I Carabinieri credono ancora nello Stato, nella famiglie e nell’onore

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In un mondo in cui i valori vengono scanditi dalle puntante dei reality show ci sono uomini che lottano tutti i giorni per garantire la sicurezza e il rispetto della legge. sono i Carabinieri. Dopo nove anni di esperienza territoriale a Milano il colonnello Marco Rizzo e’ alla guida del comando provinciale di Modena con un solo grande obiettivo: dare filo da torcere alla criminalità.

     

Colonnello Rizzo crede che Modena sia una città appetibile per i delinquenti dato l’alto tenore di vita dei suoi abitanti? In molte città del nord le forze dell’ordine sono in allarme per il timore delle rapine in villa? Come si può agire contro questo fenomeno?

 

Come militari dell’Arma non ci auguriamo che Modena sia una città appetibile per la delinquenza ma come tante altre città e province italiane può essere al centro degli obiettivi di organizzazioni criminali. Sono al corrente del fatto che in passato si sono verificate rapine in ville di Modena peraltro concluse con l’arresto degli autori però al momento il servizio preventivo svolto dall’Arma dei Carabinieri attraverso tutte la stazioni sparse sul territorio in sinergia con altre forze di polizia e la prefettura non ha evidenziato alcun pericolo di bande criminali dedite a questo tipo di reato. Questo non ci consente di abbassare la guardia soprattutto ora che le festività natalizie creano una situazione di forte rischio per i cittadini e le attività commerciali a causa del forte movimento di denaro. Già a partire dall’otto dicembre verrà implementato il numero dei servizi di controllo in modo da aumentare il senso di sicurezza del cittadino.

 

Per raggiungere questo obiettivo quanto incide il lavoro del carabiniere di quartiere? L’uomo della strada spesso si chiede perché sia solo e non affiancato da un collega, d’altronde i carabinieri non vanno sempre in coppia? 

 

Il carabiniere di quartiere è una figura innovativa che fonda il proprio lavoro su quella che è una prerogativa classica dell’Arma: vale a dire il contatto diretto con il cittadino così da creare un rapporto di fidelizzazione e di confidenza che il servizio in moto o svolto a bordo di un’auto non possono dare. Talvolta un semplice sospetto o la percezione di pericolo da parte di un esercente o di un cittadino possono rivelarsi molto preziosi. Perché da solo? Una volta ironizzando si diceva che i carabinieri andavano in coppia perché una sapeva leggere e l’altro scrivere oggi invece le avanzate tecnologie in dotazione al carabiniere di quartiere, un telefono cellulare, un palmare e un manganello tonfa e uno spray per reagire ad  eventuali aggressioni gli permettono di operare da solo.

 

Quanto può essere utile la video sorveglianza come deterrente?

 

I sistemi di video sorveglianza sono decisamente efficaci e questo spiega l’impegno delle forze dell’ordine per sensibilizzare i titolari di esercizi pubblici all’adozione di questi sistemi di allarme collegati alle diverse centrali operative dell’Arma o della Questura. E’ chiaro che la video sorveglianza è un ottimo deterrente preventivo e fornisce un valido aiuto per lo sviluppo di eventuali indagini ma sa da sola non basta.

 

E’ abbastanza sorprendente che in una città “di provincia” come la nostra vengano denunciate persone della Modena bene che prestavano denaro a tassi di usura (75%) a persone dell’apparente stesso stato sociale, che chiedevano denaro per mantenere un’amante, per acquistare una barca… insomma per continuare a esibire un tenore di vita che non gli apparteneva.

 

Non si può generalizzare. Al momento il numero, fortunatamente, è esiguo, sia delle denunce che degli indagati. Per il momento.  Il fenomeno pur essendo di usura, è comunque adattabile a qualsiasi parte d’Italia, e questo di Modena (se pur con connotazioni diverse da quelle che sono il tipico strozzinaggio, attività da cravattaio, come si dice) certamente è un manifestarsi di una società che sta cambiando.

