I cervelli fuggono, gli asini restano

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L’immagine di studenti  “somari” costretti all’umiliazione delle  orecchie  d'asino appartiene fortunatamente al passato e alla letteratura . Tuttavia, da qualche tempo a questa parte in Italia  si ha  notizia di tante  lauree false.

Con le notizie tragiche di questi giorni, soprattutto legate al perdurare del maltempo, con morti, feriti e molti danni ancora, la  cronaca, con allarmante frequenza , ne sforna anche altre, altrettanto raccapriccianti, anche se per motivi differenti. Non bastavano le “malefatte”  di cui sarebbero (il condizionale  non solo è d’obbligo, è anche “salvavita” ) responsabili i vari Armellini, Mastrapasqua…etc. relative a colossali evasioni fiscali, a peculato per cifre da capogiro…lorsignori, si scopre, ebbero anche una grande fantasia,   nonché disponibilità finanziaria, tempo addietro, per passare  esami universitari in modo indolore,  senza studiare. Dall’indagine  denominata Esamopoli, inchiesta  degli ani ’80 e ’90 sul commercio di esami universitari nell’università La Sapienza, emerge  anche il nome di Angiola Armellini, l’imprenditrice accusata di non aver denunciato al fisco ben 1243 case per un’evasione milionaria… e così Mastrapasqua,  tanto bravo a collezionare incarichi prestigiosi e redditizi, quanto per “arrangiare” esami.

Condannati e riabilitati, come tengono a precisare entrambi, anche se poi l’Armellini non si è più laureata., a differenza di Mastrapasqua.

L’immagine di studenti  “somari” costretti all’umiliazione delle  orecchie  da somaro appartiene fortunatamente al passato e alla letteratura . Tuttavia, da qualche tempo a questa parte in Italia  si ha  notizia di davvero tante  lauree false. Dalla falsa laurea di  Oscar Giannino, a quella di  Renzo Bossi, di Rosi Mauro, che acquistò  una laurea per sé e una per il suo caposcorta , nonché  fidanzato…fino a questi ultimi nomi eccellenti…che, quando non hanno  comprato il famigerato “pezzo di carta”   hanno quantomeno  mentito e barato sugli studi universitari.

A loro, una piccola sosta dietro la lavagna non farebbe tanto male, io credo… a meditare, non solo sulle loro malefatte, ma sulla realtà della nostra amata nazione, nella quale  i laureati veri sono costretti a cercare  all’ estero sbocchi lavorativi, dove spesso i più meritevoli si vedono sorpassati da  qualche “figlio di…”  non nel senso di becero insulto, me ne guarderei bene…ma nel senso di  rampollo di famiglie  a vario titolo potenti, tali da garantire  ai loro virgulti posti soleggiati e sicuri.

La disoccupazione e il precariato sono faccende che riguardano i figli degli “altri”.

 

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