCHE’ NESSUNO SI OCCUPA DELLA NOSTRA SICUREZZA A COMINCIARE DALL’IMPUNITA’ CHE GODONO I CLANDESTINI.

Vogliamo ancora far finta che lo Stato funzioni correttamente attraverso le sue carenti istituzioni ordinarie . Non è così. Molta gente comune (non i ricchi ed i politici che vivono blindati) probabilmente vuole l’esercito sul territorio perchè l’ordinaria amministrazione, spesso è in ritirata difronte alla criminalità organizzata. Servono quindi più risorse per controllare il territorio una maggiore presenza fisica dello Stato, che metta a disposizione gli uomini e i mezzi necessari per la sicurezza dei cittadini e dell’attività imprenditoriale. Meno agenti impegnati negli uffici immigrazione delle Questure (le cui competenze passeranno ai comuni????) e meno agenti per le scorte e le auto blu.VOGLIAMO PIU’ SICUREZZA E LEGALITA’ NELLA NOSTRA CITTA’ e VOGLIAMO DIRE Basta  alle fumosità del politichese.

Esiste una consistente lentezza del funzionamento della pubblica amministrazione, eccessivi tempi di risposta della giustizia civile e carenze nelle infrastrutture: a queste debolezze di sistema, si aggiungono i condizionamenti derivanti dalla criminalità organizzata, dalla diffusa corruzione, e in generale dalla illegalità diffusa del territorio.

Invece di finanziare e rifinanziare missioni di “”Pace”” all’Estero il Governo (sia di Destra che di Sinistra) potrebbe utilizzare l’esercito per aumentare la sicurezza delle nostre città. E’ come se un padre di famiglia invece di educare in senso civico i propri figli educasse prima quelli degli altri lasciando i propri allo sbando.

E’ da troppo tempo che la politica risponde all’emergenza della criminalita’ con la sua arma più congeniale: l’ aria fritta. Guai ad abbassare la guardia, urge una lotta senza quartiere, bisogna aggredire i patrimoni dei delinquenti , si impone una svolta, ovviamente all’insegna della tolleranza zero.

Ora, se non è troppo disturbo, sarebbe il caso che la classe politica ci mostrasse qualcosa di concreto, di visibile, di tangibile perche’ leFORZE DELL’ORDINE sono probabilmente ORMAI ABBANDONATE A SE STESSE, DA QUESTII Soggetti INCAPACI,DA UNA CERTA MAGISTRATURA POLITICIZZATA CHE FORSE CERCA SOLTANTO DI APPARIRE IN TELEVISIONE PIUTTOSTO CHE  FARE IL PROPRIO DOVERE.

Nella città di Sassuolo ed in particolare nei quartieri cosiddetti off-limits sono esasperati. Basti pensare alla situazione Braida, dove gruppi di extra comunitari hanno reso la zona il centro dello spaccio di droga a livello nazionale.

Le cose non cambiano negli altri quartieri di Sassuolo dove rapine, stupri e spaccio sono fenomeni diffusissimi. Da qualche anno in Italia è nata la cosiddetta giustizia “”fai da te””, un mezzo a cui ricorrono i cittadini per sostituirsi allo stato e farsi giustizia da soli, il simbolo della non curanza dello stato verso questo fenomeno e dell’esasperazione da parte della gente comune.


Tutto ciò sotto l’occhio impotente e disinteressato dello Stato che ormai, evidentemente, non appoggia corretamente il cittadino.

La sicurezza dovrebbe essere una questione centrale per i nostri governi!! Non è possibile risolvere il problema dal punto di vista sociologico, come si sta cercando di fare ultimamente, inventando comunità, incontri, sussidi-contributi e carezze per i criminali. Le vittime non sono i criminali ma sono i cittadini e le politiche rieducative, di tolleranza e di solidarietà non funzionano. Occorre il carcere duro e il poco rispetto verso questi criminali che inquinano la nostra società. C’é bisogno della politica “”tolleranza zero””.

“”Tolleranza zero”” non è uno slogan e/o spot pubblicitario ma è un’idea di fronteggiare la criminalità non tollerando neanche la più piccola deroga alle regole. Cioè partire dal piccolo teppistello che rompe una finestra per restaurare un clima di convivenza sociale

Se vogliamo veramente sconfiggere la delinquenza, non dobbiamo certamente conviverci, ma colpirla continuamente nei suoi punti deboli.

Auspichiamo di vedere a breve dei provvedimenti che possono dare dei segnali indispensabili finalizzati a far riavvicinare i cittadini “perbene” alle istituzioni e alla politica e per dare, finalmente, il segno che lo stato difende e protegge l’onestà ed il vivere civile.

 

-Comitato Conto anch’io a Sassuolo-              

 

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