 

Ma a Modena nessuno denuncia lo strozzinaggio o l’usura

 

Come in tutto il resto d’Italia perché, ahimè, come ho detto in diverse riunioni operative, l’usura come l’estorsione sono reati che, capisco benissimo, si denunciano con difficoltà, ci sono timori psicologici, ma anche economici gravi. Parliamo chiaro: se una persona ricorre all’usura, lo fa perché ha necessita di risorse economiche, di soldi, quindi se decide di denunciare sa benissimo che si chiude il flusso di denaro. Normalmente questa gente lo fa quando ha proprio l’acqua alla gola. Finché va bene questa gente sa che può rimanere in vita (economica intendo). D’altronde è quello che sanno benissimo gli usurai: finché foraggiano, finché fanno vivere l’azienda, tutto bene, per loro. Quando il debitore non ce la fa più, gli usurai solitamente acquisiscono l’azienda e il debitore o prende iniziative anche tragiche o si presenta alle forze di polizia.

 

 

La legge italiana vi aiuta nel vostro ruolo di tutori? Spesso i cittadini si lamentano dicendo una frase tipica delle conversazioni di piazza “i carabinieri mettono i criminali in galera, ma la legge o chi l
a mette in pratica li tira fuori”.

 

Il compito dei magistrati di applicare le leggi è difficile, talvolta le decisioni di taluni singoli magistrati soprattutto in occasione di alcuni gravi reati che hanno colpito l’opinione pubblica, hanno ingenerato commenti da parte dei cittadini e dei mass-media che hanno dato l’impressione nella gente comune di interpretazioni delle norme differenti da persona a persona o da città a città questo però non deve ingenerare errate convinzioni del gravoso e delicato impegno che tutti i magistrati pongono quotidianamente nell’assolvimento delle loro funzioni.

 

L’Arma dei Carabinieri e la politica che rapporto c’è?

 

Tutte le Istituzioni di un paese vengono influenzate dalle decisioni politiche e dalle scelte normative. L’Arma dal 1814 ha attraversato la storia del paese in cui si sono succeduti diversi governi. Non a caso il nostro motto “nei secoli fedele” sta ad indicare come la figura del carabiniere sia avulsa dal momento storico politico che può attraversare il paese, rispondendo unicamente alle esigenze della collettività nel bisogno di sicurezza dei cittadini. Tutto ciò che la politica italiana fa e può fare per migliorare le condizioni delle forze di polizia è, ovviamente, ben gradito anche perché va a beneficio della salvaguardia dei cittadini.

 

Un uomo che indossa una divisa mette la propria vita al servizio degli altri, ma rimane comunque un uomo e come tale passibile di errore. Ci sono stati casi di carabinieri che hanno sbagliato. Un comandante di uomini come fronteggia simili situazioni ?

 

In qualsiasi professione vi è un margine di errore. Per tutte vale la stessa regola: sbagliare è umano. Altrimenti non saremmo esseri dall’intelletto autonomo, ma semplicemente automi. La cosa fondamentale è non sbagliare con dolo, con la consapevolezza di creare un danno ad altri. Chi sbaglia sa bene a cosa va incontro e le conseguenze che seguiranno.

 

Come sta andando l’impiego in servizio delle donne?

 

Anche se l’ingresso delle donne è avvenuto solo di recente non si sono evidenziati particolari problemi. D’altronde la percentuale delle donne in servizio è ancora piuttosto bassa perciò il processo d’integrazione non è difficile. La predominanza maschile ancora forte nell’istituzione può forse creare qualche disagio più teorico che reale, ma credo sia normale nei primi anni. La presenza delle donne nell’Arma però è preziosa e proficua e vengono ben accettate dai colleghi. In tutte le altre amministrazioni erano presenti già da tempo ed era quindi giusto e doveroso l’ingresso anche nelle fila dell’Arma.

 

Come riesce un uomo nei secoli fedele all’Arma  a conciliare un impegno lavorativo senza orari e pieno di rischi con la famiglia?

 

E’ importante essere sinceri fin dall’inizio con la persona con cui si vuole costruire una famiglia sul tipo di sacrificio che una simile professione comporta. Oggi l’Arma ha fatto passi avanti rispetto al passato e cerca di assecondare, nei limiti delle possibilità, le esigenze personali. E’ un lavoro che offre comunque la grande opportunità  di girare l’Italia e a volte il mondo. Un tipo di esperienza che non tutte le professioni possono garantire. Da parte mia cerco di non portare a casa i problemi legati al lavoro. Non è facile, ma tento sempre di evitare che l’impegno quotidiano prevalga sulle esigenze della famiglia. E’ un sacrificio che ogni carabiniere mette in conto quando sceglie questa professione. 

 

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